L’antica eleganza del ricamo una tradizione da salvaguardare

Iniziali ricamate su un fazzolettino

L’Università Popolare Aperta di Buie intraprende una nuova avventura, alla riscoperta di un’arte antica: il ricamo. Non quello industriale, ma quello realizzato a mano, con abilità e sapienza antica, ma reinterpretata con oggetti di design moderno, per rendere il tutto più attraente ai giovani, come per esempio ricami con motivi rappresentativi di Buie eseguiti su t-shirt moderne.
Come molte altre antiche tradizioni, anche quella del ricamo sopravvive a stento, in un’epoca nella quale ormai non si ha più tempo da dedicare né all’apprendimento di queste tecniche, né alla loro applicazione. Di converso, fino a non moltissimi anni fa, il ricamo era un’attività casalinga quotidiana, una cosa del tutto naturale, alla quale le donne si dedicavano con piacere anche dopo una giornata di fatica nei campi, e le abilità apprese venivano poi tramandate alle giovani generazioni, che un giorno avrebbero potuto realizzare con le proprie mani un corredo personale, fatto di lenzuola, tovaglie e asciugamani finemente decorati a mano.
È stato denominato “TRADEinACTION”, progetto dal valore di 19.933 kune e candidato al bando della Fondazione per l’incentivazione del partenariato e lo sviluppo della società civile. Per salvaguardare l’identità culturale di questi preziosi ricami in modo innovativo e attraente, attraverso l’interscambio generazionale e intersettoriale e una serie di laboratori per i giovani e conferenze per i cittadini, l’UPA ha l’obiettivo di promuovere la tradizione del ricamo e la sua reinterpretazione.

Tanja Šuflaj con un grembiule ricamato creato all’ultimo laboratorio

“In un’epoca, come quella odierna, in cui non si ha più tempo da dedicare all’ago, è importante riscoprire e salvaguardare una tradizione che ha visto le donne spendere tanto tempo nel ricamare – ha sottolineato Tanja Šuflaj, responsabile del progetto –. Tutto il progetto sarà documentato tramite video e materiale fotografico, con l’obiettivo di preservare la nostra tradizione perché, se quest’ultima non viene reinterpretata, è destinata a scomparire. Qualche mese addietro si sono tenuti dei laboratori di ricamo in collaborazione con il Centro per l’inclusione di Buie e da lì, visto il grande interesse, è nata l’idea di valorizzare questa tradizione. Il progetto prevede una parte teorica per far conoscere ai giovani la nostra tradizione tessile e fornire le nozioni fondamentali sulle attrezzature e le modalità d’impiego, e una parte pratica, nella quale verranno realizzati ricami semplici, ma completi di tutte le caratteristiche fondamentali, allo scopo di salvaguardare la tradizione artigiana del ricamo, diffondendone e tutelandone le peculiarità. È prevista pure una collaborazione con gli istituti scolastici, per mantenere viva la memoria delle nostre tradizioni”.
Quindi, in definitiva, l’obbiettivo che si propone il progetto è quello di promuovere un laboratorio di ricamo, rivalutando, al contempo, un modello educativo e culturale attraverso la formazione di giovani ricamatrici, al fine di valorizzare la tradizione, conservare la memoria della lavorazione artigianale e diffondere, oltre che tutelare, il patrimonio del sapere legato all’arte del ricamo.

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