Buie. In mostra i primi 50 anni della SMSI «Leonardo Da Vinci»

Ne è autore il Gruppo opzionale di lingua italiana, diretto dalla professoressa Tamara Tomasich

Docenti e alunni nei primi anni di lavoro del Centro scuole medie (Archivio della scuola)

Un’esposizione per ricordare il mezzo secolo di fondazione della Scuola media superiore italiana “Leonardo Da Vinci”, già Scuola media generale italiana di Buie. Inaugurata il 5 settembre del 1970, accolse i primi alunni tra i banchi di scuola già due giorni dopo. Nell’importante anniversario il Gruppo opzionale di lingua italiana, diretto dalla professoressa Tamara Tomasich, ha creato due grandi pannelli, ricchi di storia e foto rappresentanti l’edificio, gli alunni diventati “famosi” nel tempo, i docenti e i presidi, che si sono succeduti negli anni. Fino al 1972 fu Josip Mihovilović a ricoprire il ruolo di preside, segretario e insegnante di diverse materie, riuscendo a ingaggiare ben tredici professori qualificati. Assieme a lui, con grande responsabilità, garantirono il decollo della neo inaugurata scuola che, unitamente al già operante Ginnasio croato, entrò a far parte del locale Centro scuole medie. Come si legge sui pannelli esposti, a Mihovilović subentrarono Giuseppe Rota (1972-1980) e Luciano Monica (1980-1984), mentre a ricoprire il ruolo di facente funzione dall’ottobre del 1984 al marzo del 1985 fu Mirella Barušić. A prendere le redini in mano come preside subentrò poi Loredana Bogliun Debeljuh, seguita da tre facenti funzione, ossia Mirella Barušić (1986), Lucio Lubiana (1987) e Fulvio Titonel (1988). Per i due anni successivi fu la volta del preside Celestino Gasperini, seguito da Luciano Monica (1990-1992), Arden Sirotić (1992-1996), Claudio Stocovaz (1996-2013), per arrivare alla preside attuale, Irena Penko.

 

Da poche decine a centinaia di studenti
Il 6 settembre del 1969 l’Assemblea comunale di Buie, che allora comprendeva un territorio molto più ampio, approvava l’atto di fondazione della Scuola media professionale con lingua d’insegnamento italiana, per permettere la formazione, l’istruzione e l’educazione dei giovani connazionali nella loro madrelingua e conseguire un diploma senza dover affrontare lunghi viaggi e relative spese. Nel registro di classe del primo anno scolastico (1970-1971) figurano iscritti 34 alunni, dei quali molti non avrebbero intrapreso gli studi superiori se a Buie non fosse esistita un’istituzione scolastica con lingua d’insegnamento italiana. La prima generazione fu suddivisa in 3 gruppi di studio; economico, elettrotecnico e metalmeccanico, tre indirizzi che a quel tempo riflettevano le necessità dell’economia locale. Oggi l’istituzione offre agli studenti diversi indirizzi di studio, quali il Liceo generale, quello scientifico-matematico, nonchè gli indirizzi Perito elettronico, Perito informatico, Perito commerciale, Cameriere e Meccanico.

Docenti e alunni in un’immagine del 1969. Il preside Josip Mihovilović è il primo a destra

Gli ex alunni diventati «famosi»
Uno dei maxi pannelli è dedicato agli alunni diventati famosi. Tra questi, Rosanna Bubola, che conclusi gli studi liceali presso l’istituzione buiese, si è laureata alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Trieste con una tesi in Dialettologia. Con i suoi racconti ha vinto numerosi premi letterari. Attrice e poi direttrice del Dramma Italiano di Fiume, ritorna a Buie, luogo delle sue tradizioni e della sua famiglia, per ricoprire l’incarico di direttrice dell’Università Popolare Aperta.

Esposta pure la foto di Giovanni Cernogoraz, tiratore a volo, disciplina nella quale ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati mondiali juniores di tiro di Lahti nel 2002 e quella d’oro ai Campionati europei di tiro a Larnaca nel 2012.

Nello stesso anno vince la medaglia d’oro nella fossa olimpica maschile ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra.

In ambito culturale è ricordata Marianna Jelicich Buić, professoressa presso la SEI di Umago e responsabile del Settore Cultura, teatro, arte e spettacolo della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. Tra le numerose manifestazioni di successo che coinvolgono centinaia di connazionali da lei promosse, si distingue il Festival dell’istroveneto, che negli ultimi anni è diventato un evento di rilevanza internazionale, coinvolgendo in prima persona le tre nazioni con radici istrovenete e (via streaming) numerosi istriani che oggi vivono in diverse parti del mondo.

I primi docenti

Segnalata per la sua dote particolare pure Jessica Acquavita, oggi vicesindaco per la minoranza italiana della Città di Buie, giovane versatile di grande talento, che dopo le elementari e le medie superiori italiane di Buie, ha studiato in Italia conseguendo il titolo di dottore magistrale in discipline dello spettacolo dal vivo. Molto richiesta come presentatrice di manifestazioni, in quanto con spigliatezza e sana ironia riesce a catturare il pubblico e a rendere divertente e piacevole ogni serata. Tre anni fa è entrata pure nel mondo della politica.

Nel campo della ristorazione viene ricordato Teo Fernetich, ex alunno proveniente dalla vicina Verteneglio, che sulle orme del padre e assieme alla sua famiglia, seguendo rigidissimi criteri di alta ristorazione, ha creduto nella ristrutturazione delle antiche proprietà di famiglia, adattandole a strutture d’ospitalità. Così nel 2004 la famiglia Fernetich ha trasformato il suo antico podere familiare in “San Rocco”, pluripremiato complesso turistico esclusivo, dotato di tutti i comfort che contraddistinguono i moderni alberghi europei di categoria elevata.

Un posto d’onore viene riservato pure a Roberta Dubac, laureata in Lettere moderne presso l’Università cattolica del Sacro cuore di Milano. Immersa nel variegato mosaico storico-culturale dell’Istria, sviluppa l’interesse per la storia, l’identità di confine, la narrativa e il teatro.

Vanta diverse collaborazioni con le istituzioni della CNI e non, come pure diversi premi a livello europeo in ambito letterario. Nel 2012 pubblica la raccolta di racconti ”Chiesa di nessuno”, edita dalla nostra Casa editrice Edit e l’anno scorso ottiene il primo premio nella categoria Teatro al Concorso d’Arte e Cultura “Istria Nobilissima”. Di recente il Dramma Italiano dell’HNK “Ivan de Zajc” di Fiume ha messo in scena il suo “Il vangelo del nemico”.

La prof.ssa Tamara Tomasich con gli alunni del Gruppo opzionale di lingua italiana

Una scuola di successo
Un impegno importante quello preso dal Gruppo opzionale di lingua Italiana, che in un periodo di distanziamento sociale, ha voluto comunque ricordare la storia della scuola e del celebre inventore, artista e scienziato italiano di cui porta il nome e in parte coloro che hanno dato un contributo essenziale affinché anche dopo cinquant’anni la scuola continui a essere un’istituzione di successo.

La SMSI “Leonardo Da Vinci” oggi

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