Perusin. Addio a un altro tassello della Fiume che fu

La terrazza dell’osteria da Perusin, in Belvedere

Con il caldo dell’estate tornano in mente ricordi di luoghi che i fiumani, dal lontano passato fino a tempi piuttosto recenti, frequentavano sempre molto volentieri nelle afose serate di luglio e agosto e che purtroppo, oggi, non esistono più. Uno di questi, com’erano state a suo tempo le osterie “Alle rose” o “La tapa” a Cosala, e più in su, verso Drenova, la mitica “Da Vinas”, era la trattoria del rione del “giro” di Belvedere che, anche se ufficialmente portava proprio il nome del quartiere, tutti chiamavano da Perusin (i cattivelli “el ritrovo dei broscvari”). Con una splendida ampia e fresca terrazza esterna, all’ombra di un gigantesco “coprivich” e di un altrettanto possente glicine, famosissima ben oltre i confini rionali prima della II guerra mondiale – quando portava il nome “Tre alberi” – per le “marende de persuto e formajo” e i piatti di “krenvis coi capuzzi”, dopo per l’eccellente carne alla griglia e in particolare per il fegato di vitello, purtroppo è chiusa ormai da diversi anni. Ora che, dopo suo marito, se n’è andata anche la signora Sonia Šajbić, nata Selez (era del 1934 ed è venuta a mancare il 3 luglio scorso), la quale l’aveva ereditata dalla zia materna Maria Perusin e dallo zio Giovanni, per gestirla in seguito insieme al consorte per oltre trent’anni, se ne va un altro piccolo pezzetto della Fiume che fu. I bene informati ci dicono che presto Perusin riaprirà i battenti sotto nuova gestione. Sarebbe bello: speriamo.

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