Ostrogović: «Non temo nessuno né a destra né a sinistra»

A tu per tu con Josip Ostrogović, candidato sindaco dell’HDZ alle amministrative di maggio

L’HDZ nel Consiglio cittadino di Fiume è la seconda forza politica dalle prime elezioni democratiche, da sempre all’opposizione. Siamo a poco più di due mesi dalle amministrative, che si preannunciano meno scontate del solito, soprattutto per quanto riguarda la corsa per la carica di sindaco. Con i candidati siamo già in doppia cifra. Vojko Obersnel, come aveva annunciato in occasione delle ultime elezioni del 2017, non si ricandida. Imbattuto da 21 anni, ora lascia fare agli altri. La sezione fiumana dell’HDZ ci ha messo più tempo per rendere noto il nome del candidato. Era prevedibile che sarebbe stato scelto Josip Ostrogović, eletto presidente dell’organizzazione cittadina del partito al potere a livello nazionale, ma con il passare delle settimane hanno cominciato a circolare altri nomi che, a questo punto, non è corretto scomodare. La sua candidatura è sostenuta in modo unanime da tutte le 28 sezioni cittadine.

 

 

Amante della musica e dello sport
Chi è Josip Ostrogović? È tra i più attivi nel Consiglio cittadino. Classe 1978, nato a Fiume, cresciuto nel rione di Gornja Vežica, oggi vive in centro. Dopo le elementari, ha terminato le medie superiori diplomandosi come tecnico dentale. “Avevo dei dubbi sulla via da prendere per quanto riguarda gli studi universitari. Avevo superato l’esame di ammissione alla Facoltà di Medicina, ma poi ho ripiegato su quella di Economia. Una volta laureato, mi sono sempre occupato di economia, ho lavorato presso la catena di supermercati Plodine, mentre negli ultimi dieci anni sono imprenditore autonomo. Per quattro anni sono stato presidente del Comitato di controllo dell’ARZ (Autostrada Fiume-Zagabria, nda), prima della fusione con l’HAC, le Autostrade croate. Il mio incarico lì ha cessato di esistere”, è in breve il percorso professionale di Ostrogović, attivo nello sport, dapprima come pallavolista, quindi con licenza di allenatore e di arbitro. Oggi gioca a basket, a livello ricreativo. Fa parte della dirigenza del club di calcio Orijent 1919. Ha frequentato anche la scuola di musica, che è la sua passione assieme a quella per lo sport. “La musica che ascolto dipende dalla fascia oraria, più tranquilla al mattino e poi in crescendo nel corso della giornata. Vanno bene il rock e la musica nostrana, locale”, aggiunge il candidato HDZ alla sua breve presentazione, che ci consente di conoscerlo da un altro punto di vista, meno istituzionale.

Diverse scuole di pensiero
Ci siamo incontrati, però, per parlare di elezioni. I candidati sono tanti e di diverse scuole di pensiero. A Fiume, l’HDZ e il suo candidato sindaco hanno avuto sempre come antagonista il Partito socialdemcratico, ma nel 2017 non si è arrivati al ballottaggio, superati dalla lista Bura, guidata da un ex accadizetiano, Hrvoje Burić. Si teme più la concorrenza da destra o da sinistra? A destra, oltre a Burić, c’è il MOST con Marin Miletić. C’è poi un nome nuovo, almeno per quanto riguarda la politica, che è quello di Davor Štimac, che non possiamo ancora inquadrare in un contesto definito.
“Per prima cosa ringrazierei il Comitato cittadino dell’HDZ per avermi dato fiducia dopo il voto unanime di tutte le 28 sezioni, appoggio ribadito a livello regionale e nazionale con il sostegno del presidente Andrej Plenković. I tempi stanno per cambiare e i fiumani sono pronti ad accettare il fatto che con il cambio delle strutture al potere non succederà nulla di male, come ha sostenuto per tanti anni l’SDP. Fiume potrebbe finalmente credere in un rilancio. Ci sono tanti candidati che prima di esserlo effettivamente dovranno raccogliere delle firme. Tutti si rendono conto che l’SDP è in declino e per questa ragione ci sono tanti candidati che credono in un cambiamento. I segnali sono arrivati dalle scorse elezioni politiche”.

Quanto ha influito la rinuncia di Obersnel?
“Vojko Obersnel è stato a lungo in carica, come pochi in Croazia, raccogliendo tanta esperienza, quella che gli ha permesso di vincere, ma anche di comprendere che adesso è arrivato il momento di ritirarsi. Avrà valutato che è meglio andarsene prima che subire una sconfitta. Per il resto, non temo nessuno, non ho paura di nessuno, né a sinistra né a destra. Ci proporremo agli elettori con un programma, senza cercare divisioni, senza ideologie. L’unica ideologia è quella di far vivere meglio i cittadini di Fiume”.

Per farla breve, al ballottaggio ci arrivate?
“Vi assicuro che dopo il primo turno ci ritroveremo qui a parlare come stiamo facendo ora, annunciando il secondo. È il nostro primo obiettivo. Una volta lì, le carte si rimescoleranno e si ripartirà da capo. Vorrei aggiungere che sarà importante fare bene subito, assicurandoci una rappresentanza numerosa nel Consiglio cittadino. Sarà fondamentale per garantire il buon funzionamento della Città”.

L’importanza delle minoranze
Se dovesse diventare sindaco, quale sarà l’atteggiamento di Ostrogović nei confronti delle minoranze e, nello specifico, di quella italiana?
“Ogni minoranza, che si tratti di quella italiana o di qualunque altra, deve partecipare alla creazione dei progetti in una comunità. Le mie porte saranno aperte a tutti e sono sicuro che ci sarà volontà di collaborare”, è il suo messaggio.

Nel 2020, anno di Fiume Capitale europea della Cultura, ci sono stati eventi su cui le forze politiche si sono confrontate duramente. Ci sono stati momenti simbolici, come l’installazione di Nemanja Cvijanović sul Grattacielo di Fiume e la vicenda della nave Galeb, che oltre al peso simbolico comporta anche quello economico. Il candidato sindaco HDZ interpreta così le due cose: “Alla fine, il progetto Fiume CEC 2020 è stato un insuccesso. Il sindaco uscente ha cercato di sostenerlo con le ideologie e le divisioni. Come sapete, sono stati spesi molti soldi per dei progetti come quello del complesso Benčić o della nave Galeb. Ormai siamo nel mese di marzo del 2021 e nessuno di questi progetti è stato portato a termine. Parliamone. Se non ci fosse stata la pandemia Fiume CEC la considereremmo un autentico fiasco, purtroppo. Ciò dimostra l’incapacità delle strutture al potere, che hanno condotto un programma che avrebbe potuto portare Fiume tra le prime destinazioni turistiche europee. Resteranno invece soltanto le cose che hanno contribuito alle divisioni nella nostra società”.

«Galeb, un progetto che andava rivisto»
Qualora dovesse diventare sindaco, uno dei compiti a cui sarà chiamato già nei primi mesi da primo cittadino sarà quello di inaugurare l’ex panfilo di Tito. Con quale spirito Ostrogović parteciperà alla cerimonia? “Personalmente, credetemi, non ho assolutamente nulla in contrario a questo progetto, per l’ideologia del potere passato, per il quale, comunque, credo siano stati spesi troppi soldi. Occorreva affrontarlo partendo da principi economici, di remunerabilità. È necessario sapere quali siano i costi e quali i vantaggi che ne potrebbero trarre i cittadini. Sono stati spesi 60-70 milioni di kune. Ci sono, è vero, anche dei mezzi a fondo perduto dell’Unione europea, come dice il sindaco. Sappiamo che l’allestimento del Galeb è stato incorporato in quello dell’ex Zuccherificio. Immaginate quante aree verdi in città si sarebbero potute creare per i bambini, per i pensionati. Si tratta di cifre enormi che non potranno venire giustificate. In una delle ultime sessioni del Consiglio cittadino era stata decisa la riduzione del prezzo dell’affitto, praticamente dimezzato rispetto a quello iniziale, per svolgere sul Galeb delle attività commerciali. È evidente che manca l’interesse”.

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