Mancano sei mesi, D403 in dirittura d’arrivo

Visita guidata lungo il percorso della futura arteria che collegherà il porto all’autostrada, in funzione del terminal container di Molo Zagabria, ma con molti vantaggi per i cittadini

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Mancano sei mesi, D403 in dirittura d’arrivo
La discesa conclusiva verso il futuro terminal container in Molo Zagabria

Le condizioni per i lavori edili all’aperto non sono ideali, ma sui 3 chilometri della futura strada statale D403 sono impegnati da 100 a 150 operai di tutti i profili e provenienza. Mancano poco più di sei mesi alla conclusione dei lavori a un’opera complessa e costosa, concepita principalmente per collegare il futuro terminal container di Molo Zagabria alla rete autostradale. Gli scavi erano iniziati, in piena pandemia, nel settembre del 2020, con tre imprese edili impegnate, un consorzio internazionale composto dalla nostrana “GP Krk”, dalla bosniaco-erzegovese “Euroasfalt” e dalla slovena “Kolektor”. Siamo ormai in dirittura d’arrivo e i tempi stringono. L’85 per cento dei finanziamenti provengono dai fondi dell’Unione europea, poco incline a perdonare i ritardi. Si tratta complessivamente di circa 65 milioni di euro, compresa la parte che verrà coperta dallo Stato croato.

Scavi all’interno della galleria per il sistema di smaltimento delle acque reflue

Ancora baccano dal sottosuolo
Tra Molo Zagabria e Valscurigne si lavora giorno e notte. Ieri abbiamo visitato il cantiere, percorrendo il tragitto in fuoristrada, guidati da Martin Abramović, responsabile del cantiere per conto dell’azienda investitrice “Hrvatske ceste”. A che punto siamo? “Come vedete, è la volta delle installazioni, di tutto ciò che verrà a trovarsi sotto il manto stradale. All’interno della galleria sono nuovamente all’opera i martelli pneumatici, macchine rumorose che possono dare fastidio ai residenti della zona interessata. In questo caso viene scavato il canale in cui verrà posata la condotta per lo smaltimento delle acque meteoriche”, spiega Abramović riferendosi anche alle proteste dei cittadini. Effettivamente, c’è chi si è lamentato in questo periodo in quanto il frastuono dal sottosuolo si faceva sentire anche nelle ore notturne. “In seguito alle osservazioni, giustificate, abbiamo richiesto che di notte i lavori venissero sospesi”, ha aggiunto il nostro interlocutore.

In seguito al frastuono, si è richiesto che di notte i lavori vengano sospesi

Valscurigne, interventi aggiuntivi
Siamo partiti da Valscurigne, dalla futura rotatoria all’ingresso della galleria il cui rivestimento finale lungo i circa 1.200 metri è completato. A breve distanza c’è uno dei tubi laterali che si allacciano alle quattro uscite d’emergenza di quello principale, sistemati a circa 250 metri l’uno dall’altro. L’altra galleria di servizio con le uscite d’emergenza ha l’uscita nel parco della Croce rossa, che s’affaccia su via Zvonimir.

Una delle gallerie laterali verso le uscite d’emergenza

Tra le strutture in costruzione a Valscurigne, ci sono la stazione di trasformazione e il sistema antincendio. Più a Nord ci saranno altre due rotatorie che non erano previste in un primo tempo, ma che si rendono necessarie per alleggerire il traffico tra la D403, via Osijek e l’autostrada A7. Per questi due ulteriori interventi è in corso la parte preliminare, quella progettuale e amministrativa. Le licenze potrebbero venire rilasciate entro la fine dell’anno. Se ci si dovesse limitare alla rotatoria in prossimità della galleria, i veicoli provenienti dalla tangenziale in arrivo da Est per arrivare alla D403 dovrebbero uscire in via Osijek e salire fino alla grande rotatoria esistente vicino ai centri commerciali “Fiume” e “Lidl”, per poi scendere fino alla galleria. Prima dell’arrivo del traffico pesante non sarà un problema, ma quando arriveranno i tir con i container, possiamo immaginare ciò che succederebbe lì dove il traffico è già molto intenso. Siccome i primi container non dovrebbero circolare prima del 2024, non troveremo incolonnati e nervosi i conducenti degli autoarticolati e di chi va a fare la spesa al supermercato.

L’ingresso meridionale della galleria di Podmurvice

Ferrovia, sottopasso, viadotti
Usciti dalla galleria a sud abbiamo rivisto il cielo nuvoloso e un vasto spiazzo che sta per diventare una rotatoria. C’è un’altra stazione di trasformazione e poco distante due future strade. La prima, verso est, è quella che si allaccerà a via Zvonimir all’altezza dell’attuale incrocio con via Benčić. Quest’ultima è ancora chiusa, anche se secondo i piani l’avrebbero dovuta riaprire lo scorso 23 dicembre. Il rallentamento è dovuto alle cattive condizioni del sistema di smaltimento delle acque meteoriche lungo via Zvonimir. In altre parole, si sta pianificando la sostituzione di parte delle condotte, un’operazione che in questa fase non veniva prevista. L’intervento verrà inserito nel progetto dell’Agglomerazione fiumana, finanziato dai fondi europei e attuato dalla municipalizzata ViK.

Impegnati tra i 100 e i 150 operai di vari profili

Dalla futura rotatoria ci siamo diretti verso ovest, in direzione del centro commerciale ZTC, che sovrasta la ferrovia, il sottopasso e il viadotto Pioppi, uno dei due con cui si scende praticamente in riva al mare. I viadotti non sono ancora percorribili in macchina, ma ormai tracciano chiaramente quello che sarà in futuro un percorso alternativo per il traffico cittadino, oltre che per soddisfare le esigenze del porto. Si passa sopra e a fianco degli stabilimenti dismessi dell’INA, in parte da smantellare e in parte da conservare, seguendo le rigide indicazioni della Sovrintendenza ai beni culturali.

Il punto in cui la D403 passa sotto la ferrovia

Una volta giunti all’ingresso del terminal, ci siamo fatti un’idea anche sul progetto successivo che prevede un segmento di strada da qui a Žabica, circa 1.300 metri in quella che oggi è zona portuale. Pertanto, della strada si occuperà la Port Authority. Quando verrà costruita, consentirà alla Città di accedere al complesso dei magazzini portuali Metropolis, 60mila metri quadrati di superficie utile da destinare a innumerevoli usi e contenuti, un vero tesoro tutto da scoprire, prezioso quanto il tempo che le nuove strade ci consentiranno di risparmiare. C’è la prospettiva, non soltanto un sogno, che Fiume possa diventare una città che non conosce il problema del traffico.

Il tratto nei pressi del centro commerciale “Fiume”, su cui i tir circoleranno per raggiungere Molo Zagabria

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