Didattica a distanza? «Alla lunga speriamo di no»

Con il progressivo aumento dei contagi in Regione, cresce anche il numero delle classi in isolamento. Ne abbiamo parlato con i direttori delle scuole della CNI

Sono sempre più numerosi i ragazzi che vanno in isolamento

La quarta ondata del Covid-19 continua a mietere vittime. Anche se gli epidemiologi avevano dichiarato che il picco era stato raggiunto qualche decina di giorni fa, la linea dei contagi continua purtroppo a salire imperterrita in tutto il Paese. Un chiaro indicatore, questo, che il grado d’immunizzazione è ancora sempre insufficiente e che bisognerebbe puntare, forse, su una più incisiva sensibilizzazione della cittadinanza verso la necessità di assumere il vaccino. Nella Regione litoraneo-montana, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 346 nuovi contagiati, mentre 111 persone sono guarite dal virus. Al momento i casi attivi sono 2.447. Prelevati 2.195 tamponi, per un tasso di positività pari al 15,76 p.c. Come sempre, la maggior parte dei nuovi infetti proviene da Fiume e dintorni (216), seguiti da quelli della Riviera di Crikvenica (40), della Liburnia (27), Veglia (26), Arbe (20), Gorski kotar (15) e dai Lussini (2). Di questi, 180 appartengono alla categoria delle persone che lavorano, 126 alla fascia d’età più giovane e 40 a quella degli over 65.

 

Al CCO aumenta, purtroppo, il numero dei ricoverati, che al momento sono 80, ovvero 5 più di ieri. Nel reparto di terapia intensiva sono sei i pazienti che hanno bisogno della respirazione assistita. Non sono stati registrati decessi. La percentuale dei ricoverati, rispetto al numero dei casi attivi rimane stabile e ammonta a 3,26 p.c.

Lunghissime code

Come dichiarato dagli epidemiologi dell’Istituto regionale di salute pubblica, in Regione vengono effettuati ogni giorno tantissimi tamponi e il tasso di positività, rispetto ai test, è molto inferiore rispetto alla media nazionale. Ciò significa che la situazione è ancora sempre sotto controllo e che le persone positive vengono isolate in tempo. A dimostrarlo anche le lunghissime code che ogni mattina si formano in via Zvonimir, dove le automobili attendono di accedere al drive-in predisposto in seno all’Istituto regionale di salute pubblica. Anche se gli ingorghi, a fine primavera, si presentavano come una consuetudine, per un lungo periodo ci eravamo disabituati agli stessi, visto che di solito sono soltanto un riflesso dell’alto numero di contagiati che c’è in un dato momento e la situazione epidemica, durante l’estate, era piuttosto tranquilla.

Lunghe code in via Zvonimir per il drive in

Raffreddori o Covid?

Il brusco cambiamento di stagione e l’influenza stagionale che bussa alle porte, hanno ricominciato a creare parecchi disagi, per lo più tra i giovani. Tanti i bambini e i ragazzi di età scolare, che ultimamente combattono contro raffreddori e allergie che causano sintomi molto simili a quelli del Covid. E se nel 2019, quando ancora non c’era la pandemia, nessun genitore ci avrebbe fatto più di tanto caso, lasciando i figli a casa per uno o due giorni con qualche linea di febbre, oggi scatta subito l’allarme e di conseguenza la scuola deve reagire per evitare potenziali contagi. E così, mentre ieri si stavano ancora attendendo le nuove disposizioni del governo su un eventuale cambiamento delle modalità di lezione (in armonia con le quali nei giorni 4 e 5 novembre si passerà alla DAD), abbiamo voluto interpellare i direttori delle scuole della CNI per sentire in che modo è stato fronteggiato in questi giorni il cresciente numero di contagi tra gli scolari. “Oggi (ieri per chi legge, nda) abbiamo mandato a casa una decina di bambini che nel corso della giornata hanno ricevuto la febbre – ci ha detto Gloria Tijan, direttrice della SEI Gelsi –. Si tratta, magari, di un semplice raffreddore, visto che anche se fa freddo i bambini escono all’aperto senza giacca. Non possiamo saperlo per cui siamo costretti a mandarli a casa e attendere i risultati del tampone. Nel frattempo, gli altri rimangono in classe e se magari qualcuno è già stato contagiato, dobbiamo isolare tutti. Se poi questi bambini hanno fratelli o sorelle nelle altre sezioni, devono venir mandati a casa anche loro. Tutto ciò provoca disagi nell’attività scolastica. Per il momento non abbiamo alcuna classe in isolamento e speriamo rimanga così. La prossima settimana ci sarà la prima breve vacanza in vista della festività di Ognissanti e c’è la proposta di prolungare la vacanza fino alla fine della settimana, oppure di fare il giovedì e venerdì la lezione online (misura poi confermata dal governo, nda). Sono del parere che dobbiamo rimanere in classe il più a lungo possibile, perché questa situazione provocherà dei seri problemi a livello emozionale e mentale, sia ai bambini che ai genitori e docenti. La DAD può andar bene per le classi superiori, ma per quelle inferiori assolutamente no. C’è poi il problema dei computer, che non tutti hanno a casa, o magari dei più piccoli che devono attendere l’arrivo dei genitori per usarlo. Stiamo parlando di generazioni di bambini che da due anni non hanno lezioni costanti, vengono spesso isolati dai loro coetanei e che una volta raggiunta l’adolescenza, avranno altri problemi, forse anche gravi”.

In attesa di nuove direttive

Alla SEI Belvedere, fino a ieri c’erano 3 classi in autoisolamento. “Il numero dei bambini contagiati è minimo, però visto che si trovano tutti assieme in classe, e che probabilmente usciti dalla scuola sono in stretto contatto, abbiamo deciso di farli stare tutti a casa con la DAD già la scorsa settimana. Lezioni online anche in futuro, dopo la nuova disposizione della Task force nazionale? Speriamo di no”, ha detto il direttore Denis Stefan.

Due le classi in isolamento alla SEI Dolac.

“Questa settimana è rientrata la terza classe e sono rimaste a casa la quarta e la quinta. Seguiamo le nuove regole riguardanti il fatto che soltanto i bambini in stretto contatto con il contagiato devono rimanere in autoisolamento, mentre gli altri seguono le lezioni online. Visto, però, che in questo caso c’erano più alunni positivi, devono fare tutti didattica a distanza. La situazione comunque è grave e, a ogni nuovo messaggio che ricevo dai genitori, l’ansia si moltiplica. Siamo pronti per il passaggio alla DAD. I ragazzi si sono abituati e a loro piace. Comunicano tra di loro mediante la piattaforma e non hanno grossi problemi. Sono un po’ meno contenti, invece, i docenti”, ha detto la direttrice Dunja Kučan Nikolić.

Quattro, infine, le classi per intero in isolamento alla SEI San Nicolò, con un ulteriore numero di bambini rimasti a casa delle altre classi, come dichiaratoci dalla direttrice Iva Bradaschia Kožul, prima della conferma del governo. “Siamo in attesa di una risposta da parte del fondatore per quanto concerne la DAD nei giorni 4 e 5 novembre, in modo da far stare a casa i ragazzi per altri quattro giorni, nella speranza che diminuisca il numero dei contagi”, ci ha detto.

Tutti in classe alla SMSI

Alla SMSI di Fiume ieri erano rientrati in classe tutti gli allievi rimasti in autoisolamento e, al momento, le lezioni si svolgono come da programma, senza isolamenti o assenze. Come riferitoci dal preside, Michele Scalembra, in mattinata si stava ancora discutendo sulla possibilità di fare lezione a distanza nei giorni il 4 e il 5 novembre, poi confermata, proprio per venire incontro a questo particolare momento d’emergenza stanitaria. “Visto che in questo modo i ragazzi starebbero a casa per 9 giorni consecutivi, speriamo di evitare potenziali contagi”, ha affermato.

Alla SMSI, ieri sono tutti rientrati in classe

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