Viaggiare ai tempi del Covid-19

Nonostante la pandemia da Covid-19 le frontiere della maggior parte dei Paesi sono aperte e gli spostamenti sono ammessi. Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

A causa della possibilità ancora presente di contagio da coronavirus è opportuno, quando si programma un viaggio all’estero, monitorare la situazione epidemiologica nell’area del percorso programmato, verificare le condizioni d’ingresso nel Paese del viaggio e tenere conto delle decisioni delle autorità locali. Al fine di prevenire e arginare la diffusione dei contagi da Covid-19 le autorità dei singoli Paesi hanno disposto una serie di limitazioni relative all’ingresso nel loro territorio nazionale. Quelle applicate in Croazia dovrebbero rimanere in vigore almeno fino al 30 agosto. Nel caso dei viaggiatori provenienti direttamente dagli Stati membri dell’UE, indipendentemente dalla loro nazionalità, così come i cittadini dell’UE o dell’area Schenghen e le loro famiglie provenienti da Paesi terzi, l’accesso in Croazia è concesso previa esibizione del Certificato Digitale Covid UE.
Coloro i quali non siano in possesso del certificato devono presentare, alternativamente, uno dei seguenti documenti: test PCR negativo eseguito non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese; test antigenico rapido negativo (con uno dei metodi approvati dalla Commissione europea) effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese; certificato di vaccinazione rilasciato non oltre i 270 giorni precedenti l’ingresso in Croazia che attesti di aver ricevuto le due dosi di vaccino (per vaccini Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Gamaleya, Sinopharm); certificato di vaccinazione rilasciato non oltre i 270 giorni precedenti l’ingresso in Croazia che attesti che sono trascorsi 14 giorni dal ricevimento della singola dose di vaccino (per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson); certificato medico che confermi la guarigione dal Covid-19 e una singola iniezione entro sei mesi dall’infezione, se questo vaccino è stato somministrato entro 270 giorni prima dell’ingresso in Croazia; certificato di ricevimento di una prima dose di vaccino Pfizer, Moderna o Gamaleya tra i 22 ed i 42 giorni prima dell’ingresso in Croazia; certificato di ricevimento di una prima dose di vaccino Astra Zeneca tra i 22 e gli 84 giorni prima dell’ingresso in Croazia; test negativo (PCR o test antigenico rapido) eseguito tra i 270 e gli 11 giorni prima dell’ingresso nel territorio o certificato medico che confermi la guarigione. Come segnalato sul sito www.viaggiaresicuri.it, qualora impossibilitati a presentare uno dei suddetti certificati, i viaggiatori devono effettuare un tampone all’arrivo in Croazia e osservare un autoisolamento fino al ricevimento dell’esito negativo. Nel caso in cui non sia possibile effettuare il tampone, è prevista la misura di autoisolamento di 10 giorni. I bambini sotto i 12 anni accompagnati da un genitore/tutore sono esentati dal test o dall’autoisolamento se il genitore/tutore è in possesso di un certificato digitale Covid dell’UE o di un risultato negativo di un test PCR o antigene rapido, o di un certificato di vaccinazione o di un certificato di guarigione da Covid-19. Queste condizioni non si applicano ai viaggiatori in transito, se la durata del loro soggiorno in Croazia è inferiore alle 12 ore ed è attestata da un documento appropriato (per esempio: prenotazione di un alloggio in un Paese vicino). Per l’attraversamento del corridoio stradale di Neum in Bosnia-Erzegovina (da o per Ragusa/Dubrovnik), non è richiesto alcun test o prova di vaccinazione e non vengono prese misure d’isolamento per i viaggiatori che transitano in meno di un’ora.
Le persone dirette in Croazia e provenienti da India, Cipro, Regno Unito e Federazione Russa devono presentare l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato nelle ultime 72 ore tramite il metodo PCR oppure nelle ultime 48 ore tramite il metodo antigenico rapido, indipendentemente dal certificato relativo al proprio stato vaccinale o a quello di un’eventuale guarigione. Viene, inoltre, raccomandato a tutte le persone che possono entrare in Croazia di segnalare preventivamente l’ingresso, utilizzando l’applicazione Enter Croatia (entercroatia.mup.hr), consultabile parzialmente anche in italiano, fornisce pure gli aggiornamenti relativi alle condizioni d’ingresso nel Paese.

I requisiti per accedere in Italia

A loro volta, anche le persone che dalla Croazia (o dalla Slovenia) desiderano recarsi all’estero devono rispettare determinate regole a seconda del Paese nel quale sono dirette. La normativa italiana individua cinque elenchi di Paesi a cui si applicano misure differenti, più alcuni Stati sottoposti a misure speciali. La Croazia e la Slovenia rientrano tra gli Stati elencati nel gruppo C. Gli spostamenti da/per i Paesi dell’elenco C sono consentiti senza necessità di motivazione (fatte salve eventuali limitazioni previste in Italia su base regionale). L’elenco C prevede l’ingresso, alternativamente, con tampone, certificato di guarigione o certificato di vaccino approvato da EMA. I certificati stranieri sono riconosciuti in automatico, purché redatti in italiano, inglese, francese o spagnolo. I minori di anni sei non devono fare il tampone in alcun caso. Per certificato verde s’intendono: certificati verdi italiani di vaccinazione (da almeno 14 giorni), guarigione o test negativo (da non più di 48 ore); i certificati verdi di Paesi UE equivalenti a quelli italiani sopra indicati; i certificati stranieri che attestano vaccinazione (con un vaccino validato dall’EMA), guarigione o test.
Attenzione però, il Consolato generale d’Italia a Capodistria, sul suo sito suggerisce a tutti coloro che si recheranno nel territorio italiano di scaricare l’applicazione “Immuni” (https://www.immuni.italia.it/).
A sua volta l’Ambasciata italiana a Zagabria – che invita a consultare il portale Viaggiare Sicuri e il sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale per accertarsi di avere tutte le informazioni relative alle vigenti misure per l’ingresso in Italia, – ha segnalato sul suo sito che ai sensi dell’Ordinanza del Ministro della Salute del 14 maggio 2021, a partire dal 24 maggio 2021, chiunque faccia ingresso in Italia per una qualsiasi durata di tempo, a bordo di qualunque mezzo di trasporto, prima del proprio ingresso nel territorio nazionale, è tenuto a compilare il Passenger Locator Form (PLF) in formato digitale accessibile al seguente link: https://app.euplf.eu/#/.
I PLF sono moduli utilizzati dalle autorità sanitarie nel caso in cui i passeggeri siano stati esposti a una malattia infettiva durante un viaggio a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto (nave, aereo, treno, autobus o automobile) al fine di facilitare il tracciamento dei contatti. Le informazioni fornite nei PLF possono essere utilizzate dall’autorità sanitarie dei Paesi di destinazione al fine di poter contattare rapidamente i passeggeri, con l’obiettivo di proteggere la loro salute e quella dei loro contatti, oltre che a prevenire l’ulteriore diffusione di malattie. I PLF sono quindi uno fondamentale strumento a tutela della salute sia individuale che collettiva.
I Paesi che al momento richiedono la compilazione dei PLF sono, oltre all’Italia, sono la Slovenia e Malta. Nel caso della Slovenia l’obbligo ricade esclusivamente per chi viaggia in aereo o nave. La Polizia slovena ha predisposto l’applicazione Enter Slovenia (www.policija.si/enterslovenia) per consentire un viaggio più semplice e trasparente all’estero e in Slovenia. È destinata a coloro che viaggiano nel Paese, vi entrano per transitare attraverso il suo territorio o decidono di lasciare il Paese sulla base di un’eccezione. L’utilizzo dell’applicazione Enter Slovenia non è obbligatorio. Si ricorda che le informazioni dettagliate attinenti all’attraversamento dei confini sloveni sono disponibili in lingua italiana sul sito del governo di Lubiana (https://www.gov.si/it/argomenti/sars-cov-2/attraversamento-dei-confini/).

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