Slovenia, ancora 23 decessi e 1796 nuovi contagi

Foto Roni Brmalj

Il bollettino epidemico delle ultime 24 ore in Slovenia, ci racconta ancora di una situazione seria: a fonte di 6.710 test effettuati, si sono riscontrati 1.796 nuovi casi di persone al coronavirus Sars-CoV-2, due casi in meno rispetto al giorno precedente. La quota di positivi rispetto ai tamponi eseguiti risulta del 26,76%, sempre alta ma lievemente migliore rispetto al giorno prima. Sono 779 le persone ricoverate in ospedale, 122 delle quali in terapia intensiva. Altre 23 persone sono morte in Slovenia  a causa delle conseguenze del Covid-19: in due giorni sono decedute 46 persone, per un totale di 338.
Da ieri (venerdì), 15 persone sono morte negli ospedali altre otto nelle case di cura per anziani e disabili, ha riferito il portavoce del governo Jelko Kacin su Twitter. Kacin ha anche condiviso informazioni sulle infezioni confermate in singoli luoghi su Twitter. In proporzione al numero di abitanti, il focolaio maggiore è ancora la Gorenjska. Dopo i test di venerdì sono stati scoperti 107 nuovi casi a Kranj, 52 a Škofja Loka, 36 a Železnik e 22 a Tržič. Kacin ha anche sottolineato il caso di Tolmino, dove da venerdì si sono verificati 41 nuovi contagi, Slovenska Bistrica (+50), Domžale (+26), Velenje (+39) e le più grandi città slovene Lubiana (+293) e Maribor (+87).
Dopo aver prorogato di una settimana le recenti misure anti-Covid e le vacanze autunnali per gli alunni delle elementari, il governo sloveno ha approvato degli emendamenti al decreto sul divieto di servizi e vendita di prodotti in Slovenia. Come ha spiegato Kacin, il decreto che scatta da domani, domenica, consente prestazioni di lavori edili all’interno e all’esterno degli edifici, anche servizi di giardinaggio, a condizione che ci siano contatti minimi d con il fruitore del servizio. Restano aperte officine e servizi per la riparazione e la manutenzione di auto ed elettrodomestici. Possono operare anche gli spazzacamini, soltanto uno alla volta e in edifici con possibilità di venire arieggiati.

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