Sedicenne morta a Zagabria: accusato un 30.enne bosniaco

Dopo due giorni di indagini, gli inquirenti hanno un quadro più chiaro su quanto successo nell’appartamento dell’orrore nel rione zagabrese di Sopot, in cui una minorenne ha perso la vita nella notte tra venerdì e sabato. Sul luogo la Scientifica dopo 6 ore di ricerche ha trovato siringhe, aghi e delle confezioni di metadone, avvallando così la prima ipotesi in base alla quale la morte della ragazzina sarebbe stata provocata da un abuso di droga. La polizia ha così sollevato l’atto d’accusa nei confronti di Radoje R. (30), cittadino bosniaco con residenza in Croazia. L’uomo è stato consegnato alle guardie carcerarie ed è sospettato di due reati: aver permesso a una minorenne il consumo di sostanze stupefacenti e di non averla soccorso, ma senza compassione l’ha avvolta in un tappeto e dopo averla trasportata a spalla per 500 metri, l’ha abbandonata di fronte a un ex bunker. Saranno i risultati dell’autopsia a mettere l’ultimo tassello su un’altra storia di degrado sociale, visto che la ragazza a quanto sembra era fuggita da casa e aveva un passato problematico: le comunità educative e riabilitative erano un luogo che frequentava spesso. Se dovesse venir giudicato colpevole, Radoje R. rischia fino a 15 anni di carcere.

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