Ricerca e tecnologie: Zagabria s’ispira al modello italiano

Convegno organizzato dall'Ambasciata d'Italia a Zagabria sulle sfide dell'industria 4.0

Le antenne 5G favoriranno la transizione digitale. Foto Goran Žiković

Anche in Croazia è stato ricordata con un appuntamento importante la Giornata della ricerca italiana nel mondo. Giunta alla sua quarta edizione questa Giornata comprende oltre 80 iniziative organizzate dalla rete diplomatico-consolare all’estero. Tutti gli avvenimenti parlando di scienza, ricerca e tecnologia, ma anche di come queste influiscono direttamente sull’economia, sulla rivoluzione dell’industria e di conseguenza anche sul cambiamento sociale.
Per lo Stato italiano questi sono temi di grandissima importanza, considerando che il Paese è al 7° posto nelle classifiche mondiali per numero di pubblicazioni scientifiche e di ricerca, nonché all’8° posto per la qualità di queste pubblicazioni.
Di particolare rilievo l’appuntamento organizzato dall’Ambasciata italiana a Zagabria, intitolato La sfida dell’industria 4.0: ricerca, innovazione e nuove tecnologie a favore dello sviluppo della competitività delle aziende.
L’evento ha confermato ancora una volta la forte collaborazione fra i due Paesi, con l’Italia che infatti costituisce il secondo maggior partner commerciale della Croazia. L’Ambasciatore italiano in Croazia, Pierfrancesco Sacco, è intervenuto all’inizio dell’evento per dare il benvenuto agli ospiti e ribadire la vicinanza fra le due nazioni.
“L’Italia è la seconda industria manifatturiera d’Europa. La Croazia ha una lunga tradizione in questo campo, con la volontà di migliorare e di sfruttare i mezzi messi a disposizione dal Next generation program dell’Unione europea per rafforzare la sua economia anche in questo settore, che si è dimostrato molto resiliente”, ha affermato l’Ambasciatore, che ha poi riassunto le direttive europee su come spendere i mezzi concessi.
Da parte croata il primo a intervenire è stato Zvonimir Savić, che guida il team di esperti che ha redatto il Piano nazionale di ripresa e resilienza recentemente presentato dal governo al Sabor. Savić, che è anche capo del Comitato per la realizzazione della transizione dalla kuna all’euro, si è riallacciato alle parole dell’Ambasciatore, spiegando come la Croazia abbia una ferma volontà di migliorare in vari settori, in modo particolare in quello della digitalizzazione. “Le regole per accedere ai mezzi europei dicono che il 20 per cento del Piano deve prevedere investimenti per incentivare la transizione digitale. Ebbene noi abbiamo previsto per questa causa il 27 per cento dei mezzi.”, ha affermato Zvonimir Savić, che ha proseguito il suo intervento illustrando il Piano proposto dal governo.
Rajka Hrbić e Tomislav Grebenar, due esperti della Banca nazionale croata, hanno poi spiegato in che cosa consista la transizione digitale e come questa non abbia nulla a che fare con la semplice digitalizzazione dei documenti cartaceo o con la disponibilità online di servizi usualmente fisici. “Questa è soltanto la punta dell’icebearg”, ha detto Grebenar. Il campo comprende infatti una moltitudine di possibili innovazioni, che comprendono gli algoritmi di apprendimento, l’intelligenza artificiale applicata all’industria, l’analisi dei dati automatica e molto altro ancora.
Gabriele Elia, capo del settore innovazione e ricerca di Telecom Italia, ha poi parlato delle particolarità del mondo del lavoro nel Belpaese. “In Italia ci sono tante aziende a conduzione familiare, che hanno 100 o anche 200 anni di storia, con pochi dipendenti, spesso legati alla famiglia del fondatore. Queste aziende storicamente hanno sempre funzionato molto bene, ma per esse rinnovarsi dal lato tecnologico è molto più difficile di quanto non lo sia per le grosse aziende che hanno tutto un reparto dedicato a questo. Pertanto i governi hanno la responsabilità di pensare a loro in modo particolar”, ha affermato Elia, che ha poi parlato di altri possibili vantaggi. “Le nuove reti senza latenza permetteranno di svolgere una miriade di operazioni senza l’uso di cavi. Per gli impianti di produzione questo comporterà molti vantaggi, sia in termini di risparmio dei costi sia come una nuova possibilità di organizzare gli spazi di lavoro”, ha concluso Elia.
Marco Gay, vicepresidente di Confindustria digitale, ha parlato del programma europeo nel suo complesso, paragonandolo per la sua importanza e per l’entità delle risorse stanziate al Piano Marshall, soffermandosi poi più nel dettaglio su quelle che saranno le proposte dell’Italia per attuare il Next generation.
Nataša Mikuš Žigman, segretario di stato al Ministero dell’Economia di Zagabria, ha spiegato come uno degli obiettivi del Piano croato sarà quello di investire di più in ricerca, in quanto in quest’ambito la Croazia è indietro rispetto agli altri Paesi europei. “Ci ispireremo all’Italia anche in questo come abbiamo fatto con le quattro effe tipiche dell’Italia: food (cibo), forniture (mobili), fashion (moda) e Ferrari. Soltanto che noi al posto della Ferrari abbiamo la Rimac”, ha affermato il segretario di Stato.

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