Imprenditoria CNI: forte sostegno dall’UI

A colloquio con Ana Čuić Tanković sul progetto «Mettiti in proprio»

La titolare del Settore Imprenditoria e Comunicazione della Giunta esecutiva UI, Ana Čuić Tanković. Foto Željko Jerneić

Mettiti in proprio”: è questo il nome del progetto ideato dall’Unione Italiana per aiutare i connazionali a cambiare lavoro in questo periodo di crisi economica. “La pandemia sta causando danni di ogni tipo. Le famiglie subiscono conseguenze negative nel campo della salute, in quello psicologico e a livello economico. Questo progetto ambisce ad aiutarle nel migliorare quest’ultimo settore, offrendo un finanziamento per un corso di riqualificazione professionale che possa aiutare i connazionali che lo desiderano a trovare un nuovo impiego in questo complicato periodo di crisi”: è con queste parole che Ana Čuić Tanković, titolare del Settore Imprenditoria e Comunicazione della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, riassume l’intento del corso.
L’Unione Italiana ha messo a disposizione 17.000 euro, che andranno direttamente a finanziare i corsi, per un massimo di 850 euro per un singolo corso. La titolare del Settore ci ha spiegato come si sia giunti a questa cifra e quali siano stati i passi affrontati prima di bandire il concorso.

Ridestinazione dei mezzi

“Questi mezzi arrivano da una ridestinazione del Piano finanziario per il 2019. Avevamo pianificato una serie di progetti da attuare nel 2020, che a causa della pandemia non si sono potuti fare, in quanto si trattava prevalentemente di incontri fra connazionali e convegni ai quali avrebbero dovuto partecipare molte persone. Abbiamo deciso così di usare gli stessi mezzi, cambiando però strategia e puntando allo sviluppo dei singoli individui. La cifra di 850 euro per persona, ossia per corso, è stata ottenuta grazie a un calcolo che prende in considerazione il costo medio dei corsi d’aggiornamento professionale o di riqualificazione più popolari”, ci spiega Ana Čuić Tanković.

C’è tempo fino al 7 maggio

Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 7 maggio, data entro la quale gli interessati potranno presentare domanda rivolgendosi direttamente agli uffici dell’Unione Italiana. Ma come funziona esattamente e quali sono i criteri che vanno rispettati per poter aderire? “Innanzitutto è necessario essere cittadini di Croazia o Slovenia, di nazionalità italiana ed essere soci effettivi di una delle Comunità degli Italiani sparse per il territorio. Oltre a questo bisogna compilare un po’ di formulari, che comprendono alcune informazioni riguardo al corso, compreso il programma e il costo complessivo. Poi servono ancora un curriculum vitae e una lettera motivazionale. Se l’interessato al momento è disoccupato, può inviare anche un certificato di disoccupazione”, rileva la titolare del Settore.

Molte possibilità

Il bando è stato concepito per offrire molte possibilità. “Bisogna specificare che questo concorso non è riservato ai soli disoccupati. Va benissimo anche per tutte quelle persone che hanno un lavoro, ma che magari vorrebbero mettersi in proprio aprendo una nuova attività. O in alternativa anche soltanto a chi vorrebbe apprendere nuove competenze che gli potrebbero permettere di cambiare lavoro”, ci racconta la titolare del Settore Imprenditoria e Comunicazione della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana.

Grande flessibilità

Quest’ultimo passaggio è fondamentale, in quanto il corso offre una grande flessibilità, permettendo ai connazionali di scegliere fra una marea di offerte disponibili. L’unica limitazione in tal senso è che chi offre il corso deve essere registrato per poter far entrare le competenze trasmesse nel libretto del lavoro. “In molti casi per aprire un’attività è necessario avere una specie di attestato nel libretto del lavoro. Vale per gli estetisti, i massaggiatori, chi lavora alla manutenzione delle piscine e tante altre attività. Se non hai un certificato ufficiale riconosciuto dallo Stato non puoi aprire un’attività di questo tipo. Ecco perché abbiamo introdotto questo criterio, anche per dare una sorta di garanzia ai connazionali sul fatto che il corso scelto possa essere poi utile nel mondo del lavoro, almeno a livello formale”, afferma Ana Čuić Tanković.
Con 17.000 euro a disposizione e un finanziamento di 850 euro a persona, le risorse disponibili bastano per 20 persone. “La mia speranza è di riuscire ad accogliere tutte le proposte che arriveranno. Se le domande dovessero essere di più, andremo a creare una commissione che in una decina di giorni analizzerà quanto pervenuto e farà le opportune scelte. L’intento è comunque di continuare su questa strada anche in futuro, offrendo alla nostra gente possibilità sempre nuove per continuare a migliorarsi”, ha dichiarato la titolare del Settore Imprenditoria e Comunicazione della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana.

Piani per il futuro

I piani per il futuro, infatti, non mancano. La Giunta esecutiva ha proposto una serie di progetti simili per il 2021, che vanno ora approvati dal Comitato di coordinamento per il tramite del Piano finanziario dell’Unione Italiana per l’anno in corso. Fra questi ci sono aggiornamenti professionali per gli imprenditori connazionali nei campi dell’agricoltura, del turismo e della ristorazione.

Agricoltura, turismo, ristorazione

“Abbiamo fatto un’analisi per valutare quali siano le attività di maggior interesse fra gli imprenditori connazionali e abbiamo constatato che più del 30 per cento di essi si occupa di queste tre attività. Considerando il grande interesse e la vicinanza storica della nostra regione a queste professioni, abbiamo deciso di proporre delle attività in tal senso. La speranza è di andare ad aumentare le competenze, la concorrenzialità e dunque di conseguenza anche le entrate economiche e lo stile di vita dei nostri connazionali”, conclude la titolare del Settore Imprenditoria e Comunicazione della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Ana Čuić Tanković.

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