Đikić: «Morte per vaccino? Rischi maggiori non farlo»

Ivan Đikić, lo scienziato croato di fama mondiale

“Voglio dire ai cittadini croati che la possibilità di morire di Covid è molto più alta degli eventuali pericoli che comporta la vaccinazione”. Lo ha sottolineato il famoso scienziato Ivan Đikić, commentando la morte di un 33.enne 12 giorni dopo che gli è stata somministrata la prima dose del vaccino AstraZeneca. La morte dell’uomo si è verificata lo scorso marzo, ma è stata confermata ieri, martedì 7 dicembre, dall’Agenzia croata per i medicinali (Halmed). Il biologo molecolare dell’Istituto di biochimica dell’Università Goethe di Francoforte, ha sottolineato che “attualmente in Europa su 69 milioni di dosi somministrate, sono stati segnalati 624 casi di trombosi, come quello che è stato fatale al 33.enne croato”. A detta di Đikić, questo sintomo “ha causato la morte di oltre 100.000 persone dopo l’infezione”. Quindi, “i vantaggi dell’immunizzazione sono davanti agli occhi di tutti”.
In Croazia finora sono stati segnalati 43 casi sospetti di morte dopo l’inoculazione del siero antiCovid: 32 sono ancora in fase di indagine, 11 sono stati respinti e uno è stato confermato. Se tutti questi casi fossero confermati come fatali per le persone che si sono fatte somministrare il vaccino, si tratterebbe dello 0,002% del numero delle dosi inoculate finora in Croazia.

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