Di Maio a Petrinja: «Un abbraccio a tutti i terremotati»

Darinko Dumbović, Luigi Di Maio e Gordan Grlić Radman consegnano le chiavi alla famiglia Namesnik

L’Italia ha donato alla Croazia due container abitativi nei quali potranno essere ospitate una cinquantina di famiglie rimaste senza un tetto sopra alla testa in seguito al devastante terremoto (magnitudo 6,2 sulla Scala Richter) che ha colpito la Banovina il 29 dicembre scorso. A consegna simbolicamente le chiavi dei container alle persone che li occuperanno in attesa di poter rientrare nelle proprie case è stato oggi, venerdì 30 aprile, il ministro italiano degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi di Maio, che ha avuto così modo di conoscere la famiglia Namesnik. Alla cerimonia, svoltasi nel capo allestito a Mošćenica (una frazione di Petrinja) hanno preso parte anche il ministro croato degli Affari esteri ed europei, Gordan Grlić Radman, l’Ambasciatore italiano a Zagabria, Pierfrancesco Sacco, l’Ambasciatore croato a Roma, Jasen Mesić, il presidente della Regione di Sisak e di Petrinja, Ivo Žinić, e il sindaco di Petrinja, Darinko Dumbović.
“Questo è un piccolo gesto, che però vuole suggellare una grande amicizia”, ha dichiarato Di Maio, che poco prima, subito dopo essere uscito dall’automobile che lo ha condotto nel campo container ha abbracciato il suo omologo croato. Di Maio ha detto di voler porgere un abbraccio simbolico anche a tutti i terremotati, ai quali ha augurato di poter rientrare quanto prima nelle loro case. Dopo aver terminato la visita del campo container di Mošćenica e prima di recarsi a Petrinja per partecipare a una riunione di lavoro assieme a Gordan Grlić Radman, Di Maio ha avvicinato una seconda volta la famiglia Namesnik per augurare loro di poter rientrare quanto prima nella loro vera casa. “La nostra abitazione è destinata ad essere abbattuta”, ha detto Zdenko Namesnik, che prima di poter usufruire dell’alloggio nel campo container donato dall’Italia era ospitato assieme alla sua famiglia nella casa del fratello.

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