Croazia. I medici ospedalieri contro gli straordinari

Anche i medici sono insoddisfatti. Foto: Marin Tironi/PIXSELL

ZAGABRIA | “Voglio lavorare legalmente”, è il motto della petizione la cui sottoscrizione è iniziata oggi, promossa dall’Ordine dei medici (HLK) e dal Sindacato croato dei medici (HLS). La raccolta delle firme, che si concluderà tra due mesi, riguarda la richiesta di abolire il consenso al lavoro straordinario, ovvero il lavoro oltre le 48 ore settimanali. L’insoddisfazione dei medici ospedalieri nasce dal fatto che da due anni attendono le modifiche alla Legge sulla rappresentatività, che permetterebbe loro di negoziare in maniera autonoma i diritti di lavoro e quelli materiali, perciò chiedono un Contratto collettivo di categoria oppure una Legge sulle paghe dei medici.
Due mesi di tempo concessi all’Esecutivo per sciogliere il nodo
“Il governo ha due mesi di tempo per risolvere la questione. Le firme raccolte saranno archiviate dai fiduciari sindacali negli ospedali, oppure dai fiduciari dell’Ordine. Dipendentemente da come reagirà il governo, le attiveremo. Ciò significa che lavoreremo al massimo 48 ore alla settimana, il che avrà come conseguenza la riduzione dell’accessibilità dei cittadini alla tutela sanitaria e l’allungamento delle liste d’attesa”, ha puntualizzato Renata Čulinović-Čajić, presidente del Sindacato dei medici, la quale si attende che l’azione sia approvata dalla maggioranza dei medici, perché dal sondaggio effettuato dall’HLK risulta che il 60 per cento ha espresso la disponibilità a ritirare il consenso al lavoro straordinario.
Tre milioni di ore di lavoro straordinario ogni anno
I medici hanno sottolineato che, tra turni di lavoro e pronta disponibilità, realizzano tre milioni di ore straordinarie all’anno. Secondo loro, è su queste ore che si fonda il sistema sanitario; però contemporaneamente sono costretti a sporgere denunce perché le ore di straordinario vengono loro spesso conteggiate male. Delle 4mila denunce, finora 800 sono state risolte in favore dei medici.
Renata Čulinović-Čajić ha ricordato che da due anni l’HLS chiede di essere ricevuto dal premier, senza avere risposta. Venerdì il ministro della Sanità, Milan Kujundžić, si è incontrato con i vertici sindacali, annunciando che il premier Andrej Plenković li avrebbe ricevuti tra una decina di giorni. Il ministro è convinto che non si arriverà mai al ritiro del consenso al lavoro straordinario, perché “senza i turni e le ore straordinarie il sistema sanitario in Croazia, come nel resto del mondo, non può funzionare”.

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