Alta tensione: militari serbi fermati al confine con la Croazia

I soldati, diretti a una commemorazione a Jasenovac, hanno dovuto fare marcia indietro perché non erano in possesso dei documenti che dimostrassero che il viaggio era stato regolarmente notificato alle autorità croate. Scambio di accuse tra Zagabria e Belgrado

Il valico di confine di Bajakovo tra Croazia e Serbia, dove si è verificato l'incidente Foto Ivica Galovic/PIXSELL

“Una chiara provocazione con l’intento di causare un incidente”. Il premier croato Anrej Plenković ha commentato con queste parole il tentativo di 11 militari serbi di entrare in Croazia. La comitiva, che ufficialmente avrebbe dovuto partecipare alla commemorazione delle vittime serbe del lager di Jasenovac, è stata fermata al valico di Bajakovo-Batrovci, nella Slavonia orientale, quando la Polizia di confine ha scoperto nel furgoncino le divise dell’Esercito serbo. I militari di Belgrado hanno dovuto fare marcia indietro perché non erano in possesso dei documenti che dimostrassero che il viaggio era stato regolarmente notificato alle autorità croate. Dall’altro canto la Serbia ribadisce che la visita degli undici membri dell’Esercito serbo era stata annunciata alle autorità di Zagabria.
Secondo l’agenzia di stampa Tanjug, richiamandosi a fonti del Ministero della Difesa di Belgrado, la delegazione formata da ufficiali e cadetti dell’Accademia militare e da studenti del Ginnasio militare, si sarebbe detta pronta a lasciare le divise al confine e proseguire in vesti civili, ma la Dogana croata è stata irremovibile.
“Questi 11 soldati del ministro della Difesa serbo, Aleksandar Vulin, si sono evidentemente scordati delle leggi e del diritto internazionale. Tutto il resto è un classico tentativo di innalzare il livello di tensioni tra Croazia e Serbia”, ha aggiunto il premier croato.
Chiamato in causa, il ministro serbo ha risposto: “Un simile affronto non può succedere in nessun Paese al mondo, tranne che in Croazia, erede dello Stato indipendente croato (NDH) fascista di Pavelić”.
Anche il Presidente serbo, Aleksandar Vučić, ha voluto dire la sua: “Capisco che la Croazia voglia dimenticare il suo passato nella Seconda guerra mondiale… In quell’epoca esistevano solo due regimi nazisti in Europa”, ha dichiarato il Capo dello Stato serbo, alludendo al Germania di Hitler e all’NDH.

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