Rijeka. È possibile farcela

Europa League Giovedì in casa del Copenhagen la squadra di Simon Rožman si gioca l’accesso alla fase a gironi

In maglia bianca, ma non per questo motivo anche con la… bandiera bianca, sinonimo di arresa. Il Rijeka si prepara per la trasferta dei play-off di Europa League con un solo obiettivo: giocarsela sino in fondo, costi quel che costi. Mercoledì ci sarà la partenza con volo diretto da Veglia in Danimarca e il giorno dopo, alle ore 20, la partita della stagione con il Copenhagen. I padroni di casa partono favoriti, ma lungi dal dire che sono uno spauracchio o un ostacolo insormontabile. Dopo tre turni di campionato il Copenhagen è infatti ancora a digiuno di vittorie e domenica ha conquistato il primo punto, dilapidando per giunta il vantaggio di 2-0 (2-2 il finale) in casa del Vejle grazie a Ankersen e Wilczek. Sarà proprio il 32.enne attaccante polacco (5 gol nelle ultime 6 partite) il maggior pericolo per la porta di Ivan Nevistić, come conferma anche Josip Radošević, ex centrocampista del Rijeka e ora in forza al Brondby, squadra che ha battuto una decina di giorni fa il Copenhagen nel derby della capitale. Radošević non dà per spacciato il Rijeka, ma sottolinea che servirà una grande prova per passare il turno.

La partita perfetta
Dello stesso avviso anche l’allenatore Simon Rožman. ”Abbiamo festeggiato il giusto la vittoria con il Kolos e poi ci siamo subito rimessi al lavoro per provare a fare il miracolo in Danimarca e qualificarci alla fase a gironi – taglia corto il tecnico sloveno –. Siamo attesi da una sfida molto stimolante e per passare il turno tutto dovrà funzionare alla perfezione. D’altra parte, guai arrendersi ancora prima di scendere in campo. Se ragioni così, non vai lontano. L’avversario è di quelli tosti, che pratica un calcio aggressivo, esercita un pressing alto e attacca gli spazi. Per reggere il ritmo servirà velocità. Sono convinto che il Rijeka ha le qualità necessarie per lottare ad armi pari, soprattutto ora che abbiamo trovato una certa fisionomia di gioco. Tuttavia, ci sono ancora alcuni dettagli da sistemare in difesa e migliorare la realizzazione”.

Non rinunciare a giocare
Il Copenaghen, allenato dal norvegese Stale Solbakken, pratica un abitualmente un 4-4-2. “Li abbiamo analizzati bene e notato che hanno una strategia di gioco ben definita, per la quale ognuno occupa una precisa posizione in campo. Il maggior pericolo è Wilczek, un attaccante che assomiglia molto a Čolak: spesso non lo vedi molto, sembra quasi assente, ma alla fine gli basta un attimo per farti male. Dovremo essere coraggiosi, aspettare il momento giusto e poi colpirli. Non siamo favoriti, però non possiamo certo pensare di andare lì e difenderci per novanta minuti, rinunciando a giocare. Sarà importante tenere quanto più la palla, pe evitare di venire schiacciati davanti la nostra porta. Ovvio che tutto partirà da un buon blocco e dalla fase di transizione”, aggiunge Rožman.

L’attaccante Sandro Kulenović potrebbe partire da titolare

Trovare i punti deboli
La scorsa stagione il Copenhagen è arrivato fino ai quarti di finale di Europa League, cedendo al Manchester United soltanto ai supplementari. Di recente hanno invece eliminato gli svedesi del Goteborg nel secondo turno preliminare e i polacchi del Plock nel terzo. “Una squadra che sa difendere e attaccare, ma un po’ sfortunata e distratta nelle ultime uscite, dove ha perso punti nei minuti finali – analizza il tecnico –. Con il Vejle hanno subito il gol al 92’, mentre nel derby con il Brondby al 93’. Il fatto di avere appena un punto in classifica ha portato un certo nervosismo e questo potrebbe essere un nostro vantaggio. Il 3-0 al Gliwice è un po’ ingannevole visto che hanno segnato tre gol con quattro tiri verso la porta, mentre i polacchi hanno calciato complessivamente ben 17 volte, colpendo anche due traverse, ma senza segnare. Tutto ciò ci indica che non sono certo degli extraterrestri e che hanno i loro punti deboli. Sta a noi trovarli e approfittarne“.

Piano A e piano B
Come detto, in Danimarca potrebbe essere magari la serata di Sandro Kulenović. ”Lui è un ragazzo dalle grandi qualità tecniche, che ha un potenziale enorme. Dobbiamo però dargli il tempo per inserirsi al meglio negli schemi di gioco della squadra. Mi auguro che possa dimostrarle quanto prima. Se partirà titolare o meno non l’ho ancora deciso, ma di certo è un giocatore che può fare la differenza”, conclude Rožman, ammettendo: ”Abbiamo un piano A e un piano B, a seconda di come si evolverà la situazione in campo. La prima è una strategia di come vorremmo che andassero le cose, l’altra una variante di riserva per correre ai ripari. Come detto, non intendiamo arrenderci prima di scendere in campo perché la posta in palio è davvero altissima. Non credo di esagerare se dico che per la maggior parte di questi giocatori si tratta forse della partita più importante della carriera. Forse anche per questo motivo percepisco da giorni tantissima energia positiva durante gli allenamenti. Cerchiamo di capitalizzarla nel migliore dei modi”.

Qualche vantaggio c’è
Quando non parti favorito (nelle ultime venti stagioni il Copenaghen ha partecipato ben 15 volte a Champions o Europa League) è un vantaggio che si tratti di una partita secca anziché della classica andata e ritorno. In 90 minuti può infatti accadere di tutto. Se poi si pensa anche al fatto che non ci saranno spettatori sugli spalti, con i tifosi danesi passionali quanto quelli del Rijeka, è indubbiamente un altro fattore che gioca a favore dei fiumani.

Velkovski sarà disponibile
Complicazioni per Yatéké

In Danimarca l’allenatore Simon Rožman potrà contare sull’apporto del difensore centrale Darko Velkovski, uscito malconcio durante la gara con il Kolos. Il macedone ha rimediato soltanto una forte botta, con conseguente contusione ed ematoma, ma nulla che gli impedisca di essere disponibile. Si complica invece il recupero dell’attaccante Sterling Yatéké dopo l’intervento in artroscopia. Il ginocchio non è ancora a posto e di conseguenza il rientro slitta. Yatéké avrebbe dovuto riprendere ad allenarsi in questi giorni e tornare perfettamente disponibile entro una settimana, ma i tempi di recupero si allungano. Stesso discorso per Tibor Halilović e Zoran Arsenić, il primo alle prese con un infortunio al ginocchio e il secondo che lamenta un problema muscolare. Per entrambi il rientro è ancora lontano, presumibilmente non prima di un mese. In quanto a Milan Ristovski, per lui buona parte della stagione è ormai persa. Per ben che vada, possiamo aspettarci di rivederlo in campo a primavera inoltrata.

Darko Velkovski

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