Rijeka, confermare la «garra» di mercoledì

Domenica pomeriggio, 9 febbraio, alle ore 15 a Rujevica i fiumani affrontano in campionato lo Slaven Belupo cercando di dare un seguito allo spirito dimostrato in Coppa con la Dinamo

Stjepan Lončar. Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Questo pomeriggio (9 febbraio) alle 15 arriva a Rujevica lo Slaven Belupo, a pochi giorni dall’impresa contro la Dinamo nei quarti di Coppa. Il tecnico Simon Rožman, con un’espressione ben diversa da quella dopo la sconfitta con la Lokomotiva, ha incontrato i giornalisti nel centro stampa dello stadio, assieme al centrocampista Stjepan Lončar. Gli ultimi allenamenti hanno convinto il tecnico che Gorgon e Acosty sono nelle condizioni di giocare dal primo minuto, mentre Prskalo, Capan, Galović e Pavičić ci metteranno un po’ prima di poter rientrare.
“La squadra che affronteremo è una di quelle che vogliono giocarsela e che cercano il possesso palla. Hanno nelle loro file Lima e Krstanović in attacco, due che ci sanno fare, ma anche tanti altri elementi che mi suggeriscono di prenderli molto sul serio. Dalla mia squadra mi aspetto che abbia la stessa determinazione, energia e volontà dimostrata contro la Dinamo. Siamo una squadra giovane che deve avere queste prerogative”, sono le parole dell’allenatore sloveno, finalmente sereno.
Nei mesi trascorsi a Fiume ha vissuto momenti difficili e grandi feste, dal 4-0 al Poljud all’1-0 di mercoledì scorso con la Dinamo. Ora Rožman commenta sorridendo: “Ogni vittoria contribuisce in modo positivo all’atmosfera generale. Dopo la sconfitta con la Lokomotiva eravamo tutti un po’ abbattuti, anche perché per un mese abbiamo lavorato sodo credendo di poter ripartire con il piede giusto dopo la sosta. È successo qualcosa che non avevamo previsto, al di là del risultato. Il superamento dei quarti con la Dinamo in Coppa ci restituisce la serenità e l’ottimismo. Con la Dinamo è stato tutto diverso e vorremmo continuare con questo spirito”.
Cambio di filosofia
Essere spavaldi con la Dinamo, tecnicamente più attrezzata, è costato al Rijeka uno 0-5 in casa e uno 0-3 al Maksimir in questa stagione. La difesa a cinque, già proposta in precedenza da Igor Bišćan e rivelatasi vincente, è stata una scelta giusta. Tra i protagonisti ci sono stati diversi usciti dalla squadra juniores. Smolčić, cresciuto come stopper, era stato impiegato come terzino sinistro, ruolo in cui se l’è cavata discretamente. Nella sfida vinta con la Dinamo Rožman l’ha fatto giocare centrale assieme a Escoval e Velkovski, mettendo sulla fascia sinistra Štefulj, tornato al Rijeka a gennaio. Allo stesso tempo Tomečak ha presidiato la fascia destra, lì dove si esprime al meglio, anche se per necessità era stato costretto a giocare sul lato opposto. “Già da tempo – spiega il tecnico –, si parla di Smolčić e sul ruolo da affidargli. Il club e io crediamo in lui. Lo scorso dicembre, comunque, avevo detto che la maglia da titolare uno non la conquista perché è cresciuto nel vivaio del Rijeka o perché è giovane e in cerca di affermazione. Il posto in squadra uno se lo deve guadagnare con il lavoro e Lončar è un esempio di come ci si arriva. In ogni caso, i risultati che ci sono stati con i cambiamenti ci consentono a pensare a nuove varianti”.
La rinascita di Velkovski
Quello che per un anno e mezzo è stato il proverbiale oggetto misterioso, il nazionale macedone Velkovski, contro la Dinamo è stato tra i migliori in campo. “Preferisco parlare del futuro che del passato. Per Velkovski – auspica Rožman –, mi auguro che possa fare altrettanto con continuità. Non so cosa sia successo finora, ma è chiaro che una grande partita non può giocarla un giocatore scarso. Se hai le qualità e non riesci esprimerti per qualche motivo, occorre eliminare quel motivo”.
Più che delle prestazioni dei singoli il tecnico Rožman preferisce sottolineare quella del gruppo che è stata fondamentale con la Dinamo in Coppa e che è mancata con la Lokomotiva. Gli accorgimenti tattici hanno trasformato la squadra nel giro di pochi giorni. “Non parlerei di sistema di gioco, ma di strategia. Lo sapete tutti come si gioca oggi in Europa, in uno spazio di 20-25 metri. Naturalmente, occorre sapersi adattare alle caratteristiche degli avversari. In ogni allenamento cerchiamo di seguire i trend del calcio europeo. Noi vogliamo sviluppare i giocatori in questo senso, perché soltanto così potranno essere venduti”.
«Non sarà una passeggiata»
Stjepan Lončar, nazionale della Bosnia ed Erzegovina, è stato a lungo fuori dalla rosa titolare, ma allo stesso tempo il tecnico Rožman lo ha indicato come un esempio. È uno che con il proprio lavoro ha saputo riconquistarsi la fiducia e le sue ultime prestazioni la giustificano. Come mediano o laterale, all’occorrenza come seconda punta, si fa trovare pronto. “Sono felice di essere tornato titolare e per quanto riguarda i ruoli, li accetto tutti e in qualsiasi posizione mi collochi l’allenatore, cercherò di mettercela tutta. Con lo Slaven non sarà una passeggiata e ne siamo consapevoli. Quest’anno a Rujevica abbiamo sofferto parecchio e piegare gli avversari è stato tutt’altro che semplice. Guai a sottovalutarlo”, conclude Lončar.
Intanto, è stata fissata la data definitiva e l’ora d’inizio della semifinale secca di Coppa Croazia che si giocherà mercoledì, 18 marzo dalle 17.30 a Rujevica.

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