A Cantrida per firmare la pace

Nel tempio del calcio fiumano ci potrebbe essere l’atmosfera per la riconciliazione. L’Armada fischiata domenica a Rujevica fa male a tutti.

Foto: Goran Žiković

FIUME – Sabato alle 19 appuntamento nel tempio del calcio fiumano per la seconda edizione del “Ritorno a Cantrida”, un incontro promosso dal club dei tifosi dell’Armada in collaborazione con il Rijeka calcio e l’amministrazione cittadina. Questa seconda edizione, dopo la prima riuscitissima dello scorso anno quando ci fu l’amichevole con il Maribor, vedrà di fronte ai fiumani la formazione bosniaco-erzegovese dello Zrinjski. Se un anno fa l’evento fu all’insegna di un tifo unito, oggi la situazione è cambiata.
Lo capiremo domani sera quanto sia profondo il solco tra le due anime del tifo fiumano. Soltanto pochi giorni fa, dopo la partenza dell’allenatore Bišćan e del suo vice Pilipović l’Armada, cioè il suo zoccolo duro, è tornata a tifare dalla curva di Rujevica, fischiata però dal resto dello stadio.
Gli organizzatori hanno presentato l’evento ieri nei vani dell’ex sala stampa dello stadio di Cantrida, dismesso per le gare ufficiali. Ci dovrebbero essere i migliori auspici per una riconciliazione nel luogo che rappresenta per tutti il denominatore comune, quello dei bei ricordi e delle imprese epiche di tempi più e meno remoti.
Come avviene alla vigilia delle grandi partite, i rappresentanti dei media hanno aderito numerosi all’incontro. Dall’altra parte gli ideatori, organizzatori, dirigenti e autorità, ognuno con il proprio ruolo istituzionale.
Il primo a parlare è stato Dean Božić, presidente dell’Armada: “L’intento è che diventi un appuntamento tradizionale fino alla costruzione del nuovo stadio a Cantrida. Fino a quel giorno ricorderemo così i tempi andati. Per l’Armada questo evento ha il significato di un ritorno a casa, lì dove è nata, un ritorno alle emozioni sincere per il calcio”.
Il portavoce degli ultrà fiumani, Aldin Pašić, assicura che tutto si svolgerà senza incidenti e nel più perfetto ordine: “Sarà sufficiente seguire le indicazioni del megafonista”.
Non ci si può nascondere dietro a un dito e fare finta di non vedere e di non sentire ciò che succede. Il direttore sportivo del Rijeka Srećko Juričić ha rievocato, sì, i tempi in cui giocò a Cantrida, ammettendo di provare ancora delle grandi emozioni quando vi torna, ma ha accennato anche alla situazione sugli spalti di Rujevica: “Sono felice che l’Armada sia tornata a tifare, ma non è questa l’atmosfera che vorremmo avere”. L’ex libero, 684 partite con la maglia del Rijeka, una leggenda del calcio fiumano, ha precisato di volere almeno quanto l’Armada il ritorno permanente a Cantrida. È lo spirito con cui è intervenuto anche il vicesindaco Nikola Ivaniš, che allo stadio ci è venuto e ci viene ancora al di là di quello che è il suo ruolo istituzionale. Almeno su una cosa sono tutti d’accordo e si spera che anche l’atmosfera domani e quella nelle prossime partite a Rujevica siano all’insegna dell’unità. “Il Rijeka – ha concluso Juričić -, è al di sopra di tutto”.
Sara vero? Inevitabili, quindi, le domande dei giornalisti ai capi dell’Armada. Cosa vi aspettate a Cantrida dagli altri tifosi, anche quelli che vi hanno fischiato? “Ciò non ha grande importanza – ha risposto il capo dell’Armada Božić –, perché ognuno può pensare come vuole. Credo che sabato dimostreremo che insieme saremo il Rijeka”.
Alla conferenza stampa c’era, come ospite, l’allenatore dello Zrinjski Hari Vukas, ex calciatore dell’Hajduk: “So quanto Cantrida sia importante per i tifosi, ma anch’io provo delle emozioni in questo posto. Con la maglia dell’Hajduk disputai il Riviera del Quarnero, segnando in finale. Ho giocato con la prima squadra dell’Hajduk nel primo campionato croato con la guerra in corso, segnando anche allora”. Oggi Vukas è allenatore dello Zrinjski, formazione di Mostar sei volte campione della Premier League in Bosnia ed Erzegovina e una volta vincitore della Coppa.
Vedran Babić con la sua agenzia di promozioni si occupa della parte tecnica dell’evento attraverso la sua azienda. “Un anno fa avevamo grandi aspettative e ne siamo usciti soddisfatti, pensando già all’appuntamento successivo”. Finora sono stati venduti circa 7.500 biglietti dei complessivi 10.000 e si conta di registrare nuovamente il tutto esaurito. Sono rimasti invenduti i biglietti per tutti i settori tranne quelli della curva Ovest ocupata tradizionalmente dall’Armada. I biglietti per la curva Est, il settore “familiare”, costano 40 kune, quelli per la tribuna centrale 90 e per quelle laterali B e C 60 kune. Infine, c’è la tribuna VIP, il cui incasso verrà inteamente devoluto all’ospedale pediatrico di Costabella. Un posto nel settore VIP costa 400 kune.

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