Addio alla fiumana Nidia Colmanni

Era esule dal 1945. La famiglia se ne andò dopo la scomparsa del padre

Nidia Colmanni

È venuta a mancare nei giorni scorsi l’esule fiumana Nidia Colmanni, vedova Zemella. A darne il triste annuncio sono state le sorelle Adelma, Rita ed il fratello Theo.

 

Assieme al marito polesellano doc, grande appassionato di storia e cultura locale e autore della monografia “La mia Polesella perduta”, pubblicata nel 1992 con il patrocinio dell’Avis Polesella,.era di frequente a Polesella, che considerava la sua seconda Patria e in più occasioni fu testimone dell’esodo da Fiume, sua città natale che portava nel cuore e che ha raccontato nell’ambito di diverse iniziative legate al Giorno del ricordo, promosse dalla sezione di Rovigo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Descriveva gli eventi bellici e le tappe che portarono alla perdita della sua casa durante i bombardamenti.

Fu socia onoraria di Polesella Cultura e Territorio e ci teneva tantissimo a essere sempre aggiornata sulle iniziative culturali che si svolgevano in paese. A Polesella aveva diverse famiglie che la ospitavano per alcuni momenti conviviali e di serenità, ma con tre in particolare aveva frequenti contatti: quelle di Daniele Milan, della prof.ssa Filomena Quaranta e di Luciano Milani.

L’ultimo saluto a Nidia ha avuto luogo giovedì 8 aprile a Cuneo per proseguire con i funerali presso il cimitero di Polesella dove ha trovato riposo accanto al marito.

Nidia Colmanni Zemella ha sempre reso toccante la sua testimonianza alla cittadinanza e agli studenti di Polesella e Rovigo, particolarmente legata alle tristi vicende della sparizione del padre Arturo, che a Fiume svolgeva il suo lavoro in qualità di dipendente di una società di servizi municipalizzati e che venne arrestato il 2 maggio del 1945 della polizia segreta jugoslava e mai più ritrovato.

La storia e le vicende familiari di Nidia, iniziano nella natale Fiume quando la città era ancora italiana. Nidia assieme al nonno, alla nonna e al fratellino Theo riuscirà a trasferirsi in Italia nell’immediato dopoguerra, prima in Friuli a Spilimbergo (Pordenone) dal 1945 al 1947, poi a Brescia dove la famiglia potrà finalmente usufruire di una casa popolare. In quest’ultima città, terminati gli studi, Nidia conobbe il suo futuro marito Rubis Zemella e felicemente sposati si stabilirono definitivamente a Cuneo.

Nidia aveva deciso di prendere carta e penna per raccontare le vicissitudini della sua famiglia nel periodo a cavallo della Seconda guerra mondiale. I suoi ricordi partivano dai primi anni ’30 quando, ancora bambina, viveva in una casa che si affacciava sul Golfo del Quarnero.

Facebook Commenti