Quando le elezioni corrono in Rete

In Croazia manca ormai poco più di un mese alle elezioni amministrative. Che l’emergenza sanitaria non possa impedire l’appuntamento con le urne, ovvero portare a un rinvio delle operazioni di voto è stato ribadito a più riprese dalle autorità nazionali. Del resto anche le elezioni parlamentari l’anno scorso si erano svolte dopo la prima ondata della pandemia. Eppure stavolta le incognite sono maggiori, in quanto anche la situazione epidemiologica appare diversa. Per fermare la corsa dei virus in molte Regioni, inclusa l’area quarnerina, sono in vigore chiusure che di fatto vanno a coincidere con il periodo più delicato dall’ottica delle procedure elettorali, quello della definizione delle liste di candidatura.
Che siamo in presenza della terza ondata della pandemia e che questa è abbastanza seria lo ha confermato l’epidemiologo e componente del Consiglio scientifico del governo per la lotta al coronavirus, Branko Kolarić, il quale ha sottolineato che il numero dei decessi e dei neocontagiati è elevato. Davanti a noi c’è ancora un mese di misure antiepidemiche rigide per cercare di fermare la terza ondata, ha evidenziato l’epidemiologo, rilevando che alcuni provvedimenti possono essere emanati efficacemente a livello locale. Branko Kolarić ha ammesso comunque che le misure prese a livelli più bassi possono avere un impatto non irrilevante sui rapporti politici nelle autonomie locali e regionali. Fatto questo oltremodo significativo in un momento in cui ci stiamo avvicinando alle elezioni amministrative. Non è facile in un simile contesto assumersi la paternità di varare misure chiaramente impopolari. Per non parlare dell’impatto delle chiusure e dei divieti d’assembramento sulla raccolta delle firme di sostegno alle candidature e sull’andamento della campagna elettorale, destinata quest’ultima a spostarsi in gran parte sulla Rete e sui media. Il battage elettorale porta a porta, le visite dei candidati ai rioni cittadini o alle piccole località, i comizi a livello locale sono un armamentario che in condizioni normali può avere un grande rilievo ai fini del risultato finale, ma che in epoca di pandemia è improponibile se si vogliono davvero rispettare le misure antiepidemiche. Già i precedenti appuntamenti elettorali a livello nazionale, dalle elezioni europee, alle presidenziali, alle parlamentari, avevano dimostrato che si poteva scalare l’Olimpo, giungere anche all’Assemblea di Strasburgo con un abile uso della Rete. Ora questo potrebbe confermarsi anche a livello locale. In un’epoca in cui tutto viaggia spesso online, dalla scuola, al telelavoro, al prossimo censimento, è inevitabile che ad adeguarsi sia pure la campagna elettorale per le amministrative. Chissà che stavolta non ci sia ancora qualche altra sorpresa in zona Cesarini…

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