L’INTERVENTO Quanti moriranno per il lockdown?

Un epidemiologo davanti all'Istituto per la salute pubblica di Fiume. Foto Roni Brmalj

“Molte più persone moriranno a causa dei blocchi, che a causa del virus”. Lo ha affermato Gerd Müller, ministro federale tedesco per la Cooperazione e lo Sviluppo economico in un’intervista a Handelsblatt. “Soltanto nel continente africano ci aspettiamo quest’anno altri 400.000 morti per malaria e HIV, mezzo milione in più moriranno di tubercolosi. La pandemia ha anche gravi conseguenze sulla povertà. Molti programmi di aiuto messi a punto dall’Occidente non sono adeguatamente finanziati. Perché noi Paesi industrializzati ci concentriamo così tanto sulla lotta contro il coronavirus e perdiamo di vista altri problemi”, ha dichiarato ancora nell’intervista Müller. “Bruxelles sta dimenticando le catastrofi umanitarie che si stanno accumulando proprio davanti alle nostre porte. È già evidente che il danno economico collaterale causato dalla pandemia colpisce principalmente i Paesi in via di sviluppo. La pandemia ha innescato una delle più grandi crisi economiche e, di conseguenza, una delle più grandi crisi di povertà e fame. Moriranno molti di più per le conseguenze del blocco, che non per il virus”, ha sottolineato poi il ministro tedesco.
Oltre 6.000 scienziati e medici negli USA hanno firmato una petizione contro le misure di lockdown a causa del coronavirus, esortando coloro che non rientrano nelle categorie a rischio a ritornare alla normalità. Il lockdown negli Stati Uniti e nel Regno Unito sta causando “danni irreparabili”, hanno sostenuto i firmatari dell’appello. La petizione, denominata “Dichiarazione di Great Barrington“ (città del Massachusetts), dal luogo dove è stata scritta, è stata firmata da quasi 54.000 cittadini, oltre a 2.600 scienziati e sanitari e circa 3.500 medici. Tra coloro che hanno firmato la petizione ci sono professori delle principali Università del mondo. Il professor Sunetra Gupta dell’Ateneo di Oxford è stato uno degli autori della lettera aperta inviata con la petizione, insieme al dottor Martin Kulldorff dell’Università di Harvard e al dottor Jay Bhattacharya di Stanford. Più di 500 medici hanno aggiunto i loro nomi a una lettera inviata al Presidente Trump per esortarlo a porre fine al blocco, avvertendo che la chiusura causerà più morti del coronavirus stesso. Nella missiva i medici hanno descritto il blocco come un “incidente di massa”. “Siamo allarmati da quella che sembra essere la mancanza di considerazione per la salute futura dei nostri pazienti“, hanno rilevato. Nella lettera di Simone Gold, uno specialista in medicina d’urgenza della California, pure firmata da centinaia di medici, si aggiunge: “Milioni di persone a causa del blocco saranno vittime di alcolismo, suicidio, l’infarto, ictus o insufficienza renale“. Inoltre, uno studio pubblicato su The Lancet rileva che “il distanziamento fisico, la chiusura delle scuole, le restrizioni commerciali e i lockdown, stanno peggiorando la malnutrizione infantile a livello globale“. Gli esperti hanno avvertito che ci saranno 1,4 milioni di morti nel mondo per infezioni da tubercolosi non trattate a causa del lockdown.
Uno studio trapelato dal Ministero dell’interno tedesco, ha rivelato che l’impatto del blocco del Paese potrebbe finire per uccidere più persone del coronavirus a causa di vittime di altre gravi malattie. “Tenere gli studenti a casa è una grave ingiustizia”, ​​si evidenzia ancora nella dichiarazione dei medici americani: “Le scuole e le Università dovrebbero essere riaperte per insegnare normalmente, dal vivo. Le attività extrascolastiche, come lo sport, dovrebbero essere riprese. I giovani e gli adulti a basso rischio dovrebbero lavorare normalmente, piuttosto che stare a casa. Coloro che non sono vulnerabili dovrebbero provare immediatamente a tornare alla vita normale, rispettando le semplici misure igieniche, come lavarsi le mani e stare in casa quando si ammalano”.

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