Sinagoghe in Croazia: valorizzata l’architettura

L’antologia di Zlatko Karač, pubblicata dalla Facoltà di Architettura di Zagabria in collaborazione con l’UPI2M Books, comprende 87 pubblicazioni risalenti al periodo che va dal 2000 al 2020

La sinagoga di Fiume

La Facoltà di Architettura di Zagabria, in collaborazione con l’UPI2M Books ha pubblicato un libro di “Studi sull’architettura delle sinagoghe in Croazia” di Zlatko Karač, che comprende 40 testi chiave in riferimento al patrimonio culturale legato agli edifici delle sinagoghe sul territorio croato. Si tratta di 87 pubblicazioni risalenti al periodo che va dal 2000 al 2020. La scelta degli studi da inserire nell’antologia, dei capitoli e degli articoli delle riviste e dei giornali, gli atti dei convegni, le sceneggiature televisive, i volantini per dibattiti, i cataloghi delle mostre e tanto altro materiale, ha mirato a mostrare la ricchezza tematica del problema affrontato dall’autore, il quale ha tentato di avvicinare il complesso tema a una cerchia quanto più vasta di lettori.

La sinagoga di Zagabria in una cartolina del 1906

Un segmento inesplorato
Le sinagoghe sono senza ombra di dubbio uno dei segmenti meno noti della storia architettonica e del patrimonio artistico nazionale, soprattutto per il fatto che sono state in gran parte distrutte nel periodo dell’olocausto, ma anche nel secondo dopoguerra. Per questo motivo la ricerca e gli studi delle caratteristiche architettoniche di tali edifici di culto è un compito alquanto arduo, ma di enorme importanza scientifica e di estremo valore per il processo di affermazione multiculturale e pluriconfessionale sul territorio della Croazia.

La Menorah,
una lampada a sette bracci, è uno
dei simboli più antichi
e importanti
della religione ebraica

Nell’attesa di un concorso architettonico internazionale o di qualche altra iniziativa per la sinagoga e il centro ebraico zagabrese in via Praga, con questo libro l’autore ha voluto offrire un manuale pratico e utile per lo studio della materia.

Una ricca lista di fonti
Il volume è una raccolta di testi per un totale di 200 pagine. A recensirlo sono stati Snješka Knežević, Zlatko Jurić e Zorana Sokol Gojnik, mentre Alen Žunić ha curato il materiale. È suddiviso in tre unità tematiche: “Le sinagoghe in quanto patrimonio – Storia e memoria”, “Elementi architettonici delle sinagoghe” ed “Esempi scelti di sinagoghe” (elaborate più di 100 sinagoghe). La bellezza di questo libro non sta soltanto nella peculiarità dei suoi contenuti scientifici, ma anche nelle 350 illustrazioni di estrema rarità (fotografie, bozze, piani, documenti e altro), nel riassunto in lingua inglese che avvicina il lavoro di ricerca al pubblico internazionale e nella ricca lista di fonti, bibliografie e altro.

La copertina del volume

Ottime le critiche
Snješka Knežević, storica dell’arte e traduttrice, ha scritto che il libro rappresenta il culmine di un lunghissimo processo di ricerca iniziato nel 2000 in occasione della mostra “Storicismo in Croazia” allestita nel Museo dell’Arte e dell’artigianato. La mostra offrì un primo squarcio molto conciso nel passato delle sinagoghe e mise in luce la grande perdita non solo degli edifici, ma anche della loro memoria, in seguito alle devastazioni dello Stato Indipendente di Croazia (NDH). Zlatko Karač è riuscito non soltanto a presentare la ricchezza monumentale di questo patrimonio, ma anche a rintracciare preziosi dati storici, quali gli autori o i committenti. In pratica ha ricostruito la vita della comunità ebraica e il corpus sacrale della vita religiosa. Knežević ha concluso che il libro è estremamente importante per la comunità ebraica purtroppo decimata drasticamente, ma pur sempre vitale, nonché per la scienza, l’arte e la cultura croata, che finalmente possono competere con studi analoghi effettuati in Europa. A tesserne le lodi sono stati pure Zlatko Jurić, docente al Dipartimento di Storia della Facoltà di Filosofia di Zagabria e Zorana Sokol Gojnik, docente alla Facoltà di Architettura di Zagabria. Il primo ha lodato gli interventi inediti e l’autorità nell’analisi del patrimonio eccezionale, ma anche nell’approccio dettagliato e scientifico, il quale prende in analisi anche i dettagli apparentemente irrilevanti. In conclusione Jurić spiega l’importanza della descrizione di un paesaggio pluriconfessionale e multiculturale, nonché dell’apertura all’altro e alle minoranze, nel periodo precedente all’olocausto. Sokol Gojnik ha ribadito l’importanza della ricerca dell’autore, confrontandola con altri studi simili a livello europeo, soprattutto ai registri degli edifici sacri ebraici distrutti nella Seconda guerra mondiale. A parte l’importanza scientifica, uno studio di questo tipo è rilevante anche a livello sociale, in quanto gesto di civiltà che mira alla presa di coscienza dei contributi ebraici nella definizione della storia dell’architettura croata.

Il libro del docente Zlatko Karač riporta 350 illustrazioni
di estrema rarità
tra cui fotografie, scritti, bozze, piani
e documenti

Autore di 540 lavori scientifici
Zlatko Karač è nato a Vukovar nel 1961, si è laureato alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Zagabria nel 1987 e ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi sul patrimonio urbanistico. Lo studioso lavora come docente presso la Cattedra di urbanistica della Facoltà di Architettura di Zagabria e recentemente è stato scelto come vicepreside per la scienza della Facoltà. È membro del Senato dell’Ateneo zagabrese e membro del Consiglio universitario per la cultura tecnica. Si occupa di pianificazione urbanistica e territoriale, in particolar modo della problematica della conservazione e tutela del patrimonio culturale, architettonico e artistico. Ha pubblicato più di 540 ricerche e lavori sia scientifici, che di divulgazione. Nel 2012 ha ottenuto il Premio nazionale per la Scienza, il Premio Ranko Radović con il suo team d’autore nel 2016 e 2018, nonché il Premio della Città di Zagabria nel 2019.

L’autore del libro Zlatko Karač

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