Marco Castelli traduce l’Inferno di Dante in musica elettronica

Il tour musicale del sassofonista, compositore e produttore italiano dedicato alla promozione del progetto del Sommo Poeta ha fatto tappa a Draga di Moschiena

Il sassofonista, compositore e produttore italiano Marco Castelli

Prosegue il tour musicale del sassofonista, compositore e produttore italiano Marco Castelli dedicato alla promozione del progetto “L’Inferno di Dante”, rimusicazione dal vivo per sassofono e musica elettronica dell’omonimo film di Francesco Bertolini, Adolfo Padovan e Giuseppe De Liguoro, pubblicato ben cent’anni fa. Dopo le repliche a Umago e Cittanova, il musicista veneziano ha tenuto un concerto a Draga di Moschiena, organizzato dalla locale Comunità degli Italiani.

 

Un capolavoro del cinema italiano

L’evento si è svolto sulla riva di Draga di Moschiena, nei pressi della sede della CI e fa parte delle celebrazioni dantesche in occasione del sette centenario della morte del Sommo Poeta, promosse da numerose organizzazioni e associazioni artistiche, culturali e formative impegnate nella promozione della lingua e della letteratura italiana nel mondo. La serata è stata introdotta da Riccardo Staraj, sindaco di Draga di Moschiena e presidente della locale CI.

“È la prima volta che allestiamo un evento di questo tipo”, ha affermato Staraj, ringraziando in seguito le istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa, ovvero l’Università Popolare di Trieste, l’Unione Italiana e il Consolato generale d’Italia a Fiume. “L’Inferno”, diretto da Bertolini, Padovan e De Liguoro, è stato pubblicato nel 1911 dalla Milano Films, una delle più importanti case di produzione italiane del periodo del cinema muto. Oggigiorno viene considerato il primo lungometraggio della storia del cinema italiano e il primo film europeo di grande valore letterario e artistico.

I saluti di Riccardo Staraj

Musica d’avanguardia

Basata sull’omonima cantica della Divina Commedia di Dante, la pellicola presenta una narrazione piuttosto esaustiva del viaggio del Sommo Poeta verso il Purgatorio, seppur omettendo alcuni passaggi. Il film è caratterizzato da movimenti di macchina, effetti speciali e montaggi assai sofisticati per l’epoca, rappresentando pertanto un capolavoro progressivo della cinematografia europea. Ed è stato forse proprio lo spirito d’innovazione che traspare dal film ad aver ispirato Marco Castelli alla realizzazione della rispettiva colonna sonora che al suono del sassofono abbina un sottofondo musicale di musica elettronica. Come spiegatoci dal musicista, si tratta di un’operazione dettata, per certi versi, dallo stesso film, “incrociato per caso. Quando l’ho visto – puntualizza Castelli – è stata un po’ una folgorazione: mi sono immaginato che potesse avere una visione moderna delle musiche. I gironi infernali, in un certo senso, mi hanno suggerito un mondo elettronico”. Il curioso abbinamento creato da Castelli, infatti, riflette l’impronta d’avanguardia del film, ampliando il sentimento d’angoscia e inquietudine emanato dagli incontri di Dante con i dannati dei cerchi dell’Inferno.

La partitura del sassofono è data da ciò che Castelli definisce “canovacci tematici”. Si tratta, come riferisce, di “un unico blocco che si muove insieme, ovvero il sax segue le musiche elettroniche”.

La colonna sonora è completata da un sottofondo composto da percussioni di vario tipo, un “lavoro di produzione, ovvero un misto tra la composizione e ciò che viene definito ‘sound design’”, come spiegatoci da Castelli. La colonna sonora del musicista veneziano, debuttata a New York nel 2016, si è sviluppata, in seguito, in diverse fasi. “Ho apportato delle modifiche nel corso degli anni anche per stimolare me stesso”, ha aggiunto.

Riccardo Staraj, Igor Prodan e Marin Corva

I difetti dell’organizzazione

La sonorizzazione in chiave moderna del capolavoro di Bertolini, Padovan e De Liguoro, realizzata da Marco Castelli, è un lavoro di grande valore e potenzialità artistiche. Forse a causa della poca promozione dell’evento, alla serata c’era poco pubblico composto, oltre che da alcuni connazionali e da rappresentanti delle istituzioni coinvolte nell’iniziativa – tra cui Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’UI; Igor Prodan, presidente della CI di Laurana, e Fabrizio Somma, segretario generale dell’UPT -, da turisti e passanti che, non avendo alcuna informazione in merito allo svolgimento del programma, si sono trovati ad assistere all’evento per caso, abbandonando la proiezione molto tempo prima della fine. Da rilevare che le panche poste in riva, sullo spiazzo utilizzato per la serata, sono risultate decisamente inadeguate, costringendo gli spettatori (quelli pochi rimasti fino alla fine del film) ad assumere posizioni scomode.

La proiezione si è tenuta sulla riva di Draga di Moschiena

Un’inefficace collaborazione

Tuttavia, ciò che ha sicuramente danneggiato l’esperienza del pubblico di più è stata una pecca dovuta all’Ente elettroenergetico croato (HEP): secondo quanto spiegato da Riccardo Staraj, era stato stabilito un accordo secondo cui le luci di strada poste sul luogo dell’evento sarebbero rimaste spente per la durata della proiezione (poco più di 60 minuti), ma a causa del ritardo della proiezione di quasi mezz’ora, la piazzola è stata illuminata molto tempo prima della fine del film, ostacolandone la visione. Dall’altro lato, sempre a causa del suddetto ritardo, i saluti iniziali del presidente della Comunità degli Italiani di Draga di Moschiena hanno avuto luogo al buio, creando una situazione imbarazzante.

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