Goran Filipec: virtuosismo e leggerezza funambolica

Nell’ambito del ciclo di concerti da camera, nel TNC «Ivan de Zajc» si è esibito lo straordinario pianista fiumano proponendo brani di Franz Liszt

Filipec comunica un senso di grandezza e compiutezza non comuni

Memorabile serata concertistica con Goran Filipec, grande virtuoso della tastiera, domenica sera al TNC “Ivan de Zajc”, tenutasi nell’ambito del ciclo di concerti da camera, che si è conclusa con le ovazioni della platea e al grido di ”bravo!”. L’artista fiumano gronda di successi internazionali, concerti in sale prestigiose, incisioni discografiche, premi e di alti elogi della critica internazionale. “Un grande pianista: artista, architetto e acrobata” così ha riassunto Jeremy Nicholas, critico della prestigiosa rivista “Gramophone”, il raffinatissimo e carismatico pianismo di Goran Filipec.
Interprete straordinario di Liszt
Il suo nome è indissolubilmente legato soprattutto al repertorio lisztiano, di cui è interprete straordinario, per cui il programma del concerto dedicato interamente al Grande Magiaro Franz Liszt – oggetto della sua tesi di dottorato presso il Conservatorio di musica e danza di Parigi e presso la Facoltà di Lettere alla Sorbona – non è stata una sorpresa.
La serata è stata aperta con Les cloches de Genève – dagli “Anni di pellegrinaggio”, Svizzera, notturno non scevro da echi chopiniani – il cui idilliaco incanto e i dolci rintocchi serali delle campane sono stati restituiti con ispirato intimismo, con sottili sfumature di colore e il bellissimo “legato” cantante del tema ascendente…
Ventaglio di stati d’animo
Ha fatto seguito la “Valle di Obermann” – ispirata al romanzo omonimo di Étienne Pivert de Senancour il quale protagonista, pervaso di desideri e nostalgie, giunge alla conclusione che solo i sentimenti hanno valore di verità – in cui Filipec ha profuso il fitto e frastagliato ventaglio di stati d’animo declinati tra peregrinazioni solitarie e malinconiche, delicate liricità, laceranti e poderose drammaticità.
L’effervescente freschezza creativa da un lato, il completo controllo del tutto che poggia sul fatto culturale e intellettuale dall’altro, parlano del livello stratosferico di questo artista del pianoforte.
Insomma il modo di suonare di Filipec comunica un senso di grandezza e compiutezza non comuni….
Con l’imponente affresco musicale “Après une lecture di Dante” Goran Filipec ha narrato con scultorea forza e immaginosità le escatologiche visioni lisztiane ispirategli dal suo esaltato girovagare tra le immortali pagine dantesche.
Tecnica prodigiosa
Non conosce limiti la prodigiosa tecnica di Goran Filipec che egli ha sfoggiato giocosamente nelle “6 Grandes études de Paganini”. Una leggerezza funambolica che Paganini, Sommo Mago del violino – la cui genialità fu decisiva sia per Liszt e il pianismo (e violinismo) romantico e la sua evoluzione fino ai giorni nostri -, crediamo, avrebbe apprezzato. Ad ogni modo, dietro a ogni brano paganiniano-lisztiano sta una precisa idea poetica che, ammantata di follie funamboliche – demoniache!!, si disse – fino ad allora inimmaginabili, rappresenta il momento concettuale che fa “da forza centrifuga” e tiene insieme il fatto musicale. Il fenomenale virtuosismo di Filipec, unitamente al suono brillante e al suo stile “elettrizzante” fanno del pianista fiumano l’interprete ideale di queste pagine. Deliziosa “La campanella”; favoloso, anche per fantasia, il Tema e variazioni. Ovazioni finali.
Rileviamo che Goran Filipec, oltre all’attività di pianista, è uno “scopritore” di perle musicali nascoste che egli riporta agli splendori della ribalta e delle sale di incisione. Ricordiamo i Cd dedicati a Ivo Maček, Blagoje (Benito) Bersa e ad altri pianisti-compositori tra ‘800 e ‘900.

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