Dante Alighieri tra luci e ombre

Anna Falcone ed Elisa Manzutto hanno proposto al pubblico buiese un connubio di racconto e musica d’arpa con tanto di proiezioni video ideate da Massimo Razzuoli

Elisa Manzutto e Anna Falcone

Si moltiplicano le iniziative per celebrare il 700.esimo anniversario della morte di Dante Alighieri, innovatore della lingua e icona della cultura italiana. A queste si è associata pure la Comunità degli Italiani di Buie che ha ospitato presso la sala spettacoli del sodalizio un evento unico nel suo genere. Forte, coinvolgente e, se anche ispirata a un cantico del 1300, con temi attuali e pungenti, è stata la serata proposta da Anna Falcone ed Elisa Manzutto in “Luci e ombre dall’inferno di un amore”, un connubio di racconto e musica d’arpa per la prima volta in assoluto proposto apertamente al pubblico. Ad affiancarle nella parte tecnica e nella proiezione video, Massimo Razzuoli.

Elisa Manzutto

Interpretazione del V canto

La serata prende il titolo dal monologo che la Falcone ha scritto interamente di suo pugno, ispirato liberamente al V canto della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Un’ora circa di interpretazione continua e l’immedesimarsi magistralmente nei numerosi personaggi che si incontrano nel II cerchio, Paolo, Francesca, Minosse, Virgilio, Dante e molti altri. Un tutt’uno con la parte musicale proposta all’arpa dalla Manzutto, musicista prossima alla laurea in scienze politiche all’Università di Trieste, studia arpa classica e insegna arpa celtica e propedeutica musicale anche presso il sodalizio di Isola.

Il pubblico presente in sala

Melodie celtiche e tirolesi

Brani scelti che si ispirano alla tradizione medievale irlandese, quindi al periodo che ha vissuto Dante, ci ha raccontato l’arpista dietro le quinte confermando come si tratti di musica descrittiva e hanno descrizione simile all’atmosfera raccontata nel passaggio proposto precedentemente. “Carrickfergus”, “Belive me”, “Queen’s march”, “Bridget Cruise” e “Foggy Dew”, tutti brani celtici che hanno abbracciato in passi ben precisi la serata, conclusasi con il brano tirolese per arpa, “Quelle”.

In un concerto invece di musica irlandese si potrà ascoltare l’arpista, accompagnata dal flauto a traverso di Alice Porro, la prossima settimana nella chiesa di Umago e nella seconda metà di agosto a Lussinpiccolo.

Aldo Antonini

Il Sommo Poeta e la società

“Elisa mi ha telefonato e mi ha chiesto – Anna, mi scriveresti qualcosa sul V canto di Dante – e da qui è iniziato tutto, anche perché bisogna ricordare che da quest’anno è stata istituita la giornata dedicata a Dante e in Italia si festeggerà ogni 25 marzo per cui abbiamo deciso di fare qualcosa che coniughi i nostri impegni sociali, contro la violenza sulle donne, ricordando Dante. Ci è sembrato adattissimo il V canto dedicato a Paolo e Francesca”, ha rilevato invece Anna Falcone, educatore professionale socio-pedagogico, professoressa di musica e animatore al Centro per anziani Itis di Trieste, che per passione si dedica alla scrittura di racconti, monologhi e interpretazioni come l’atto unico “Guerra” o il volume “Kerelle… un poeta da marciapiede”, libro scritto come monito a tutte quelle donne che per vari motivi continuano a vivere rapporti sentimentali travagliati, con uomini violenti.

Il presidente della CI di Buie, Franco Bonetti

Peccatori, lussuriosi e dannati

Ad accogliere le protagoniste e dare il benvenuto al numeroso pubblico è stato il presidente della CI, Franco Bonetti, che ha lasciato la parola ad Aldo Antonini, il quale, con grande sentimento, nella sua introduzione alla serata ha riassunto la vita di Alighieri e il V canto, quella zona dell’Inferno dove sono puniti i peccatori carnali, ovvero i lussuriosi, custodito da Minosse, il giudice che ha il compito di ascoltare la confessione dei dannati e stabilire in quale Cerchio essi debbano andare, trascinati senza posa da una bufera infernale, tra i quali alcuni illustri. Tra di essi, come si è visto, vi è pure una schiera particolare di peccatori, ovvero coloro che sono morti violentemente per amore, che comprende tra gli altri anche due anime che, a differenza delle altre, volano unite. Francesca moglie di Gianciotto Malatesta, signore di Rimini, e Paolo, cognato e amante della donna, entrambi fatti uccidere dallo stesso Gianciotto. Una serata dunque che, come in un vortice di emozioni scaturite dall’impeccabile interpretazione scenica della scrittrice e dalla coinvolgente musica dell’arpista, ha permesso ai presenti di conoscere questo amore così grande che fece perdere i sensi pure al Sommo poeta.

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