Pola. I monumenti storici riscaldano gli animi

Botta e rispota tra maggioranza e opposizione sulla manutenzione

L'Arena di Pola. Foto: Dusko Marusic /PIXSELL

Pola tratta male i suoi monumenti storici? Per quanto azzardato e inverosimile possa sembrare, il giudizio è stato pure espresso dalla rinomata archeologa polese Alka Starac, ora consigliera municipale del Partito socialdemocratico in seguito alle dimissioni del collega Danijel Ferić.
Alla scorsa sessione (la 20.esima della legislatura) del Consiglio della Città di Pola, Alka Starac s’è vista respingere alcuni emendamenti agli incartamenti del Bilancio di previsione (in realtà presentati fuori termine), s’è irritata per alcune incorrettezze di definizione in riferimento agli stemmi decorativi del palazzo del Municipio e quindi se l’è presa con l’ala maggioritaria dell’aula arrivando a sostenere che “Pola stima poco il suo patrimonio archeologico e non bada alla sua presentazione, con la sola eccezione dell’Arena”. Apriti cielo! A parole che pesano come macigni sulle coscienze, sono seguite naturalmente reazioni uguali e contrarie, come necessariamente avviene quando le posizioni sono contrapposte, a prescindere da quale parte stia la verità. Ha cavalcato per primo l’onda Petar Ćurić (HDZ), beninteso tirando l’acqua al proprio mulino: “Incuria per i monumenti e dintorni: vi faccio notare solo che la maggiore delle opere pubbliche del Ministero della Cultura di quest’anno – N.B. di questo Governo – si fa a Pola, e stiamo parlando dell’opera di recupero del Museo archeologico”. Come a dire, se non fosse per il governo Plenković, il vecchio derelitto museo polese sarebbe condannato allo sfacelo.
Fulmini e saette. Inutile dire che osservazioni di questa fatta hanno mandato in escandescenza il sindaco Boris Miletić, che ha reso pan per focaccia: “Incuria per il patrimonio? Progetti del governo? Vogliamo stabilire con esattezza chi fa che cosa per il MAI, il suo recupero, la rivitalizzazione? Il denaro che il Museo impegna per la ristrutturazione è del governo o suo? Certo, il Ministero ha autorizzato il finanziamento di 30 milioni, ma a saldare il prestito sarà l’istituzione, che si guadagna da vivere staccando i biglietti d’ingresso all’Anfiteatro romano. Il quale anfiteatro – si badi bene – è una proprietà della Città di Pola e quindi di tutti noi, i cittadini di Pola, che abbiamo saputo fare tesoro dei turisti e ci guadagnano da vivere in questa maniera, reinvestendo i guadagni nella cultura, nel patrimonio”, ha concluso il sindaco. Senza cercare carte migliori di questa nella manica.

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