Momiano. La Comunità degli Italiani s’appresta a spegnere 30 candeline

Chiacchierata con la presidente del sodalizio locale, Arijana Brajko Gall

La mandolinistica in una delle sue esibizioni

Sono passati ben tre decenni da quando la Comunità degli Italiani di Momiano ha preso ufficialmente forma anche sulla carta in quanto, anche se i connazionali momianesi prendevano parte all’attività della CI di Buie, insieme a quelli delle altre località che gravitano attorno a quest’ultima, operavano indipendentemente a Momiano già dagli anni 80 dello scorso secolo. Oggi a ospitare gli ambienti della Comunità degli Italiani di Momiano è un edificio maestoso, Palazzo Gianolla, di circa 500 metri quadrati, suddivisi tra pianterreno, primo e secondo piano e mansarda. Al pianoterra si trovano un bar e una sala polivalente, che negli ultimi anni ospita una ricca biblioteca e la sala di lettura. Al piano superiore sono siti l’ufficio della presidenza, l’archivio e una sala prove, mentre al secondo c’è una sala multiuso adibita alle prove del coro misto, a conferenze e spettacoli. Nella mansarda, ex biblioteca, trovano spazio l’archivio e un deposito attrezzature. L’edificio ha inoltre due appartamenti che erano stati costruiti per i docenti che dalla fine degli anni 90 al 2000 venivano a lavorare dall’Italia nella scuole italiane del territorio. Oggi rappresentano una fonte di autofinanziamento della CI. Per intraprendere un breve viaggio nelle tappe fondamentali di questi trent’anni d’attività, abbiamo incontrato l’attuale presidente del sodalizio, Arijana Brajko Gall.

Arijana Brajko Gall

Ci può fare un breve percorso di ciò che è avvenuto in trent’anni? Chi furono i soci fondatori e da chi era composta la prima dirigenza della Comunità?
“La CI di Momiano operava fin dagli anni 80 come sezione periferica di quella buiese e svolgeva le proprie attività presso la scuola locale. Vista la presenza di oltre 400 soci provenienti dal Momianese, nacque l’esigenza di fondare un sodalizio autonomo e il 14 marzo del 1991 venne costituita ufficialmente la nostra CI. Tra i soci fondatori vanno annoverati Severino Smilović, Flavia Vigini Bellè, Daniela Fabijančić, Maria Brajko, Anđelo Brajko, Giuseppina Rajko, Giorgio Richter, Elda Sinković, Lucia Zubin e Franko Brajko. I primi sette costituirono pure la prima presidenza. Dopo le prime elezioni comunitarie e la presenza di ben 435 soci, nacque l’esigenza di una sede propria e Palazzo Gianolla, edificio ridotto a rudere di proprietà dell’allora Comune di Buie, sembrava l’immobile più adeguato. Il 26 aprile del 1991 il sodalizio chiese quindi al Comune di Buie l’assegnazione dell’edificio come futura sede, con l’impegno di ristrutturarlo e di riportarlo allo splendore di una volta. Successivamente, il 24 febbraio 1992, venne redatto il primo Statuto e il 28 aprile dello stesso anno la CI venne iscritta nel registro delle organizzazioni sociali del Comune di Buie. Il 18 marzo del 1994 la Giunta esecutiva della Città di Buie assegnò la proprietà dell’edificio alla Comunità degli Italiani di Momiano per poterlo restaurare e abilitare alle proprie attività in conformità alle condizioni urbanistiche stabilite dall’Istituto per la tutela dei monumenti culturali di Fiume. La sede restaurata venne inaugurata ufficialmente il 9 novembre del 2002”.

Palazzo Gianolla, sede della CI di Momiano

Quali presidenti si susseguirono negli anni?
“Il 2 giugno 1992 Severino Smilović venne nominato primo presidente del sodalizio; il 26 gennaio 2000 gli subentrò Gabrijela Valenta, mentre il 4 luglio 2002 l’incarico passò a Giuseppina Rajko. Io ricopro la funzione dall’11 giugno del 2006”.

I Moristri in una foto d’archivio

Quali furono le prime attività della CI?
“L’attività culturale iniziò nel 1998. Prima, le uniche occasioni di riunire i soci erano le conferenze e i viaggi culturali in Italia, organizzati dall’UI e dall’UPT. Malgrado ciò, l’allora dirigenza si diede da fare per attivare alcune sezioni che sarebbero diventate il fulcro delle attività del sodalizio. Nacquero in quel periodo le sezioni dei minicantanti e della filodrammatica per bambini e adulti, dirette da Dolores Barnaba, il coro femminile, che pochi anni dopo divenne coro misto diretto da Dario Bassanese, la mandolinistica Do re mi diretta da Arcangelo Svettini, il corso di pianoforte diretto da Valentina Veznaver, il corso di chitarra diretto da Dražen Petek, nonché le sezioni sportive di pallavolo, bocce e calcetto, guidate da Marianna Smilović Civitan, Klaudio Škerlić e Alen Civitan. Accanto alle sezioni artistiche, oggi operano pure la biblioteca e la sala lettura dei giornali, che arrivano in sede quotidianamente o settimanalmente.

Nel corso degli anni il sodalizio ha organizzato pure corsi di giornalismo, di ballo, di fisarmonica diatonica, di lavori manuali e di aerobica. Tra tutti i dirigenti che nel corso degli anni si sono alternati nella CI, desidero ricordare in particolare quelli che hanno diretto i corsi per tantissimi anni di seguito. Sono Dolores Barnaba, promotrice di numerose manifestazioni, che oltre a seguire i minicantanti e la filodrammatica, nel 2003 ha costituito il gruppo vocale Evergreen, dedicandosi con passione ad accrescere l’anima artistica e culturale della CI; Milly Monica, che ha diretto il coro misto con grande dedizione e passione per la musica, sostenendo la cultura musicale e popolare istroveneta e italiana, nonché Arcangelo Svettini, che ha insegnato a tanti giovani le prime nozioni di musica strumentale grazie al corso di mandolinistica, facendo amare a grandi e piccoli questo strumento particolare”.

Il coro misto in Val Pusteria

È risaputo che quella di Momiano è una Comunità molto attiva con molti elementi validi. Ci può fare una panoramica dei successi conseguiti negli anni dai diversi gruppi d’attività?
“In 30 anni d’attività ininterrotta, di avvenimenti e manifestazioni da ricordare ce ne sono tanti e l’elenco è davvero molto lungo. Mi vengono in mente le numerose partecipazioni dei minicantanti alla manifestazione Voci Nostre organizzata dall’UI, i vari CD del gruppo vocale Evergreen e del coro misto, la partecipazione del gruppo Evergreen e della mandolinistica al Festival dell’istroveneto, l’esibizione del coro misto al Festival Cantate Adriatica, svoltosi a San Marino e al Festival corale della Val Pusteria, i vari incontri internazionali di fisarmonica diatonica a Oscurus, nell’ambito della sagra patronale organizzata dalla CI, le gare di dolci tradizionali, i tanti successi sportivi, in particolare modo della pallavolo, nonché la partecipazione delle varie sezioni agli incontri delle CI e di vari enti sia in Croazia che in Slovenia e in Italia”.

La squadra di calcetto

Quali attività conta oggi la CI?
“Oggi abbiamo il coro misto diretto da David di Paoli Paulovich, i minicantanti e il gruppo vocale Evergreen diretti da Cristina Benolić, la filodrammatica diretta da Flavia Vigini Bellè, la biblioteca diretta da Elda Sinković, il laboratorio per bambini diretto da Lana Kraljević e le sezioni sportive e ricreative: quella di calcetto guidata da Marco Scherlich, quella delle bocce guidata da Klaudio Škerlić e quella della mora cantada (Moristri), seguita da Kristjan Brajko”.

Il gruppo vocale Evergreen

Come vi rapportate oggi con le attività rispetto ai problemi provocati dalla pandemia?
“Non è certo stato facile interrompere le attività nel marzo del 2020, con la speranza che tutto sarebbe finito al più presto, ma senza sapere a cosa andavamo incontro. Purtroppo non è stato così e quindi abbiamo cercato di trovare soluzioni alternative. Non siamo riusciti a organizzare nessuna manifestazione artistico-culturale che avevamo programmato nel 2020, tranne il Carnevale tradizionale di Oscurus, che si è svolto in febbraio prima del lockdown. Riprese in parte le attività a settembre, si è scelto di interrompere con le prove della filodrammatica in quanto coinvolgeva varie fasce d’età, mentre per le attività del gruppo Evergreen e dei minicantanti abbiamo utilizzato le piattaforme informatiche. La biblioteca è rimasta aperta con l’adozione delle misure anticontagio, mentre le prove del coro sono state interrotte a inizio novembre, in base alla decisione della Protezione civile. Il laboratorio per bambini, come permesso dalle disposizioni, all’inizio di aprile è riuscito a lavorare in sede. Sicuramente la sezione che ne risente di più è il coro, fermo da mesi ma fiducioso che ben presto, magari d’estate e all’aperto, potrà riprendere a cantare”.

I minicantanti

Progetti per il futuro?
“Come presidente del sodalizio auspico la ripresa delle varie attività in sede e la possibilità di poter organizzare almeno gli incontri tradizionali del nostro sodalizio, in particolare modo quella di festeggiare il 30.esimo anniversario con la presenza delle autorità e dei soci. Colgo l’occasione per ringraziare il governo italiano tramite la collaborazione UI-UPT, la Città e l’Upa di Buie, le Regioni istriana, Veneto e Friuli Venezia Giulia, i soci, gli attivisti, i dirigenti e i membri dell’Assemblea comunitaria, le CI, tutte le istituzioni e in particolare le maestre e i bambini delle sezioni periferiche di Momiano della SEI ‘Edmondo de Amicis’ e dell’asilo d’infanzia ‘Fregola’ di Buie, i collaboratori e i sostenitori che in tutti questi anni hanno dato un supporto finanziario e morale al nostro sodalizio e hanno contribuito alla promozione e alla valorizzazione della cultura e della madrelingua italiane”.

Facebook Commenti