Mantenere alta la bandiera dell’amicizia culturale tra Italia e Croazia

A colloquio con l'Ambasciatore d'Italia in Croazia, Pierfrancesco Sacco, il quale annuncia alcuni progetti futuri illustrando i particolari della mostra «Raffaello – la fonte del mito» che verrà inaugurata al Museo d'Arte e Artigianato di Zagabria

L'Ambasciatore Pierfrancesco Sacco

Il grande genio rinascimentale Raffaello Sanzio da Urbino (1483 – 1520) è al centro dell’attenzione al Museo d’Arte e Artigianato di Zagabria, nel quale il 24 aprile verrà inaugurata un’importante mostra internazionale intitolata “Raffaello – la fonte del mito” (Rafael – na ishodištu mita) nata in occasione dei 500 anni dalla sua morte. Il progetto espositivo è stato realizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei e il MUO. Quest’importante progetto espositivo, che inizialmente avrebbe dovuto svolgersi l’anno scorso, è stato rimandato al 2021 a causa della pandemia da coronavirus e del terremoto che ha colpito la capitale croata nel mese di marzo del 2020. Ricordiamo che la mostra “Raffaello – alla fonte del mito” comprende 110 stampe originali realizzate da importanti autori dal XVI al XIX secolo e ispirate ai capolavori del grande pittore e architetto, assieme a Leonardo da Vinci e Michelangelo uno dei più importanti rappresentanti dell’Alto Rinascimento. Le stampe, le maioliche e i disegni ispirati alle opere di Raffaello che verranno esposti nel MUO sono una testimonianza della grandezza e dell’importanza del suo operato artistico. Oltre alle 110 incisioni, il percorso espositivo comprenderà anche il plastico di un progetto architettonico di Raffaello, delle dimensioni di 3,5×2,70 metri. Prevista pure la proiezione in streaming di un film dedicato al genio di Urbino, girato nel 2017.

 

 

Un progetto avviato nel 2019
L’Ambasciatore d’Italia in Croazia, Pierfrancesco Sacco, direttore ad interim dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, ci ha raccontato i particolari dell’importante progetto espositivo, che ha iniziato a seguire prima ancora di arrivare a Zagabria, nell’autunno del 2019. “Rendo merito all’allora direttrice del nostro IIC, la dottoressa Stefania Del Bravo, che con la Fondazione Brescia Musei aveva organizzato questa mostra, all’epoca pianificata per l’inverno del 2020 – ha spiegato l’Ambasciatore -. Poi, purtroppo, il progetto non si è potuto organizzare a causa del Covid, ma ho continuato comunque a seguire il tutto con l’IIC, di cui sono tuttora direttore ad interim, con l’équipe e lo staff della nostra Ambasciata, in contatto costante con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Fondazione Brescia Musei. Abbiamo pure superato una difficoltà grave che ha riguardato il precedente partner dell’Istituto, ovvero la bellissima e prestigiosa Galleria Strossmayer dell’Accademia nazionale delle Scienze e delle Arti (HAZU). Purtroppo, i danni del terremoto ne hanno determinato la chiusura, per cui il progetto si è spostato al Museo d’Arte e Artigianato (MUO), con il quale l’Ambasciata ha un’eccellente collaborazione da molti anni”.

La mostra alle Scuderie del Quirinale
“Abbiamo tenuto a far sì che il progetto Raffaello in Croazia non sia solo la mostra della Fondazione Musei di Brescia, perché a questa bella esposizione di stampe originali di opere di Raffaello, o stampe ispirate alle sue opere, abbiniamo anche un collegamento con la straordinaria mostra che si è svolta a Roma lo scorso anno, alle Scuderie del Quirinale, che è stato il più importante progetto espositivo su Raffaello mai realizzato. L’esposizione al MUO proporrà, pertanto, una visita virtuale alla mostra romana e il plastico di un palazzo romano progettato da Raffaello, un pezzo bellissimo che non faceva parte della mostra della Fondazione, ma proviene direttamente dall’esposizione alle Scuderie del Quirinale grazie alla collaborazione con il Centro studi vitruviani di Fano. Il Centro è pure nostro partner nel far conoscere al pubblico croato il palazzo Branconio dell’Aquila di Roma, che però non c’è più, in quanto fu demolito nel 1660. Il plastico è stato realizzato in base al progetto originale di Raffaello.
C’è poi un’altra iniziativa che non ha niente a che vedere con la collaborazione con il MUO: un docu-film molto bello che proporremo il 9 e il 23 maggio. Si tratta del primo lungometraggio su Raffaello, della durata di 90 minuti, diretto da Luca Viotto, con bravissimi attori italiani, intitolato ‘Raffaello, il principe delle arti’”.

Dal momento che una parte del palazzo che ospita il Museo d’Arte e Artigianato ha pure subìto gravi danni causati dal sisma dell’anno scorso, in quale punto della sede museale verrà allestita la mostra su Raffaello?
“Con questa mostra vogliamo introdurre un altro elemento di solidarietà e vicinanza con gli amici, il popolo e le istituzioni croate. Il palazzo è stato danneggiato e sarà chiuso per restauri, ma la tenacia del suo direttore Miroslav Gašparović e del suo staff lo ha tenuto aperto. Dopo la nostra mostra, a giugno, il Museo verrà chiuso per essere sottoposto a un intervento di restauro. Lo spazio in cui sarà allestita la mostra ‘Raffaello – la fonte del mito’ è molto bello, sito al pianoterra, facilmente accessibile e molto godibile. Non prevedo nessun problema, nel rispetto delle misure epidemiologiche”.

Sarà questa un’altra occasione per i cittadini croati di ammirare un segmento importante della cultura italiana, molto amata in Croazia e in molti segmenti parte integrante del panorama culturale del Paese.
“La cultura italiana è popolarissima in Croazia. Da quella popolare, ovvero dalla musica pop e leggera al fumetto, tanto amato dagli amici croati, alle arti visive e dell’illustrazione, per passare all’arte musicale e teatrale. Basti ricordare progetti come l’opera ‘Lucia di Lammermoor’ allestita al Teatro Nazionale Croato di Zagabria l’anno scorso e lo spettacolo di prosa di Pippo Delbono, che il pubblico zagabrese ha accolto con entusiasmo sempre l’anno scorso. Stesso discorso per il cinema: quest’anno partecipiamo al Montona Film Festival, al Festival cinematografico di Pola e desideriamo partecipare anche al Festival del cinema di Zagabria. C’è poi anche la narrativa, in quanto nelle librerie si trovano numerosi titoli italiani tradotti in croato con estrema facilità. La cultura e la lingua italiane sono amatissime in Croazia”.

Per non parlare della gastronomia e della moda italiana…
“Esattamente. Quest’anno organizzeremo una Settimana della cucina italiana in maniera ancora più articolata rispetto alle edizioni precedenti, con partner croati. Dopo che lo scorso anno abbiamo coinvolto cinque ristoranti di Zagabria, nel 2021 desideriamo espandere quest’iniziativa e ampliare la collaborazione con gli alberghi e i ristoranti nella Settimana della cucina italiana. Si tratta comunque di una scommessa, come lo è anche la mostra su Raffaello, in quanto la pandemia è ancora qui. Ad ogni modo, noi cerchiamo di mantenere alta la bandiera dell’amicizia culturale tra Italia e Croazia”.

In quale misura l’emergenza sanitaria ha influito sui programmi dell’IIC?
“Ha influito pesantemente. Nel 2020 avevamo in programma una serie di iniziative, anche nel campo delle arti sceniche, del teatro, collaborazioni con il progetto Fiume Capitale europea della Cultura, che purtroppo non si sono potute realizzare. Però, abbiamo sfruttato ogni possibile spazio, compatibilmente con le misure epidemiologiche sempre rigorosamente rispettate. Come accennato prima, abbiamo partecipato al Festival del Teatro mondiale di Zagabria con lo spettacolo di Pippo Delbono lo scorso settembre. Distanziati, nel rispetto delle misure, poche settimane fa abbiamo realizzato pure un evento su Dante, in occasione dei 700 anni dalla sua morte, negli spazi dell’IIC. Usiamo il cosiddetto formato ibrido, per cui anche la mostra su Raffaello sarà in un certo senso in formato ibrido. È chiaro che per visitarla bisognerà venire al Museo, ma d’altro canto la proiezione del film in streaming permetterà di fare un’esperienza raffaellesca sul divano di casa propria”.

Quali sono i progetti che l’IIC intende portare a Zagabria nei prossimi anni?
“Abbiamo in programma delle cose che abbiamo rinviato dallo scorso anno, in particolare vorrei citare una tournèe dell’ultimo spettacolo di Marco Paolini, ‘Filo Filò’, che verrà proposto in varie città della Croazia. Ci sarà poi un bellissimo gruppo di danza, Kataklò, mentre prosegue anche il programma dantesco con conferenze, incontri, seminari. Concluderemo l’anno con un concerto dell’Orchestra filarmonica della RAI di Torino e uno spettacolo dantesco con il celebre attore americano John Malkovich. Abbiamo diverse iniziative in cantiere legate al cinema, come già accennato: saremo al Festival del cinema di Pola con una giornata Spotlight Italy, in cui oltre che presentare film lavoreremo su opportunità di collaborazione tra produttori e distributori croati e italiani.

Un obiettivo che mi sono prefissato fin dal mio arrivo in Croazia è quello di arrivare a offrire i film italiani contemporanei nei cinema croati perché credo che siano sorprendentemente rari, nonostante l’entusiasmo e la passione con cui il cinema italiano è conosciuto in Croazia. Bisogna intensificare molto gli incontri, gli scambi e l’offerta.

Vorrei anche insistere sulla straordinaria opportunità per intensificare gli scambi culturali che è rappresentata dalla Comunità Nazionale Italiana in Croazia, che fin dall’inizio chiamo ‘un’anima italiana della Croazia’. Ebbene, la CNI può essere un propulsore e moltiplicatore e già lo è in larga misura, di questa nuova fase che stiamo scrivendo fra Italia e Croazia”.

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