Crasizza. Tornano la vita e la musica

Dopo mesi di chiusura e distanziamento sociale, si sono incontrate di recente le bande della CI di Buie e della «Vecia Trieste», che vantano un’amicizia di lunga data

Musica e spontaneità

Organizzato dalla Comunità degli Italiani di Crassiza in collaborazione con la CI di Buie, si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra la banda d’ottoni di quest’ultimo sodalizio e quella triestina “Show band” dell’associazione folcloristica “Vecia Trieste”. Svoltosi presso l’agriturismo Radesić, sito a Punta di Crassiza, voleva essere un “primo” incontro di buon auspicio dopo questo lungo periodo di distanziamento sociale obbligato.

Un incontro anche per le prime leve

Anche i più giovani

Il presidente della CI di Crassiza, nonché capobanda della CI di Buie, Mate Mekiš, lo ha definito un incontro ricco di emozioni condite dalla musica delle due bande: “Dopo mesi di chiusura, l’incontro è servito a ricordarci quanto siamo fortunati ad avere un legame musicale con gli amici di Trieste”, ha concluso Mekiš spiegando come la serata, organizzata in modo diverso dal solito, senza palcoscenico e senza un programma di esibizione, ha avuto una scaletta dettata dalle note dei partecipanti che, intonando una canzone dietro l’altra, facevano riaffiorare ricordi di quei concerti passati, facendo così dimenticare per un attimo il brutto ricordo dello stop imposto dalla pandemia. Il tutto si è svolto all’aperto, in un’atmosfera familiare, in cui, oltre al divertimento e alla possibilità di incontrare gli amici di sempre e fare delle nuove amicizie, sono nate nuove idee per proseguire la collaborazione tra le due bande, che vantano anni di amicizia e numerose uscite assieme dettate da concerti, carnevali e molti altri incontri che, come emerso, riprenderanno il prima possibile. Importante è stata anche la partecipazione dei più giovani, le nuove leve che attendono da quasi due anni di suonare con la banda, che hanno avuto l’occasione di sperimentare il frutto del duro lavoro di studio e, cosa più importante, capire che non si suona assieme solamente per fare “bella figura” davanti a un pubblico, ma suonare col cuore, per la propria soddisfazione ed emozione, che viene trasmessa al pubblico con la passione che affiora da dentro.

Alcuni membri della “Show band” della “Vecia Trieste”

Una vera festa

Prima della pandemia c’è stato un tempo in cui il ritrovarsi, l’abbracciare un amico e il suonare spensierati erano dati ormai quasi per scontati, ha raccontato Stefano Moratto, continuando: “Era facile, dopo tutto, fin troppo facile. E la gente quasi non lo apprezzava più. C’è poi stato il periodo di separazione, di allontanamento. Amici al di là del confine con i quali non si poteva far altro che scambiare qualche sporadica parola al telefono, ai quali non potevi più stringere la mano, nemmeno se incontrati di persona. Affetti sparsi dal Carso triestino all’Istria, il distanziamento… Strumenti musicali imbavagliati e rinchiusi in pareti di plexiglas nei casi più fortunati, obbligati a esprimersi davanti a una videocamera negli altri, sopprimendo il fattore più importante di tutti nella musica: il contatto umano. Ma prima o poi tutto è destinato a migliorare, le distanze si riducono, i confini riaprono, la musica torna ad essere a portata di tutti, e la normalità riprende lentamente il sopravvento”. E lo stesso giorno a Crassiza il parziale ritorno alla normalità è stato il vero protagonista. Banda Buie e “Vecia Trieste”, due gruppi separati da un confine, che finalmente ritrovano il piacere di far musica tutti assieme. “Amici, che nuovamente cantano e suonano in un’armonia che sembrava quasi essere sbiadita, persa nella quotidianità e nella frenesia del mondo moderno. Sorrisi e risate prive di qualsiasi forzatura, accompagnate da buon cibo e da immancabili brindisi. Una vera festa, per dimenticare momentaneamente i problemi che ci hanno afflitto in quest’ultimo periodo. Una vera festa, per rendersi conto di quanto fortunati eravamo già, ma non lo sapevamo”, ha concluso il giovane musicista Moratto, ringraziando per tutto ciò con il cuore la musica.

Canzoni intonate spontaneamente

Una serata super meravigliosa

La “Show band” triestina è una specie di “street band” che, come accadeva una volta, porta un po’ di brio in giro per le strade. Propongono un vasto repertorio, a partire dagli anni ‘80, in occasioni pubbliche e private. Si definiscono suonatori che portano in giro per il mondo la musica folcloristica, giuliana, istriana e dalmata, praticamente istroveneta, con alcuni repertori italiani e altri piccoli stranieri. Dalla band triestina è stata Monica Brivonese a definire quest’incontro un bellissimo modo per riprendere l’attività musicale dopo il lungo periodo epidemico che ha allontanato le due formazioni bandistiche: “Serata allegra e spensierata, alternata tra musica e gastronomia istriana doc… Risate, cantate e note che variavano dalle canzoni locali popolari ai successi internazionali”, ha concluso la Brivonese. A sostenere questo pensiero sono stati pure il collega Guido Grudina, definendola una serata super meravigliosa, un ritrovo vero e amichevole con la voglia di musica, e Paolo Stoini sottolineando che dopo così tanto tempo passato in chiusura forzata, tornare a rivivere un po’ di normalità è stato favoloso. “È da più di un anno che non suonavamo con gli amici musicisti delle Comunità degli Italiani di Crassiza e Buie e ieri finalmente è successo, il tempo e le distanze sono state azzerate dalle note di questa splendida giornata. Mai avrei pensato, dopo il tanto tempo trascorso in isolamento, di suonare con un’armonia e un affiatamento tali come se non avessimo mai smesso di provare e come se il Covid non ci fosse mai stato”, ha rilevato invece Amedeo Muzio della “Vecia Trieste”.

L’accoglienza del presidente Mate Mekiš

A esprimere il suo entusiasmo e sentimenti di gratitudine, pure il maestro dei complessi, Corrado Moratto: “Sono passati più di otto mesi da quando il coronavirus ci ha costretto a subire delle limitazioni. All’improvviso si inizia a vedere qualche spiraglio, si inizia a organizzare qualcosa, si inizia, seppur limitatamente a ritrovarci, a fare prove musicali… una prova all’aperto. Sembra che lentamente si stia tornando alla normalità. Le code ai confini si allentano e arriva finalmente un’opportunità di ritrovarci assieme a un’altra banda per suonare, parlare, mangiare, divertirci. Abbiamo suonato in totale armonia, ci siamo divertiti, abbiamo parlato, scherzato, riso. Sembrava che questo ultimo periodo non fosse mai esistito”.

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