Alla Croce rossa di Albona aiutano anche i più piccoli

Pure questa settimana numerose le donazioni a favore dei terremotati della Regione di Sisak e della Moslavina

I volontari della Croce rossa albonese in azione

La Croce rossa di Albona ha avuto anche questa settimana tanto lavoro. E continua ad averlo. Aiuti per i terremotati della Regione di Sisak e della Moslavina continuano ad arrivare nei vani dell’organizzazione, che poi, come le altre 130 sezioni regionali e locali della Croce rossa in Croazia, si occupa dello smistamento delle donazioni e della loro distribuzione ai cittadini delle aree terremotate, alcuni dei quali usufruiscono in questo momento di un alloggio temporaneo nell’Albonese.

 

Turni di 12 ore
“Fino a qualche giorno fa erano alloggiati nelle strutture ricettive della ‘Valamar Riviera’. Alcuni di loro sono stati accolti da proprietari di case private”, ci ha detto Barbara Škopac Belušić, che con la direttrice della Croce rossa albonese Morin Hukić costituisce il personale della Cr di Albona. Entrambe si dicono contentissime del lavoro dei numerosi volontari, che aiutano anche in questi giorni. Durante la nostra visita alla sede dell’organizzazione albonese, all’indirizzo Katuri 17, dove si trova pure il principale centro per la raccolta degli aiuti, abbiamo incontrato pure il giovane Duje. Ha soltanto dodici anni, ma tanta voglia di aiutare, assieme alla mamma Julija. “Ogni aiuto è prezioso. Tutti i nostri team di volontari sono attivi in questi giorni: sono i nostri concittadini che ci hanno aiutato nei mesi primaverili, durante il primo lockdown, con la distribuzione e l’acquisto degli alimenti e dei beni di prima necessità per gli anziani e i bisognosi. Abbiamo ingaggiato pure i nostri volontari della terza età, che fino al terremoto, a causa della situazione epidemiologica, non volevamo esporre al pericolo di contagio. Ci aiutano pure i membri del nostro Club dei giovani che hanno superato i 18 anni”, ha detto BArbara Škopac Belušić, confermando che la raccolta degli aiuti la vede impegnata, assieme alla direttrice Hukić, anche dodici ore al giorno, alle volte fino alle 22 e che ci sono anche dei volontari che rimangono fino alla stessa ora nei magazzini della Cr di Albona.

Morin Hukić

Che cosa (non) donare
Le donazioni dei cittadini vengono controllate prima di essere spedite a chi ne ha bisogno perché spesso, purtroppo, tra i prodotti alimentari ce ne sono pure di quelli scaduti da parecchio tempo. Oppure vengono consegnati prodotti fatti a casa, per i quali non non è possibile stabilire la data di scadenza. “Possono essere anche pericolosi per la salute e quindi non possiamo distribuirli ai bisognosi. Il problema è che poi rischiamo di essere criticati come organizzazione che butta via il cibo: la gente non sa che sono prodotti scaduti”, dice la Škopac Belušić. Per quanto riguarda l’abbigliamento, le calzature o la biancheria che viene donata, troppo spesso, purtroppo, si tratta di cose che non sono più utilizzabili. “Ci vengono consegnate, per esempio, delle coperte logore, anche se abbiamo esposto sulla porta di questo spazio in cui ci troviamo un avviso con tutte le informazioni riguardo agli oggetti donabili. Non dico che devono essere consegnate cose nuove o stirate, ma una regola potrebbe essere quella di donare quello che anche il donatore indosserebbe o userebbe”, ha affermato la Škopac Belušić spiegando il motivo di tanto lavoro nei magazzini della Croce rossa.

Allo stesso tempo l’organizzazione albonese offre pure un supporto psicologico ai terremotati che si trovano in questo momento nell’Albonese, i quali, afferma la Škopac Belušić, “iniziano a tremare anche soltanto a sentire la pioggia”. “Sono molto traumatizzati ed è per questo che cerchiamo di essere a loro disposizione in qualsiasi momento. E vogliamo che sappiano che siamo qui per loro”, ha aggiunto la Škopac Belušić, ormai esausta, come la direttrice Hukić, che la mattina della nostra visita si è concessa qualche ora d’assenza, rimanendo comunque a disposizione per tutte le emergenze.

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