Gente senza pudore: ladri e vandali pure al cimitero

Il direttore della municipalizzata, Darko Buršić, illustra le misure prese per arginare il fenomeno che rattrista e fa discutere

All’origine dei misfatti ci sono anche l’invidia e il desiderio di vendetta

Si va dalla perplessità all’indignazione. Le segnalazioni dei cittadini che lamentano furti di fiori e arredi funebri al cimitero di Monte Giro si moltiplicano sui social e il dibattito non s’arresta, anche se il fenomeno è tutt’altro che recente. Di certo non è una novità, ma ultimamente vi sono state delle segnalazioni per così dire ravvicinate e la cosa ha incuriosito i giornalisti delle televisioni nazionali, che ne hanno fatto un “caso”. Ne parliamo col direttore della municipalizzata polese che si occupa di manutenzione delle aree cimiteriali e di onoranze funebri, Darko Buršić, che cerca di spiegarci alcune circostanze salienti del fenomeno.

Videosorveglianza all’ingresso: decisamente non basta

Una carrellata di segnalazioni
“Occorre allargare la visuale e non fermarsi alle testimonianze diffuse in Rete perché non esauriscono il quadro. È vero, c’è stata questa carrellata di segnalazioni su Facebook che ha riportato agli onori della cronaca un fenomeno tutt’altro che nuovo, per cui abbiamo risposto con una comunicazione generica all’utenza perché non è possibile fornire un centinaio di risposte singole ad altrettante domande trasmesse sui social ogni giorno daccapo. Nella nostra comunicazione abbiamo spiegato che oltre alle telecamere già presenti all’ingresso al cimitero, avremmo acquistato ulteriori strumenti di sorveglianza elettronica durante il 2021 e che avremmo allertato le forze dell’ordine con i dovuti solleciti al primo segno di sospetto. Ma vi assicuro che le cose non sono così semplici come appaiono. Ho vigilato di persona sul camposanto a tutte le ore del giorno e della notte e ho scoperto dei particolari che vanno ben oltre la – chiamiamola – normale perpetrazione di reati come il furto a scopo di lucro, che basta e avanza come oggetto di biasimo”.

Tombe e corredi presi di mira

Non solo ladri
Ma allora che cosa succede al cimitero con la complicità della notte? “Con la complicità della notte e del giorno direi, – ci corregge Buršić – perché ho scovato di persona delle donne impegnate a danneggiare delle tombe alle 7 del mattino. E il motivo del loro agire era ben diverso da quello comunemente attestato nelle testimonianze degli utenti. La verità è che le azioni umane – e queste non sono altro che azioni umane – hanno infinite cause e motivazioni oltre al banalissimo vantaggio economico, e nel novero entrano anche la gelosia, l’invidia, i disturbi psichici, l’indigenza e persino la brama di vendetta, che non è affatto rara in questi casi. In tanti anni che insieme alla forze dell’ordine abbiamo cercato di disincentivare il reato o il comportamento deviante che sfiora ma non rientra nella sfera del reato, ne abbiamo viste di tutti i colori: dai senzatetto che in estate entrano in cimitero per prendere l’acqua e ‘fare la doccia’, ai ragazzi che rubano le pile delle candele elettriche per inalarne i gas tossici come si faceva prima con le colle e i diffusori di fragranze. Ma sono frequenti anche i casi di chi danneggia la tomba del conoscente perché vuole disincentivare un’unione matrimoniale, o quelli in cui fratelli, nipoti e congiunti vari si derubano a vicenda perché gli antenati non avevano ripartito l’eredità equamente”.

Darko Buršić

Cause molteplici
Stando a Darko Buršić, c’è anche dell’altro. “Ci sono anche dei casi in cui è l’invidia a motivare il furto, perché troviamo gente caduta in disgrazia che trova disgustoso lo sfoggio di ricchezza dei benestanti quando coprono le tombe dei loro cari di marmi e metalli preziosi che non servono ad altro se non a perpetrare le differenze sociali anche nella sfera della devozioni ai defunti. Insomma, come vediamo, le cause dei furti e dei danni al corredo cimiteriale sono molteplici e le soluzioni non possono essere univoche”, conclude Buršić, il qualche ci assicura che gli stessi episodi si ritrovano in tutti i cimiteri del Paese e forse anche ovunque nel mondo. Tra l’altro pensare di coprire con telecamere di sorveglianza tutti i 70.000 metri quadrati del cimitero e tutte le 14.000 tombe più le 3.000 del campo comune è inconcepibile. Ma è possibile autorizzare l’installazione di videocamere private su richiesta degli utenti, anche se l’esito potrebbe rivelarsi di scarsa utilità. Se la situazione presenta diverse sfaccettature, la soluzione non potrà essere univoca, se mai se ne troverà una che soddisfi almeno in minima parte la sete di giustizia dell’utenza.

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