Platak imbiancato, ma ora ci vuole il freddo

Le temperature di questi giorni non consentono di preparare la pista per gli amanti dello sci. Fermi anche gli impianti di risalita. Se ne riparlerà dopo Capodanno

Anno dopo anno vengono investiti mezzi ingenti per creare una vera stazione invernale, con 50-60 giorni di neve per sciare e tutti gli altri per praticare attività ricreative e tanti sport all’aria aperta. Il coronavirus del 2020 ha ostacolato molte iniziative, ma sul Platak nei mesi estivi è arrivata tantissima gente in un contesto poco rischioso sul piano epidemiologico. Lo scorso inverno erano entrati in funzione per la prima volta i cannoni per l’innevamento artificiale, quelli che dovrebbero garantire due mesi in cui è possibile praticare lo sci. Il sistema per l’innevamento era stato attivato lo scorso fine settimana, una notizia che ha fatto arrivare centinaia di persone ai piedi dela pista Radeševo, quella principale. Naturalmente, ci vuole del tempo per prepararla e, soprattutto, delle temperature prossime o inferiori allo zero.

Ivić con il suo fido Gigi

Noi ci siamo stati ieri mattina, quando la colonnina del mercurio raggiungeva i 3-4 gradi, troppi per avere una pista praticabile. Abbiamo visto i battipista in azione, impegnati a rendere il manto nevoso più compatto, ma con il meteo sfavorevole, soprattutto se piove, è tutto inutile. Nei prossimi giorni le temperature dovrebbero scendere e, forse, nel fine settimana il Platak, con la sua seggiovia, potrà accogliere i primi sciatori. “Io non prometterei nulla. Eviterei di farlo perché con il meteo non ci sono certezze”, ci ha detto il responsabile del Centro sportivo e ricreativo del Platak, Marino Smeraldo. “La pista al momento sembra ben innevata, ma sotto c’è tanta acqua. Non potremo annunciare, se non all’ultimo momento, che le condizioni sono tali da consentire di mettere in funzione la seggiovia. Abbiamo visto, pochi giorni fa, quale effetto abbia prodotto la notizia che i cannoni stavano imbiancando la pista. Sono arrivati in tanti, tantissimi – ha aggiunto Smeraldo –, con scarponi e sci, ma non c’erano assolutamente le condizioni per sciare. Allora, come oggi, possiamo accogliere gli amanti della neve che si accontentano di scendere con la slitta e risalire a piedi”.

Chiuso per momentanea impraticabilità. In attesa che faccia più freddo

C’era gente anche ieri, tanti bambini, ma a causa della nebbia non abbiamo potuto valutare quanta. Anche in queste condizioni ci si può divertire, in una situazione di normalità. La pandemia e le misure per contrastarla non risparmiano nessuno, nemmeno i punti di ristoro montani. Niente tè caldo e niente profumo di vin brulé. Abbiamo trovato tutto desolatamente chiuso. Con l’auspicata inaugurazione della stagione sciistica, comunque, potrebbero offrire panini e bevande da asporto da consumare altrove.
L’immagine più triste è quella del Grande rifugio, rinnovato negli ultimi anni e con un ristorante eccellente con prezzi giusti. Siamo andati a curiosare, a cercare tracce di vita, visto che sulla neve, quella naturale, caduta nei giorni scorsi, non ve n’erano. Ci è venuto incontro Gigi, uno splendido San Bernardo di 5 anni, nella doppia veste di guardiano e quella, al momento in guarderoba, di mascotte. Assieme a lui Ivić, all’anagrafe Ivo Spicijarić, custode a factotum, unico umano a soggiornare nel rifugio. “Per la prima volta il Capodanno lo trascorrerò qui sul Platak da solo. La situazione e quella che è, per cui tanto vale farsene una ragione. È decisamente tutto strano. Peccato, potrebbe arrivare molta gente, ma anche il tempo sta facendo le bizze”. I cambiamenti climatici sono evidenti e li abbiamo commentati con Ivić, che lavora sul Platak da 38 anni e che avevamo conosciuto all’inizio degli anni Ottanta quand’era addetto allo skilift che affianca il rifugio. Ricordiamo, tra l’altro, di aver sciato sulla pista Radeševo per il 1º maggio al che il custode Ivić ha aggiunto: “Qui c’è stata neve, una volta, anche il 15 giugno”. Oggi, per ben che vada, ce n’è per qualche settimana in tutto l’inverno, ma ora, grazie agli investimenti fatti dalla Regione litoraneo-montana, ve ne sarà per un periodo più lungo, a condizione che tornino a prevalere le correnti dai quadranti settentrionali.

Il battipista in azione
Nonostante non si possa sciare, qualche visitatore c’è

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