Mascherine. Okay la disciplina nei locali

Inchiesta. I ristoratori sperano non si arrivi alla chiusura

Alla trattoria Fiume il servizio in tempi di pandemia è a regola d’arte

La situazione epidemiologica a livello nazionale si presenta sempre più preoccupante e lo dimostrano anche le ultime disposizioni emanate dalla Task force, che prevedono una serie di misure molto più rigide, ma non un secondo lockdown, che provocherebbe danni significativi all’economia del Paese. Da questo scenario a dir poco oscuro, non si salva nemmeno la Regione litoraneo-montana, la cui curva dei contagi cresce di giorno in giorno, in sintonia con quella che è la tendenza a livello nazionale. Alcune delle nuove misure antivirus, volte ad arrestare l’impennata dei contagi, riguardano, come anche nella prima ondata, la categoria dei ristoratori, vistisi nuovamente costretti a rivoluzionare le modalità di lavoro. È tornato, così, in auge, l’obbligo di distanziare per bene i singoli tavolini e nel caso in cui ciò fosse impossibile, far accompdare i clienti a ogni secondo tavolo. In quanto alle mascherine, ora non le deve indossare soltanto il personale, bensì pure gli avventori, seppur in momenti ben precisi: entrando e uscendo dal locale e nell’attimo in cui si va in bagno. Ne abbiamo discusso con alcuni ristoratori del centro di Fiume, curiosi di sapere come si sono organizzati in questo periodo tutt’altro che roseo.
“Non è che abbiamo dovuto adeguarci a una situazione nuova, bensì fare un passo indietro e riprendere le norme della prima ondata – ha commentato Mario Anić, titolare del ristorante Feral –, che sono in un certo senso simili a tempi non sospetti, a tempi passati in cui i ristoranti di lusso dovevano assicurare uno spazio adeguato per ciascun ospite, appunto 1,6 metri quadrati, e gli altri locali di ristorazione 1,3 metri. Ogni cliente godeva, così, di un proprio spazio personale. La situazione nel tempo è drasticamente cambiata, quando, a fini di guadagno, gran parte dei ristoratori ha subissato i propri locali di tavolini. Personalmente, nel mio locale non ho mai voluto mettere dei tavoli in più, poiché sostengo che ogni ospite abbia il diritto di consumare il proprio pasto in maniera indisturbata e a debita distanza dagli altri. Ovviamente, ci atteniamo a tutto quanto imposto in quanto una seconda chiusura totale porterebbe l’economia allo sfacelo”.

Alla pizzeria Maslina il pizzaiolo e cuoco Božidar Šegulja attende i primi ospiti
FOTO GORAN ŽIKOVIĆ

Alla trattoria “Fiume”, famosa per i suoi piatti a base di pesce, la clientela non manca anche se, come ci fa sapere il gestore Zoran, da due mesi a questa parte non si sono più visti ospiti stranieri. “Abbiamo quasi dimenticato l’italiano – ci racconta tra il serio e il faceto – e la situazione non è delle migliori. Ma fermarci non possiamo. I clienti sono molto disciplinati, tutti entrano con la mascherina e chi l’ha dimenticata, può attingere da un apposito contenitore, che abbiamo messo a disposizione. Purtroppo il traffico è calato, ma non dobbiamo perderci d’animo”.

Marino Anić

Raggiunto il ristorante Mornar, vediamo alcuni ospiti occupare dei tavolini in terrazza dove non bisogna indossare le mascherine. All’interno, però, sono d’obligo, e a ricordarlo, con gentilezza e fermezza, agli avventori è il cameriere Danijel. “Gli ospiti s’attengono alle direttive, soprattutto quelli stranieri, pochi in verità, che prima di entrare chiedono delucidazioni sul comportamento da adottare. Noi ci siamo ormai abituati, ma per ogni ospite, nei primi giorni è stata dura dover indossare la mascherina per ogni volta che c’era da allontanarsi da tavola. Un calo della clientela c’è stato, soprattutto in estate quando sono mancati i turisti stranieri. Speriamo di superare l’inverno senza ulteriori direttive anti-Covid, che per qualcuno potrebbero significare anche la perdita del lavoro”.

Nel ristorante Mornar i tavoli sono ben distanziati

Ci spostiamo in piazza Kobler, e precisamente nella pizzeria Maslina, che sta giusto accogliendo i primi ospiti della pausa pranzo. “Osserviamo le misure decretate, facendole rispettare anche agli ospiti”, assicura Ivan. Snježana spera di rivedere presto i loro ospiti abitudinari, che ultimamente scarseggiano. “Abbiamo seguito alla lettera tutte le norme igienico-sanitarie, le mascherine sono d’obbligo per tutti coloro che si trovano nella pizzeria. Purtroppo con i primi freddi, la nostra terrazza non sarà così spesso usata, per cui avremo di certo un calo d’attività”. Scambiamo due chiacchiere anche con il pizzaiolo Božidar Šegulja, ormai abituato a indossare la mascherina durante tutto l’orario di lavoro poiché, come sottolinea, la salute di tutti dipende dalla disciplina del singolo e, appena dopo, di tutta la comunità. “In fondo, il nostro è un settore molto delicato, in cui è di essenziale importanza osservare le norme igienico-sanitarie nella preparazione e nel servizio delle varie pietanze”.

Il cameriere Danijel

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