Katarina B: riemerge il bunker di Pulac

Assieme a partner croati e italiani, Fiume recupera la sua storia attraverso visite guidate nella galleria

Le illustrazioni inerenti il progetto

C’è un tesoro nascosto nel sottosuolo di Fiume, un importante lascito del passato, una rete sotterranea di fortificazioni, bunker militari e opere difensive ormai dismessi, muti testimoni della storia. Trattasi di un patrimonio quasi totalmente perduto, che oggi dev’essere riscoperto, rivitalizzato e riutilizzato. A tal proposito, a partire da maggio scorso, la Città di Fiume, in collaborazione con le città di Forlì, Campobasso, Cesenatico e Pesaro per l’Italia, nonché Spalato e Zara per la Croazia, ha aderito al progetto europeo “Revival-rivitalizzazione e recupero del patrimonio architettonico nel panorama dell’area adriatica” – di cui è titolare Forlì –, programma di Cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia-Croazia 2014-2020, grazie al quale è stata inaugurata ieri una nuova meta turistica per il capoluogo quarnerino, ovvero il bunker Katarina B in zona Pulac, lungo 780 metri. L’evento si è svolto alla presenza del sindaco Marko Filipović, del capodipartimento per lo sviluppo, l’urbanistica, l’ecologia e la gestione del territorio della Città di Fiume, Srđan Škunca, della direttrice dell’agenzia turistica Feral-tours di Zara, Iva Bencun, del direttore dell’ente turistico cittadino, Petar Škarpa, del presidente del Comitato di quartiere Brašćine-Pulac, Josip Rupčić e di numerosi ospiti.

 

Il progetto, del valore complessivo di 1.825,035,00 di euro, di cui 136.127,50 stanziati dall’Ue a fondo perduto e il rimanente importo assicurato dai partner, mira alla valorizzazione e alla riscoperta di aree dismesse, rifugi, gallerie, caserme e complessi industriali che hanno un significato architettonico e storico e sono testimonianze considerevoli dell’archeologia moderna della Seconda guerra mondiale. Il valore di quest’ambizioso progetto è da cercare in un’ottica di salvaguardia della nostra identità storica, evitandone l’oblio e ricordare, anche attraverso testimonianze materiali, la tragedia della guerra. Il progetto ha l’intento di mettere a sistema veri e propri percorsi storico-didattici per promuovere quel segmento di turismo culturale interessato al secondo conflitto mondiale, che sempre più si sta diffondendo.

Unicità

L’area considerata nel progetto è un luogo spazialmente e architettonicamente unico, che racchiude tutti gli esempi di bunker, gallerie, postazioni anticarro e trincee, e che mostra il Vallo Alpino nella sua vetta. Nell’ambito dello stesso verranno realizzati piccoli interventi nel bunker Katarina B, ma verranno offerti anche nuovi contenuti a disposizione dei cittadini, al punto che questo diventerà un luogo di sosta nella natura nelle immediate vicinanze della città.

Il sindaco Filipović, dopo avere ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la concretizzazione dell’iniziativa, ha dichiarato che “dopo sei mesi dalla mostra in Corso, con la quale si erano volute presentare le fasi del progetto, oggi siamo qui, praticamente alla sua conclusione. I sentieri da passeggio lungo l’area di Pulac sono stati messi a posto e il patrimonio rivitalizzato. Questa è la linea che, nel corso della guerra, era addetta alla difesa di questa parte del territorio. Trattasi di un complesso sotterraneo di bunker che rappresentano un prezioso patrimonio culturale della nostra storia, che abbiamo riconosciuto e, assieme a una serie di partner croati e italiani, tradotto nell’ambizioso progetto intitolato Revival. Lo stesso ci ricorda che la nostra città è ricca di patrimoni, di cui non eravamo nemmeno coscienti”.

Il sindaco Marko Filipović in visita al bunker

Approccio diverso

Sulla scia delle parole del sindaco, il capodipartimento cittadino per lo sviluppo, l’urbanistica, l’ecologia e la gestione del territorio, Srđan Škunca, ha rilevato che, alcuni anni orsono, quando si è aperta la possibilità, grazie soprattutto alla collaborazione transfrontaliera tra l’Italia e la Croazia, di sviluppare un progetto come questo, si è subito riconosciuto il potenziale di sviluppo del nostro territorio e delle fortificazioni militari e si è deciso di candidarlo all’Interreg Italia-Croazia.

“Non siamo i primi a occuparci di una tematica come questa – ha detto –, ma vi ci siamo approcciati in una maniera completamente diversa. Infatti, il progetto è pensato in modo che, oltre al risultato finale, che si dovrebbe cogliere attraverso la valorizzazione turistica, comporti anche una componente scientifica in quanto, nel corso della sua realizzazione, abbiamo testato tutte le strutture a disposizione, abbiamo effettuato una serie di ricerche, nonché messo in pratica la cosidetta geocodifica del complesso, unendo quello che si trova sottoterra con quanto c’è sopra il suolo. Esattamente così sono state collocate le gallerie. Il risultato di questo lavoro sono i depliant, sui quali si può benissimo seguire il tutto”, ha spiegato Škunca. Ha poi aggiunto che, tra circa un mese, all’ingresso del bunker verranno installate le tabelle informative con tutte le indicazioni necessarie. “Abbiamo scelto il Katarina B per sviluppare il progetto inerente alle fortificazioni costruite negli anni ‘30 dello scorso secolo in quanto è uno dei pochi accessibili e si presenta in forma circolare, il che lo rende adatto per le visite turistiche”, ha concluso Škunca, ringraziando la municipalità fiumana e l’Università di Zara, quest’ultima uno dei partner croati, le quali si sono occupate della parte metodologica e scientifica del progetto.

Una delle gallerie del bunker Katarina B

Percorso culturale-turistico

Iva Bencun, direttrice dell’agenzia turistica Feral-tours di Zara, altro partner, che ha curato l’ideazione del percorso culturale-turistico, ha ribadito l’importanza del momento concernente la rivitalizzazione dei patrimonio, sottolineando al contempo quella della sua manutenzione. A suo dire, ogni partner ha immaginato un tragitto culturale-turistico relativo al suo territorio i quali, successivamente, sono stati collegati digitalmente dall’Ateneo zaratino, per cui gli stessi sono ripercorribili anche in questo modo, oltreché tramite le agenzie turistiche addette alla sua promozione.

Il direttore dell’ente turistico cittadino, Petar Škarpa, si è detto convinto che, considerando il successo dell’apertura della galleria militare che collega la Cattedrale di San Vito alla via Dolac, anche quest’iniziativa sarà molto apprezzata e diventerà un’altra riconoscibile storia fiumana. Con lui anche il presidente del Comitato di quartiere Brašćine-Pulac, Josip Rupčić, che ha sottolineato il fatto che nell’area in questione c’è un’altra galleria, la Katarina A, che per il momento è ancora sotto ingerenza dello Stato, per cui non si possono fare progetti al riguardo.

Nel prosieguo si è tenuta un’interessante visita nel bunker Katarina B che, sotto l’esperta guida di Rajko Samueli Kačić, ha risvegliato molta curiosità tra i presenti e confermato la consapevolezza della ricchezza e dell’importanza storica e culturale delle nostre aree. I visitatori, suddivisi in due gruppi, hanno potuto osservare varie postazioni per mitragliatrici pesanti, depositi per l’acqua, viveri e munizioni, generatori elettrici, come pure un punto d’osservazione.

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