Turismo. Croazia-Italia, molte opportunità di collaborazione

A Zagabria la Conferenza organizzata dall’Ambasciata guidata da Pierfrancesco Sacco. Sono intervenuti numerosi esperti del settore di entrambi i Paesi

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Turismo. Croazia-Italia, molte opportunità di collaborazione
La splendida Rovigno. Foto Roni Brmalj

“Il turismo è la più grande industria del mondo. Muove tutti i settori dell’economia, dalla produzione di alimenti alla ristorazione, dai servizi di trasporto alla costruzione di opere infrastrutturali, dalla fornitura di mobili al design dei prodotti”: queste parole di Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo Confindustria, riassumono al meglio l’importanza del turismo come settore al quale è necessario porre la massima attenzione per lo sviluppo dell’economia. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche l’Ambasciata italiana a Zagabria, che ha organizzato ieri una Conferenza dedicata al tema del Turismo autentico, sostenibile e digitale, con la volontà di velocizzare la transizione verde e digitale dell’industria dell’ospitalità. L’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco si è detto orgoglioso di un evento che contribuisce ulteriormente a rafforzare i rapporti fra Italia e Croazia, in un settore come quello turistico dove ci sono molte più similitudini di quanto si potrebbe ritenere.

Pierfrancesco Sacco. Foto: Goran Žiković

L’Ambasciatore ha ricordato come prima della pandemia in Italia arrivassero ogni anno 65 milioni di turisti stranieri, mentre in Croazia i dati indicano poco più di 20 milioni. “I numeri della Croazia sono impressionanti se rapportati alla popolazione, il che la pone fra le superpotenze turistiche”, ha affermato Sacco. L’Ambasciatore ha poi parlato delle molte opportunità di collaborazione che possono nascere dai progetti Interreg, ma anche dalla volontà di collaborare in modo specifico nel mondo dell’industria dell’ospitalità, come dimostrato dall’incontro dei due ministri del Turismo del novembre del 2020.
I motivi che possono spingere Italia e Croazia a collaborare di più in questo campo nascono anche da alcune similitudini. “Molte città italiane vengono inondate da una marea di turisti, un problema del quale soffre anche la costa adriatica della Croazia. Allo stesso tempo però nell’entroterra e nelle campagne ci sono tantissime opportunità ancora da sfruttare, con collaborazioni con i produttori di vino e di prodotti agricoli tipici e tanto altro”, ha affermato Sacco.
Quella stessa pandemia che ha bloccato il turismo per due anni ha però anche contribuito a cambiarlo, proprio nella direzione auspicata dall’Ambasciatore. Secondo Barreca molti turisti hanno già cambiato le loro abitudini e le loro preferenze e ora spetta all’industria dell’ospitalità adattarsi per venire incontro alle loro necessità e ai loro desideri. “La paura del virus, abbinata a una sempre maggior consapevolezza dell’importanza della tutela dell’ambiente, ha spinto i turisti, soprattutto i giovani, a voler cercare percorsi alternativi, anche destinazioni completamente nuove, che offrano un’esperienza più a contatto con la natura e nel rispetto della stessa”, ha spiegato.

Antonio Barreca. Foto: Goran Žiković

Il nodo del sovraffollamento
Luca Stasi, coordinatore del dipartimento per il turismo di Legambiente, ha fatto una serie di esempi concreti che riguardano nuovi progetti in questo ambito. “In Basilicata, all’estremo sud degli Appennini, è stato fatto un investimento di 1 milione di euro che ha già ripagato sé stesso. Si tratta del Volo dell’angelo, una zip line particolarmente spettacolare, che dà lavoro a 25 persone e fa arrivare in loco turisti da tutte le parti d’Italia”, ha sottolineato Stasi. Ma di progetti come questo ce ne sono tanti; a San Vito, ad esempio, è partito qualche anno fa un festival dell’arrampicata che ha prolungato la stagione turistica di un mese intero.

Luca Stasi. Foto: Goran Žiković

Al problema del sovraffollamento nelle città e alla necessità di diversificare come unica soluzione per garantire la sostenibilità si è allacciato anche Damir Krešić, direttore dell’Istituto croato per il turismo. “Dobbiamo capire qual è il limite massimo sostenibile di turisti. Oltre un certo numero di arrivi la qualità del servizio offerto non può più venir garantita e anche la qualità della vita delle persone che abitano le città ne risente. Il turismo porta infatti con sé tutta una serie di aspetti positivi, ma anche molti aspetti negativi, che spesso vengono sottovalutati. Ragusa (Dubrovnik) e Venezia hanno problemi molto simili in questo ambito, in quanto il sovraffollamento di turisti impedisce ai cittadini originari del luogo di vivere le città. I prezzi degli immobili sono alle stelle, il traffico è ingestibile e risorse come acqua potabile e energia elettrica vengono spese in modo sproporzionato dai turisti rispetto ai locali”, ha spiegato Krešić, che ha presentato a quanti hanno seguito la Conferenza una lunga serie di dati e analisi statistiche a riguardo.

Damir Krešić. Foto: Goran Žiković

Spazio alla digitalizzazione
Un altro tema del quale si è parlato è la digitalizzazione un processo tanto naturale e inevitabile quanto complesso. Rodolfo Baggio, del dipartimento di Scienze politiche e sociali della Bocconi, ha insistito sulla necessità di passare dalla teoria alla pratica quando si parla di smart, di tecnologia e di algoritmi, con tutte queste cose che devono essere realmente utili e al servizio di chi si occupa di turismo. Molti di quelli che sono intervenuti dopo di lui gli hanno dato ragione, come Valeria Minghetti, responsabile per l’area ricerca del Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, fondato dall’Università Ca’ Foscari e dalla Regione Veneto. “Abbiamo tantissimi dati a disposizione, ma spesso non siamo in grado di usarli, o perché hanno una forma diversa, oppure perché chi è in possesso dei dati non capisce l’importanza di permettere il loro uso per la promozione turistica”, ha dichiarato Valeria Minghetti.

Valeria Minghetti. Foto: Goran Žiković

Ivan Ilijašić, presidente dell’Associazione Smart tourism e direttore di Orioly, ha presentato una dettagliata analisi a riguardo che conferma quanto riportato dai suoi colleghi italiani. “In sostanza siamo ancora molto indietro con i servizi digitali e con la loro integrazione nel mondo del turismo. Il dato più indicativo è che soltanto ogni quinto sito che si occupa di turismo permette di prenotare un’attività online. Basterebbe migliorare la situazione in quest’ambito per fare un grosso passo avanti nella pianificazione dei flussi turistici”, ha concluso Ivan Ilijašić.

Ivan Ilijašić. Foto: Goran Žiković
Rodolfo Baggio. Foto: Goran Žiković

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