Triplice omicidio a Spalato: il 25.enne killer ha sparato 36 colpi

Una vera e propria spedizione punitiva dell'omicida, che ha liquidato alcuni malviventi che ricattavano la sua famiglia. Nell'azione di sabato pomeriggio nel capoluogo dalmata ingaggiati 150 agenti di polizia

La sparatoria è avvenuta nelle vicinanze dela chiesa di San Francesco, che si trova all'estremità occidentale della Riva di Spalato. Foto Milan Sabic/PIXSELL

Una vera e propria spedizione punitiva quella di Filip Zavadlav, il 25.enne che sabato pomeriggio ha ucciso tre persone nel centro di Spalato sparando con un kalashnikov. Le vittime sono Marino Paić, Marin Boban e Jurica Torlal, i primi due già noti alle forze dell’ordine per la loro appartenenza alla scena criminale del capoluogo dalmata. Zavadlav ha incrociato le tre vittime nel rione di Šperun, che hanno cercato di fuggire in sella alle loro moto, ma i colpi di fucile hanno raggiunto prima uno scooter, sul quale si trovava una delle persone liquidate, poi 500 metri più lontano hanno raggiunto anche la seconda motocicletta. Paić e Boban sono morti sul colpo, mentre Torlak è spirato qualche ora più tardi in ospedale.
Il giovane killer, si viene a sapere, ha deciso di uccidere le suddette tre persone perché stavano ricattando uno dei suoi fratelli, a causa di un debito di droga. Fino a settembre Zavadlav stava navigando come marittimo su una nave commerciale, e al suo rientro ha capito che la sua famiglia era in pericolo. Lui stesso è stato affrontato dal gruppo criminale: in un’occasione lo avevano minacciato con un coltello. E per diversi mesi il 25.enne Filip ha covato la sua vendetta, che è esplosa sabato pomeriggio. La polizia, in una conferenza stampa straordinaria, ha confermato di aver arrestato l’omicida 2,45 ore dopo il fatto di sangue in un locale di Spalato. “Il sospettato non ha opposto resistenza”, ha ribadito il capo della Questura di Spalato e della Dalmazia, Dražen Vitez. “Nell’azione di sabato a Spalato sono stati ingaggiati 150 agenti, che hanno setacciato tutta la città per giungere al killer e per evitare altri spargimenti di sangue Inoltre, sono stati bloccati i confini per evitare che i sospettati potessero lasciare il Paese”, ha aggiunto Vitez. Nel corso delle indagini sono state fermate altre due persone, che “non hanno partecipato all’esecuzione, però potrebbero essere coinvolti indirettamente nei motivi di questo triplice omicidio”, ha ribadito Ante Matković, il capo della Criminalpol, che non ha voluto confermare i motivi che hanno portato Zavladav a compiere questo massacro, perché “le indagini sono tuttora in corso, anche se il presunto omicida non si è mai rivolto alle forze dell’ordine per denunciare le minacce subite di cui si vocifera”. “Fortunatamente non ci sono state altre vittime – ha sottolineato Matković – anche se sono stati sparati 36 colpi, di cui alcuni sono finiti su  un’automobile all’interno della quale si trovavano due persone, che sono uscite illese e che si trovavano lì per caso”. Matković ha voluto ringraziare anche i cittadini, che hanno addirittura fatto i nomi e i cognomi dei possibili sospettati, e ciò “ci ha spianato la strada verso l’arresto del killer”.

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