Traghetto italiano bloccato a Fiume. L’armatore chiede aiuto al governo di Roma

Dal 15 luglio dovrebbe espletare il collegamento tra Fiume e Faresina sull'isola di Cherso, ma la società siciliana non sarebbe in possesso di tutta la documentazione necessaria

Il traghetto Giuseppe Franza. Foto: carontetourist.it

Dopo 5 anni dal porto di Fiume potrebbe nuovamente partire un traghetto su una linea diretta. Era il 2014 quando la “Liburnija” era impegnata in tragitti lungo la costa.
Con l’ingresso della Croazia nell’Ue e l’apertura del mercato ad armatori esteri è aumentata la concorrenza ed esiste la possibilità di veder migliorati i servizi. Così da Messina è giunto a Fiume il traghetto Giuseppe Franza della Caronte & Tourist.
Ma il traghetto, che dal 15 luglio dovrebbe collegare il capoluogo quarnerino con Faresina (Porozina) sull’isola di Cherso (Cres), è rimasto ancorato al largo visto che l’Agenzia nazionale per il traffico passeggeri costiero (AOLPP) non ha ricevuto tutta la documentazione necessaria per permettere alla Giuseppe Franza di espletare il servizio. La conferma è arrivata direttamente dalla direttrice dell’AOLPP, Paula Vidović: “La Caronte&Tourist Isole minori SpA non può ottenere l’autorizzazione necessaria, perché l’armatore non ha presentato la maggior parte dei documenti richiesti per questo servizio”. “Sì, è vero che la società italiana ha inoltrato la richiesta, ma soltanto quando presenterà tutta la documentazione prescritta si potrà firmare il contratto”, ha concluso la Vidović.

Secondo fonti ufficiose, l’armatore non ha ottenuto il documento del Ministero del Mare, del Traffico e dell’Infrastruttura con cui ottiene il diritto al cabotaggio, che consente di espletare il servizio nelle acque territoriali croate. Inoltre, ai siciliani mancherebbero altri documenti che devono essere rilasciati dalle Capitanerie di porto di Fiume e Cherso.

L’appello al governo di Roma

Vista la situazione il gruppo armatoriale siciliano Caronte & Tourist in un comunicato ha chiesto anche l’aiuto del governo italiano: “Le Autorità locali e l’Autorità portuale negano l’ormeggio alla nave italiana. Speriamo che la situazione possa sbloccarsi visto anche che la nave non è attrezzata per lunghi periodi di fermo”. In questo senso Darko Glažar della Capitaneria di porto di Fiume, ha ribadito che l’equipaggio “è libero di scendere sulla terraferma, acquistare i viveri necessari, come tutte le altre navi che entrano regolarmente in porto”. Nella stessa nota un manager della Caronte&Tourist, Sergio La Cava, spiega che da più di un anno la compagnia ha ottenuto l’autorizzazione del governo croato per mettere in pratica il collegamento tra Fiume e Faresina. “È stata molto dura, in quanto il governo centrale si è sempre opposto, portando motivazioni senza fondamento”, ricorda il manager. “Alla fine – continua La Cava – siamo riusciti ad accordarci con il governo di Zagabria e ora che succede? Che ci si mettono di mezzo le Autorità locali”.

Comunque sia, domenica la Capitaneria di porto di Fiume ha permesso alla Giuseppe Franza di attraccare al molo Orlando, in attesa che la situazione possa risolversi in modo positivo.

La Giuseppe Franza è un traghetto bidirezionale, lungo 94 metri, di stazza lorda 1.396 tonnellate. Può raggiungere la velocità di 14 nodi, mentre può imbarcare fino a 600 passeggeri e 120 veicoli. Tra i servizi per i viaggiatori a bordo sono presenti quelli di ristorazione, bar e self service.

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