Sinergia tra diaspora e CI di Fiume

L’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo inizia un nuovo corso. Per la prima volta alla riunione dell’Ufficio di Presidenza ha partecipato con diritto di voto la presidente della Comunità di Palazzo Modello, Melita Sciucca. Attesa per il prossimo Raduno che si terrà nella città d’origine

L’Ufficio di Presidenza dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo

Non è stata solo una riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, quella che ha avuto luogo sabato a Padova, bensì l’inizio di un nuovo corso. Per la prima volta un’associazione degli esuli ha voluto ai vertici un rappresentante dei residenti, in questo caso un fiumano residente a Fiume con diritto di parola e di voto. La Comunità degli Italiani ha scelto la stessa presidente Melita Sciucca a farne parte. La sua prima partecipazione, accolta con un applauso dai presenti (nessuna assenza, l’Ufficio di presidenza era al completo), era stata preannunciata da una serie di incontri a Fiume per valutare i campi di intervento comune per dare maggiore legittimità all’attività dell’AFIM e della Comunità. Durante questo primo incontro si sono affrontati i progetti che avranno una comune realizzazione per fare in modo, ha detto il presidente Franco Papetti “di essere al vostro fianco e partecipi di eventi importanti per la realtà dei nostri concittadini fiumani”. Melita Sciucca ha reso noti i programmi della Comunità in vista di una ricorrenza patronale di San Vito, Modesto e Crescenzia molto speciale, sarà la data del primo Raduno dei Fiumani nella loro città. Molteplici i momenti di un programma ricco che verrà reso noto a breve, dopo le opportune consultazioni con i soggetti protagonisti delle singole giornate.
Le manifestazioni di Fiume Capitale europea della Cultura nel 2020 – la cerimonia inaugurale sarà il primo febbraio – hanno messo a fuoco la necessità di avviare una serie di progetti importanti che la Comunità, l’AFIM e la Società di Studi Fiumani intendono realizzare anche se non inseriti nel programma ufficiale.
Ma al di là di ciò che nel futuro verrà concepito e portato a termine, da sottolineare l’atmosfera che ha caratterizzato la riunione di sabato.
Il «ritorno a casa» per il Raduno
Laddove c’erano dubbi e incertezze su singoli episodi che riguardano l’attualità è emersa la volontà di una comune linea di condotta che supporti la comunità nei suoi sforzi e dia ai fiumani dispersi nel mondo l’occasione di tornare e sentirsi a casa tra la propria gente. Infatti, dopo questa prima fase preparatoria per gli eventi 2020, l’AFIM dovrà ricompattare le file, fare in modo che anche i giovani partecipino alla realtà associativa con maggiore slancio.
Per agevolare la partecipazione al Raduno – che si auspica possa essere numerosa – previsti anche una serie di servizi concernenti il trasporto e la permanenza. Per chi desidera partecipare muovendosi con i mezzi pubblici, può già da ora prenotare il pullman che attenderà alla stazione ferroviaria di Padova per il trasferimento a Fiume, chiamando la sede di Padova e lasciando i propri dati. Sarà la segreteria, dipendentemente dal numero dei partecipanti ad organizzare gli arrivi dei pullman e il rientro, ad un prezzo congruo così come era stato fatto nel 2013 per l’incontro sperimentale Sempre Fiumani. Ma non soltanto, la Comunità degli Italiani ha già firmato una convenzione con alcuni alberghi di Fiume – Continental, Neboder, Lucija e Jadran – grazie alla quale verranno applicati prezzi agevolati per i partecipanti al Raduno ma anche in altri momenti dell’anno, chiamando direttamente la Comunità. E sono solo alcune questioni, anche di carattere pratico, messe in atto durante l’incontro, mentre altre si stanno profilando e verranno affinate al prossimo incontro di marzo dell’Ufficio di Presidenza.
L’AFIM accoglierà sul sito della Voce di Fiume, le notizie e gli sviluppi. Sempre sullo stesso sito verranno riportati tutti i programmi del 10 febbraio che vedono protagonisti i fiumani in Italia e nel mondo. Durante una giornata intensa di dibattito e proposte ciò che è emerso è la completezza di un approccio, non più una visione parziale ma l’unione di un mondo che la storia ha voluto dividere e che gli uomini di buona volontà, in anni di lavoro e avvicinamento, hanno finalmente reso possibile squarciando quest’ultimo velo.

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