Rincari. Possibile rivedere i contratti d’appalto

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Rincari. Possibile rivedere i contratti d’appalto

L’aumento del prezzo dei materiali di costruzione sta causando problemi di ogni tipo in tutto il mondo. Una delle conseguenze magiori consiste nell’impossibilità di portare a termine i lavori già contrattualizzati all’interno dei costi previsti. Per cercare di limitare i danni e di risolvere al meglio la situazione il governo di Zagabria ha fatto sua una proposta del ministro dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile, Tomislav Ćorić, chiedendo a tutte le parti interessate di rinegoziare i contratti nei casi in cui emerga che i costi dei materiali siano aumentati del 10 per cento o più.
Il ministro ha spiegato come questo invito sia nato proprio in seguito alla situazione venutasi a creare sui mercati globali come una delle conseguenze della pandemia di coronavirus, con il temporaneo blocco del canale di Suez che – va aggiunto –, causando ritardi molto importanti nella consegna dei materiali, ha provocato un ulteriore aumento dei prezzi.
“La possibilità di fare degli annessi ai contratti è prevista dalla Legge sugli approvvigionamenti pubblici nei casi in cui si siano delle modifiche importanti ai prezzi precedentemente pattuiti”, ha affermato Ćorić, che suggerisce alle parti in causa di prevedere una spartizione equa dei nuovi costi, certo che l’edilizia sia un settore che non può rallentare la sua attività e men che meno fermarsi.
Per suffragare ulteriormente questa indicazione data dal governo sono state riportate una serie di variazioni di prezzo dove si vede come nell’ultimo anno il rame sia rincarato del 44,4 per cento, l’alluminio del 59,7 per cento e l’acciaio del 56 per cento. Un aumento di prezzo ancora più importante si è visto nel legno compensato, con un più 81,7 per cento in un anno, con il legno segato che ha visto un rincaro del 64,2 per cento.
Situazioni come queste sono molto diffuse, con conseguenze a catena che hanno portato ad aumenti di tutti i tipi. Una delle possibili conseguenze, ad esempio, è una lievitazione dei costi di costruzione del ponte di Sabbioncello, che data l’entità dell’opera secondo alcune fonti di stampa potrebbe essere di ben 500 milioni di kune.
Stando a queste fonti i rappresentanti dell’azienda cinese CRBC che stanno lavorando al cantiere assieme ai consulenti croati stanno preparando una richiesta di rifinanziamento di 450 milioni di kune, che corrisponde a più del 20 per cento della cifra totale contrattualizzata, con altre pretese economiche che potrebbero arrivare dalla ditta greca Avax e da quella austriaca Strabag. In questa cifra sembra che siano stati presi in considerazione sia l’aumento del prezzo dell’acciaio, sia l’aumento del costo del biglietto dei voli dalla Cina, come pure del costo del lavoro.
Il ministro del Mare, del Traffico e dell’Infrastruttura, Oleg Butković, ha risposto ieri a queste indiscrezioni spiegando come nell’ambito del Ministero o della direzione della Hrvatske ceste non sia giunta alcuna voce riguardo a un eventuale aumento dei prezzi, anche perché ormai è tutto stato contrattualizzato da tempo.
“Sono cosciente del problema dell’aumento dei prezzi dei materiali di costruzione e so che il governo sta intervenendo a riguardo, ma per quanto riguarda il ponte di Sabbioncello e le strade d’accesso tutto è stato contrattualizzato molto tempo prima dell’inizio dell’aumento di prezzi, quindi non ci dovrebbero essere problemi rilevanti”, ha affermato Butković.
A chi ha chiesto al ministro se non si possa applicare l’indicazione data dal governo anche a questo caso, Butković ha risposto dicendo che si sa esattamente quando sono aumentati i prezzi, quando sono stati firmati i contratti e quando gli esecutori dei lavori hanno acquistato i materiali e a quale prezzo: quindi nel caso del ponte di Sabbioncello l’indicazione di firmare degli annessi non dovrebbe venir presa in considerazione.
“Sui grandi progetti ci possono sempre essere degli imprevisti che portano a dei piccoli aumenti di prezzi, ma sicuramente siamo ben lontani da una cifra simile, perché ripeto, tutto l’iter attinente all’appalto è precedente all’aumento dei prezzi dei materiali”, ha concluso il ministro.

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