Ragusa. Molestie, destituito il comandante della Polizia di frontiera

Riflettori ora anche su una denuncia all’Ateneo zagabrese

L'agente Matko Klarić. Foto: Milan Sabic/PIXSELL

Si è concluso il procedimento disciplinare nei confronti di Matko Klarić, comandante della stazione di Polizia di frontiera di Grude, nei pressi di Ragusa, accusato di una serie di gravi infrazioni, in particolare di atti discriminatori a sfondo sessuale. Klarić è stato riconosciuto colpevole e destituito dall’incarico. Nel frattempo in Dalmazia ci sono state delle lamentele su come è stato portato avanti il caso Klarić. Il capo del Sindacato, Mario Puškarić, ha spiegato come ci sia stato dell’ostruzionismo e come si sia cercato di complicare la trasferta di alcuni agenti al Tribunale di Spalato, dove sono stati sentiti i testimoni.
Non si è ancora spenta l’eco dei fatti ragusei che già è scoppiato un altro caso di molestie multiple in Croazia. Nove studentesse della Facoltà di Veterinaria di Zagabria hanno infatti sporto denuncia per molestie e altri atti intimidatori nei confronti di un professore della Clinica per la chirurgia, l’ortopedia e l’oftalmologia. A farsi portavoce della denuncia è stato un altro professore, Tomislav Gomerčić, del reparto di Biologia veterinaria, il quale ha diffuso la denuncia al Rettore dell’Università di Zagabria, ai rappresentanti della Clinica dove lavora l’indiziato e alla presidente del Comitato disciplinare dei dipendenti.
L’accusa delle ormai ex studentesse è di aver subito una discriminazione dovuta all’appartenenza di genere, come pure a tutta una serie di molestie sessuali, mobbing, con il professore che avrebbe mancato di rispetto e abusato della sua posizione di potere. Tre di loro hanno deciso di accompagnare la denuncia con la propria firma, mentre altre sei hanno preferito rifugiarsi nell’anonimato.
Nelle loro dichiarazioni hanno spiegato nel dettaglio cosa abbiano subito, comprese le allusioni sessuali, gli apprezzamenti sul loro aspetto e gli inviti al contatto fisico. Si parla anche di comportamenti ossessivi da parte del professore e di gesti di vario tipo, il tutto durante l’orario delle lezioni, ma anche prima e dopo, negli spazi dell’ambulatorio della Clinica.
“Una volta durante un’esercitazione di castrazione degli stalloni mi fu affidato l’incarico di disinfettare il materiale con il quale si sarebbe svolta l’operazione. Il professore disse di vedere che avevo esperienza in queste azioni e di come fosse sicuro che i miei ragazzi fossero soddisfatti con me”, ha raccontato una delle testimoni.

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