Pola. Quando il fermo pesca decreta il… fermo piatto

Pescheria deserta a Pola. Foto Dusko Marusic /PIXSELL

Già ne mangiamo poco (la media nazionale pro capite è di 10 chilogrammi l’anno, contro quella europea di 20), ma ora che è in corso il fermo pesca, non ne mangiamo affatto. I primi giorni di gennaio, questa è l’immagine che offre di sé l’altrimenti ricca pescheria di Pola al mercato coperto. Lo scorso 16 dicembre è scattato il fermo pesca per il pesce azzurro e il mondo pare abbia arrestato il suo corso. Se non si pesca il pesce azzurro, non si pesca affatto: questa è la regola. Le cose andranno avanti così fino al 15 gennaio, se non oltre. Il provvedimento è necessario per dare tregua alle specie ittiche maggiormente commercializzate. Ma l’interruzione temporanea delle attività di pesca non è la sola ad aver svuotato i banchi della pescheria di Piazza del Popolo. La migrazione del commercio dal centro città ai grandi centri di distribuzione della periferia ha finito per danneggiare tutti, anche le vendite giornaliere di pesce.
Benché i centri commerciali possano fare alla pescheria ben poca concorrenza, gli spostamenti giornalieri dei clienti si spingono pur tuttavia sempre più lontano dal centro città, anche a spese della qualità degli acquisti. Le tendenze sono queste, i rimedi, chissà…

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