Osservatori italiani e francesi: un sacrificio da non scordare

Commemorato a Podrute l’eccidio degli osservatori europei, quattro italiani e uno francese, periti dopo che il loro elicottero venne abbattuto da un Mig jugoslavo il 7 gennaio 1992. Il rappresentante dell’Ambasciata d’Italia, Ilario Schettino, invita a guardare agli obiettivi comuni

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Osservatori italiani e francesi: un sacrificio da non scordare

Il sacrificio dei cinque osservatori della Comunità europea, quattro italiani e un francese, morti a Podrute, nei pressi di Novi Marof dopo che l’elicottero delle Forze armate italiane sul quale stavano volando venne abbattuto da un Mig dell’Aeronautica militare jugoslava rimarrà per sempre impresso nelle fondamenta della storia croata. È questo il messaggio lanciato dalle autorità intervenute oggi alla commemorazione nel trentennale dell’abbattimento del velivolo impegnato nell’ambito della Missione di monitoraggio della Comunità europea (ECMM).
Alla ricorrenza hanno partecipato numerose autorità civili, religiose e militari, tra le quali il colonnello Gerardo Contristano dell’Ufficio dell’Addetto per la Difesa a Vienna, il presidente della Regione di Varaždin, Anđelko Striček, il sindaco di Novi Marof, il deputato Siniša Jenkač. Oltre a Striček e Jenkač a pronunciare i discorsi commemorativi dinnanzi al monumento eretto nel 1996 dal popolo croato in perenne ricordo del tenete colonnello Enzo Venturini, del sergente maggiore Marco Matta, del maresciallo capo Fiorenzo Ramacci, del maresciallo capo Silvano Natale e del tenente di vascello Jean-Loup Eychenne, sono stati Dragutin Lozančić, intervenuto nella veste di emissario del Presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović, la deputata Zdravka Bušić in qualità d’inviata del presidente del Sabor, Gordan Jandroković, il ministro degli Affari esteri ed europei, Gordan Grlić Radman, rivoltosi ai presenti pure a nome del premier Andrej Plenković e l’inviata dell’Ambasciata francese a Zagabria, tenente colonnello Florence Skrlj. L’onore di rappresentare l’Italia alla commemorazione è spettato quest’anno al primo segretario Ilario Schettino, chargé d’affaires dell’Ambasciata d’Italia in Croazia.
Divulgatori di verità
“Gli osservatori europei hanno avuto un ruolo importante nella divulgazione della verità su quanto stava accadendo in Croazia, contribuendo così a far riconoscere al mondo la legittimità della nostra lotta per la libertà e il riconoscimento internazionale”, ha osservato Lozančić. Gli ha fatto eco Grlić Radman rilevando che quanto avvenuto nei cieli sopra Podrute rappresentò in qualche modo “un tentativo di bloccare il processo di democratizzazione e d’indipendenza di Paesi costretti a vivere in un regime totalitario”. A sua volta Zdravka Bušić ha puntualizzato che l’eccidio di Podrute e delle persone coraggiose che vi persero la vita non sarà mai dimenticato.
I semi della pace
Nel corso del suo discorso Ilario Schettino ha ricordato che il 15 gennaio 1992, una settimana dopo i fatti di Podrute, l’Italia riconobbe ufficialmente la Repubblica di Croazia come nuovo Stato libero e indipendente. “Questa è la prova che anche tra le macerie della guerra e di morti tragiche e ingiustificate come quelle che oggi piangiamo, possiamo trovare i semi della pace e di un luminoso cammino verso la democrazia e il benessere”, ha detto Schettino. “Quest’anno – ha proseguito – celebriamo anche il 30° anniversario della proclamazione della Repubblica di Croazia: ci congratuliamo per il percorso intrapreso dal Paese da allora, con l’adesione all’ONU, alla NATO e infine all’Unione europea. E attendiamo con impazienza altri importanti risultati nel prossimo futuro, come l’adesione a Schengen e all’Eurozona”. “Ciò mi porta a un’osservazione – ancora Schettino –: l’unico modo per un futuro di pace e prosperità condivisa è mettere da parte ogni residuo di animosità del passato e guardare avanti verso obiettivi comuni nella stessa direzione, sia nelle relazioni bilaterali che in un contesto di prospettiva regionale. Quanto a quest’ultimo, crediamo che l’unica prospettiva possibile sia quella della riconciliazione, nel quadro della prospettata adesione all’UE per tutti i Paesi di questa regione: un obiettivo che so che sia l’Italia sia la Croazia condividono con convinzione”.

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