Istria. Riconoscere i luoghi di sepoltura

La Federesuli sentita in sede di Commissione Esteri alla Camera

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Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati

La Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, audita oggi, giovedì 17 giugno, in Commissione Esteri alla Camera, ha stilato un elenco delle priorità per gli esuli e i rimasti. Il rappresentante della Federesuli, Giuseppe de Vergottini, ha spiegato che una delle richieste riguarda la ripresa delle “commissioni storiche per la memoria comune, in cui siamo fermi a 20 anni fa con la commissione italo-slovena”, poi è fondamentale portare avanti e risolvere il “problema del ricooscimento dei luoghi di sepoltura” perché è “assurdo che ancora oggi in Istria non ci siano targhe dove si sono verificate le esecuzioni” degli italiani.
La Federesuli ha anche chiesto di avere “uno spazio stabile al museo del Vittoriano, per una mostra continuativa sull’esodo”. È fondamentale poi “sottolineare l’importanza del bilinguismo, che anche se riconosciuto per legge non viene a volte applicato per regolamenti locali, come accade alla toponomastica”. È stata fatta poi richiesta di salvaguardare i fondi triennali stabiliti per gli esuli dalla legge 72 che sono in rifinanziamento. Ci sono poi altre due richieste che sono legate alla sfera delle competenze della Presidenza della Repubblica. Da una parte il riconoscimento di una medaglia sull’ultimo gonfalone italiano di Zara per le perdite tra il 1943 e il 1945 e dall’altra l’onorificenza a Tito. “I dalmanti attendono questo indennizzo morale per le sofferenze subite da Zara quando era ancora italiana, c’è un decreto firmato ma è in ‘frigorifero’, sarebbe bello poter contare sull’aiuto del Parlamento per il completamento dell’iter procedurale”, ha detto de Vergottini. E infine si chiede la revoca dell’Alta onorificenza assegnata al Maresciallo Tito dalla Repubblica italiana. “Come Federesuli cerchiamo di lavorare tenendo conto del fatto che non possiamo limitarci alle recriminazioni, ma non vogliamo rinunciare alla memoria storica, puntando a una memoria condivisa e muovendoci con ottimismo verso il futuro”, ha detto Giuseppe de Vergottini nel corso dell’audizione. Negli ultimi anni, dopo l’ingresso di Slovenia e Croazia nell’UE e in particolare dopo la visita dei Presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor alla foiba di Basovizza, “il clima è cambiato”, ha ricordato de Vergottini.
”Dobbiamo compiere tutti gli atti che riconoscono i dolori e le sofferenze che gli italiani hanno subito” nell’ex Jugoslavia nel secondo dopoguerra, “ma senza riaprite le ferite” puntando al dialogo con Paesi come Croazia, Slovenia e Montenegro, ha detto il presidente della Commissione Esteri, Piero Fassino. Adesso bisogna “riscostruire la memoria e restituire alla presenza italiana in quelle terre non solo il ricordo, ma anche possibilità di avere agibilità e iniziativa” e “completare le procedure per gli indennizzi dei beni abbandonati”.

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