Il 60p.c. dei croati non ha viaggiato nel 2020

La pandemia ha spinto i cittadini a dimezzare le spese per i trasporti

L'autostrada verso la Slovenia termina al confine di Rupa, alle spalle di Fiume. Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

C’è una gran voglia in Croazia di viaggiare: lo confermano le code infinite ai caselli autostradali durante il recente ponte festivo. Nulla di strano, si vuole recuperare il tempo perduto. A causa della pandemia, infatti, i cittadini croati hanno dimezzato nel 2020 le spese per viaggi privati e di lavoro di più giorni rispetto al 2019, spendendo il 57 p.c. in meno ovvero 5,4 miliardi di kune, mentre hanno speso 1,35 miliardi di kune ossia il 60 p.c. in meno per viaggi di un giorno. I dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica (DZS) sui movimenti turistici della popolazione nel 2020 evidenziano che soprattutto a causa della pandemia, ovvero dei rischi per la salute, il 62,4 p.c. dei cittadini ha rinunciato ai viaggi privati. L’anno scorso hanno viaggiato 1,3 milioni di persone in Croazia, di cui un milione nel Paese e il resto all’estero o in entrambe le zone. Nel 2020 i cittadini hanno effettuato un totale di 3 milioni di viaggi privati e di lavoro di più giorni, o il 50 p.c. in meno rispetto al 2019. La maggior parte di questi viaggi, ovvero 2,8 milioni, era di carattere privato, con una diminuzione del 55 p.c. rispetto al 2019: La spesa per questi viaggi è stata inferiore del 50 p.c. rispetto agli anni passati, pari a 4,6 miliardi di kune.

 

I viaggi di lavoro di più giorni a causa della pandemia hanno registrato un calo ancora maggiore: nel 2020 ce ne sono stati soltanto 216 mila ossia il 74 p.c. in meno rispetto al 2019.

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