Fiume. Giuseppe Franza: scattano le denunce

L'armatore siciliano è pronto a citare lo Stato croato alla Commissione europea per la violazione della libertà del traffico marittimo internazionale. Intanto il 30 settembre il ferry lascerà il porto fiumano

Il Giuseppe Franza fermo in porto a Fiume. Foto Žejjko Jerneić

Da quasi tre mesi il traghetto Giuseppe Franza, di proprietà della società di navigazione Caronte&Tourist S.p.A., con sede a Messina, è ormeggiato sul Molo Orlando, dopo essere arrivato a inizio luglio in attesa del rilascio delle necessarie autorizzazioni per l’introduzione della linea stagionale Fiume-Faresina (Porozina), che sarebbe dovuta essere operativa dal 15 luglio al 15 settembre. Fin dall’inizio era però chiaro che il percorso sarebbe stato disseminato di ostacoli. Dopo aver ottenuto il nullaosta da parte della Capitaneria di porto di Fiume, dall’Agenzia per il traffico marittimo costiero (AOLPP) e dal Ministero del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture, peraltro non senza difficoltà, al ferry sono stati poi negati i permessi dalle Autorità portuali di Fiume e di Cherso, che di fatto hanno fatto saltare il nuovo collegamento. Dietro al muro innalzato dai due organi marittimi ci sarebbero le pressioni della Jadrolinija. Il motivo dell’opposizione della compagnia di bandiera croata sarebbe di natura puramente concorrenziale dal momento che la tratta Brestova-Faresina, in sua gestione, è solamente una delle sette linee autonome e che quindi non necessita delle sovvenzioni statali per essere mantenuta. Si tratta dunque di un collegamento “delicato” e l’intromissione di un’altra compagnia rischierebbe di mettere a repentaglio questo status d’indipendenza.
Dopo settimane di trattative infruttuose e stanco dei continui tentativi di contestazione, l’armatore messinese ha perso la pazienza decidendo di agire per vie legali. Il primo passo è stato l’inoltro al Ministero competente della richiesta di destituzione del responsabile della Capitaneria di porto di Fiume, il comandante Darko Glažar (sebbene i suoi ispettori abbiano accertato come la Giuseppe Franza sia idonea alla navigazione e soddisfi tutti i necessari standard di sicurezza, e quindi dato il loro via libera), reo a loro detta di non aver sospeso la linea Brestova-Faresina in quanto la Jadrolinija non avrebbe effettuato alcuno studio marittimo sulla sua fattibilità. Paradossalmente però, l’Autorità portuale di Cherso sta contestando alla Caronte la mancanza proprio di questo documento.
In quell’occasione avevamo interpellato il comandante Glažar, il quale però si era limitato a dire come “la Capitaneria di porto non è tenuta a richiedere lo studio marittimo, ma può comunque farlo qualora lo reputi opportuno”.
Successivamente è stata presentata alla Procura di Stato la richiesta di patteggiamento la quale però, come spesso capita in questi casi, è stata respinta. A quel punto è scattata la denuncia nei confronti dei direttori delle Autorità portuali di Fiume e di Cherso, Denis Vukorepa e Anton Opatić (in questo caso dalle rispettive Autorità ci era giunto un lapidario “no comment”). Finita qui? Niente affatto perché la Caronte sarebbe intenzionata a denunciare lo Stato croato agli organi giudiziari europei.
Una nuova linea nel 2020?
“A breve inoltreremo alla Commissione europea una notifica relativa alla violazione della libertà del traffico marittimo internazionale da parte della Croazia. L’altro giorno abbiamo inoltre chiesto di essere ricevuti al Ministero, ma da parte loro non è arrivata alcuna risposta”, ci ha dichiarato Vedran Mačešić, il legale che assiste la società siciliana in questa vicenda, il quale ha aggiunto come la Giuseppe Franza stia contando i suoi ultimi giorni di permanenza nel capoluogo quarnerino. “La nave ripartirà il 30 settembre, come stabilito dall’Agenzia per il traffico costiero marittimo che aveva fissato a questa data la fine della concessione per il collegamento”. Intanto, dalle parti di Messina sarebbero non solo decisi a rilanciare ma addirittura a raddoppiare. Infatti, come svelatoci dal loro legale, l’armatore sarebbe interessato per il prossimo anno a introdurre la linea tra Prizna e Stara Novalja, sull’isola di Pago.

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