È necessario trovare un partner strategico

Foto: Željko Jerneić

Non vi sarà il fallimento del cantiere 3. maj e nemmeno il patteggiamento prefallimentare. Esiste la volontà politica di trovare una via d’uscita dalla crisi per la cantieristica quarnerina. Il governo di Zagabria ha deciso di includersi attivamente negli sforzi per salvare lo stabilimento navalmeccanico di Cantrida. Il premier Andrej Plenković ha spiegato che l’Esecutivo, dopo aver analizzato la situazione, ha preso atto del fatto che al 3. maj vi sono quattro navi in attesa di essere completate. il piano di salvataggio del cantiere si articolerà – ha aggiunto il premier – in tre fasi: si procederà innanzitutto allo sblocco del conto del 3. maj, si punterà subito dopo a un accordo tra il cantiere, il governo e i committenti delle navi per trovare il modo per completare le unità in costruzione, in maniera tale che non vi siano costi per lo Stato; infine andrà trovato un partner strategico serio per il cantiere fiumano. Entro il 29 agosto dovrà essere messo a punto il modello per il salvataggio dello stabilimento: appena allora si saprà quale importo il governo sarà disponibile a stanziare a titolo di garanzia per il completamento delle navi.

Divorzio dall’Uljanik

Secondo il premier Plenković il 3. maj non è una società oberata da debiti eccessivi: se non vi fosse stato il prestito all’Uljanik probabilmente sarebbe stata in grado di reggersi sulle proprie gambe. In questo contesto il ministro dell’Economia, Darko Horvat, ha sottolineato che esiste la volontà di giungere a una separazione tra il cantiere fiumano e il Gruppo polese. Gli esperti di diritto, ha aggiunto il ministro, stanno cercando le vie giuridiche per poter arrivare a questo traguardo.

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