Compravendita di test rapidi a scuola: «Fake news provocatoria»

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Compravendita di test rapidi a scuola: «Fake news provocatoria»
Foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

La notizia secondo la quale alcuni alunni delle scuole medie superiori stanno rivendendo i test rapidi ricevuti dalle scuole “è una fake news, anzi una provocazione proveniente da quegli stessi circoli che sono contrari a qualsiasi misura epidemiologica”. Lo ha dichiarato il ministro della Scienza e dell’Istruzione, Radovan Fuchs, il primo giorno dell’entrata in vigore dell’ordinanza in base alla quale gli alunni delle scuole elementari e medie superiori si sottopongono a test rapido a casa, prima di recarsi a scuola. In caso di positività rimangono in isolamento, mentre i loro compagni di scuola sani non devono fare la quarantena.

“Non abbiamo ancora i numeri sulla percentuale di tamponi positivi; i dati saranno raccolti nel corso della settimana”, ha precisato Fuchs, il quale ha poi parlato della possibilità di abolire l’obbligo delle mascherine a scuola. “Nelle prossime 2-3 settimane capiremo se il testing casalingo dei ragazzi sta dando i frutti desiderati, ossia se siamo riusciti a evitare definitivamente gli isolamenti degli alunni sani e se le lezioni possono proseguire in presenza e senza intoppi. Se la situazione dovrebbe essere questa, valuteremo l’abolizione delle mascherine”, ha concluso Fuchs, appellandosi ai genitori “di sottoporre i figli a test rapido e a non falsificare le dichiarazioni che poi i ragazzi portano in classe”.

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