CNI. Firmata la Convenzione: in arrivo i finanziamenti

La Convenzione tra il Ministero italiano degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste, che impegna per il 2019 le risorse della Legge 73/01 in favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia è stata firmata. Il documento sottoscritto oggi a Roma stabilisce l’erogazione di 4 milioni di euro a beneficio della CNI. La firma alla Convenzione da parte del presidente dell’UI, Maurizio Tremul (anche in rappresentanza del presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva), del vicedirettore generale vicario della Direzione generale per l’UE del MAECI, Fabrizio Bucci, e del commissario dell’UPT, Francesca Adelaide Garufi ha avuto luogo alla Farnesina.
“È stata una giornata impegnativa”, ha ammesso Maurizio Tremul, che abbiamo raggiunto telefonicamente alla fine della riunione. “La Convenzione che abbiamo appena firmato – ha osservato – garantisce alla CNI risorse maggiori rispetto al passato. Un successo ottenuto grazie agli sforzi profusi dall’UI nel corso dei negoziati”. Tremul ha fatto presente che quest’anno la Convenzione sottostà ai nuovi meccanismi attinenti all’erogazione della Spesa pubblica. Tuttavia, si è detto convinto che le risorse saranno impiegate come previsto e che la CNI, sotto questo punto di vista non ha motivo di preoccuparsi oltremodo. “È un’altra la cosa veramente importante sulla quale dobbiamo concentrarci. Dobbiamo fare il possibile affinché l’Assemblea dell’UI riesca ad approvare il nuovo Piano finanziario entro ottobre o al più tardi nel novembre prossimo”, ha dichiarato Tremul. Il presidente dell’UI ha chiarito che ciò consentirebbe di concludere in anticipo le trattative in seno al Comitato di coordinamento per le attività della Minoranza Italiana in Slovenia e Croazia, rispetto a quanto avvenuto quest’anno. Di conseguenza anche la data della firma della Convenzione MAECI-UI-UPT per il 2020 potrebbe essere anticipata, forse già a febbraio. Un’eventualità, quest’ultima, che gioverebbe enormemente agli interessi della CNI.

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