Balneazione a Giusterna: in attesa di nuove analisi

Tecnici impegnati a monitorare la qualità delle acque. Per il momento la spiaggia resta interdetta ai bagnanti

Prelievo di campioni d’acqua a Giusterna

Per i bagnanti è diventato ormai un rito mattutino. Appena alzati rivolgono lo sguardo verso la spiaggia di Giusterna per vedere di che colore è la bandiera che vi sventola e stabilire così se lo stabilimento è aperto oppure se la balneazione è sconsigliata. Ieri gli amanti del mare saranno rimasti delusi nel vedere sventolare ancora il vessillo rosso, sego che la spiaggia era interdetta ai visitatori. Dopo la riapertura a sorpresa di giovedì mattina, passate solo poche ore le analisi dimostravano che in mare scendono, con il torrente di Giusterna, acque ancora contaminate da batteri fecali, potenzialmente pericolosi. Il Comune e la sua azienda municipalizzata Marjetica optavano per un provvedimento radicale: il corso d’acqua veniva ostruito con sacchi di sabbia e l’acqua pompata sulle autobotti, per essere trasferita al depuratore intercomunale di Sermino, presso Capodistria. In tal modo la contaminazione del mare dovrebbe cessare, sempre che la fonte principale d’inquinamento risieda nel torrente. I tecnici, che ieri abbiamo incontrato in spiaggia a Giusterna, hanno prelevato nuovi campioni d’acqua marina, in vari punti dello stabilimento. Come ci hanno confidato, all’olfatto il liquido raccolto continua a puzzare ma non marcatamente di feci, come nei giorni scorsi. Rimane anche torbido, ma soltanto il laboratorio potrà dare risposte precise sulla sua qualità, forse oggi (sabato). Il timore è che le copiose precipitazioni previste per lunedì gonfino nuovamente il torrente, facendo superare all’acqua le barriere che potrebbero trascinare in mare altri agenti patogeni. Intanto continuano gli interrogativi sulle cause dell’inquinamento e su che cosa stia succedendo realmente sul colle.
Le indagini fin qui condotte per rilevare perdite delle condutture fognarie o allacciamenti illegali alla rete stessa, non hanno dato esito positivo. Resta il fatto che numerose case in zona, oltre 20, dispongono soltanto di pozzi neri per lo sversamento dei liquami e che la loro manutenzione potrebbe essere irregolare. Non cessano le voci su presunti sabotaggi delle fognature con capi di vestiario e poliuretano espanso, per farne fuoriuscire i contenuti. La Polizia indaga anche su questo fronte.

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