Morta a 100 anni Glynis Johns, interpretò Winifred Banks in Mary Poppins

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Morta a 100 anni Glynis Johns, interpretò Winifred Banks in Mary Poppins

(Adnkronos) – Addio a Glynis Johns. L’attrice britannica, che sarà ricordata per sempre come la spiritosa ed esuberante suffragetta di ‘Mary Poppins’, è morta per cause naturali in una casa di riposo di Los Angeles, come annunciato dal suo manager Mitch Clem: aveva 100 anni. Nel classico film Disney del 1964 interpreta Winifred Banks, moglie di George Banks (David Tomlinson), integerrimo bancario di Londra, che ha bisogno di una tata (Julie Andrews) per prendersi cura dei suoi due figli, Jane (Karen Doctrice) e e Michael (Matthew Garber): l’attrice interpreta in modo memorabile la canzone ‘Sister Suffragette’.

Anche ballerina, pianista e cantante di grande talento, Glynis Johns nel corso di una carriera transatlantica durata più di 60 anni, tra teatro, cinema e tv, ha vinto un Tony Award per il suo ruolo in ‘A Little Night Music’, dando una voce roca e ricca di emozioni al numero più memorabile dello spettacolo, ‘Send In the Clowns’, e ha ottenuto una nomination all’Oscar come Miglior attrice non protagonista per aver interpretato la proprietaria vedova di un saloon e di un hotel nel film di Fred Zinnemann ambientato in Australia ‘I nomadi’ (1960).

Johns è stata candidata al Golden Globe per il ruolo di un’anziana e svampita mondana che si lascia incantare da un giovane stallone che incontra sulla spiaggia in un film allora controverso sul sesso, ‘Sessualità’ (‘The Chapman Report’, il titolo originale), diretto nel 1962 da George Cukor.

Di origini gallesi, Glynis Johns era nata il 5 ottobre 1923 a Pretoria, in Sudafrica, mentre sua madre, la pianista Alys Steele, era in tournée; il padre era l’attore Mervyn Johns (noto soprattutto per il ruolo del timoroso Bob Cratchit in “A Christmas Carol del 1951”). L’attrice, che esordì giovanissima, ha lasciato il segno nel cinema in leggeri fantasy britannici. In “Una sirena in società” (1948), “Helter Skelter” (1949) e “Mad About Men” (1954) interpretò una sirena civettuola, Miranda Trewella, che si lascia coinvolgere in storie d’amore reali.

Forte della sua popolarità, Glynis Johns si trasferì a Hollywood, dove interpretò Mary Tudor in “La spada e la rosa “e la moglie di un combattente scozzese per la libertà in “Rob Roy il bandito di Scozia”, due film Disney interpretati anche da Richard Todd e usciti nel 1953. Ha anche interpretato Maid Jean, l’interesse amoroso di Danny Kaye, in “Il giullare del re” (1955), con Angela Lansbury e Basil Rathbone. Da allora è apparsa anche in molti episodi di popolari serie tv. Johns è stata, inoltre, co-protagonista con Richard Burton, Elizabeth Taylor e Peter O’Toole di “La leggenda di Llareggub” (1972), un adattamento della storia fantasiosa di Dylan Thomas sul villaggio di Llareggub.

Glynis Johns ha debuttato a Broadway nel 1952 in “Gertie”; ha recitato accanto a Charles Laughton in un revival del 1956 di “Major Barbara” di George Bernard Shaw ed è apparsa con Rex Harrison in un revival di “The Circle” di W. Somerset Maugham nel 1989. Johns ha anche interpretato la madre di Desiree in diversi revival di “A Little Night Music”.

Nel 1988-89 Johns ha interpretato un’anziana che vive in una comunità di pensionati dell’Arizona nella sitcom “Benvenuti a ‘Le Dune'”. Più di recente, si era distinta nel ruolo di un’arzilla nonna in “C’eravamo tanto odiati” (1994) con Denis Leary e ha avuto ruoli simili in “Un amore tutto suo” (1995) e “Superstar osa sognare” (1999).

Sposata quattro volte, Johns ha avuto un figlio, il defunto attore Gareth Forwood, durante il suo matrimonio con Anthony Forwood. Il suo agente Mitch Clem ha dichiarato che l’attrice non lascia eredi.

E’ stata sposata in prime nozze con l’attore Anthony Forwood dal 1942 al 1948), per poi unirsi con David Ramsay Foster dal 1952 dal 1956. Dopo il secondo divorzio si risposò con Cecil Peter Lamont Henderson, ma la loro unione durò solo dal 1960 al 1962). Il quarto matrimonio fu contratto con l’attore Elliott Arnold nel 1964 e si concluse di nuovo con il di divorzio nel 1973.

(di Paolo Martini)

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